The Danish Girl

Film 2015 | Biografico, Drammatico, +13 120 min.

Titolo originaleThe Danish Girl
Anno2015
GenereBiografico, Drammatico,
ProduzioneGran Bretagna, USA
Durata120 minuti
Regia diTom Hooper
AttoriBen Whishaw, Sebastian Koch, Adrian Schiller, Maya Lindh, Jake Graf, Cosima Shaw Victoria Emslie, Jeanne Abraham, Eddie Redmayne, Amber Heard, Alicia Vikander, Matthias Schoenaerts, Richard Dixon, Alicia Woodhouse, Ole Dupont, Emerald Fennell.
Uscitagiovedì 18 febbraio 2016
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,96 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Tom Hooper. Un film con Ben Whishaw, Sebastian Koch, Adrian Schiller, Maya Lindh, Jake Graf, Cosima Shaw. Cast completo Titolo originale: The Danish Girl. Genere Biografico, Drammatico, - Gran Bretagna, USA, 2015, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 18 febbraio 2016 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,96 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 28 giugno 2017

Argomenti:  Film contro l'omotransfobia

L'adattamento del libro omonimo su Einar Wegener/Lili Elbe che nel 1931 si sottopose alla prima prima operazione ufficiale per il cambiamento del sesso. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 3 candidature a Golden Globes, 5 candidature a BAFTA, 5 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, In Italia al Box Office The Danish Girl ha incassato 3,9 milioni di euro .

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Consigliato sì!
2,96/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,80
PUBBLICO 3,58
CONSIGLIATO SÌ
Lo stile innocuo di Hooper trasforma una storia di corpi in una di sguardi neutralizzandone il potenziale.
Recensione di Gabriele Niola
sabato 5 settembre 2015
Recensione di Gabriele Niola
sabato 5 settembre 2015

Pittore paesaggista della Danimarca dei primi anni del '900 Einar Wegener ha vissuto due vite, la prima con una moglie a Copenhagen, e la seconda a Parigi come Lili Elbe. Infine ha tentato la prima operazione chirurgica della storia finalizzata al cambio di sesso. Attratto dall'abbigliamento femminile dopo un gioco erotico con la moglie e sempre meno capace di smettere di vestirsi e atteggiarsi da donna, nel corso di diversi anni Einar vuole lasciare il posto a Lili, che percepisce come un'entità separata. Aiutato e supportato attraverso molte difficoltà da una moglie da cui è sempre meno attratto, Einar fugge dalla medicina del proprio tempo che lo vuole internare o dichiarare schizofrenico e si rifugia nella chirurgia sperimentale, conscio che quella che intende provare è un'operazione mai tentata prima e dai rischi immani.
Per una storia di un corpo che si trasforma Hooper sceglie l'incorporeità; per un racconto di uno spirito intrappolato in una gabbia fisica che non riconosce come propria, sceglie di concentrarsi sul primo e trascurare la seconda. Il travaglio e la lenta presa di coscienza di Einar Wegener di voler diventare Lili Elbe, passa tutta per lo specchio dell'anima, per gli occhi e il volto di Eddie Redmayne e non per il suo corpo. I movimenti che Einar trasferisce ad Elbe, che impara dalle altre donne e che si sente obbligato ad assumere, sono solo una piccola parte del film, la prima. Quando però l'esigenza di essere donna cresce e si fa potente, i corpi e la carne scompaiono. Paradossalmente più diventano protagonisti, cioè più la mutazione deve diventare fisica, meno si vedono e più sono i volti ad essere inquadrati, i lineamenti che si addolciscono e le espressioni che si fanno tenui, quasi virginali in un tripudio anche eccessivo di recitazione e assoli.
Si tratta di una vera e propria festa per Eddie Redmayne, attore espressionista dalle tinte forti che qui spazia e dà il proprio meglio con un non trascurabile compiacimento nell'interpretare quello che, per antonomasia, viene considerato un grande ruolo, uno di pura mimesi e mutazione. Eppure, accanto a lui, meno sotto i riflettori ma capace di guadagnare da sola l'attenzione del film sta Alicia Vikander, attrice meno nota e meno premiata di Redmayne, che con un personaggio non protagonista riesce a determinare le sorti di ogni scena. Senza pretendere il proscenio è attraverso i suoi piani d'ascolto e attraverso le molte maniere in cui rende la propria subalternità che il film vive i suoi momenti più onesti. Alla fine è lei, da una parte, il vero motore emotivo di questa storia e non il protagonista sempre inquadrato.
Pensato per piacere, essere innocuo e non sconvolgere proprio nessuno, The Danish Girl è un film dal tocco dolcemente retroguardista, cosa che stupisce poco da un regista "di corte" come Tom Hooper (I Miserabili, Il discorso del re), avvezzo all'alta società e profondo conoscitore dei meccanismi di accettazione delle novità e delle storie poco concilianti da parte della frangia meno progressista del pubblico, ovvero la sua maggioranza. Per attenuare le componenti disturbanti del proprio film, Hooper lo infarcisce di grandi pennellate, sfondi e interni meravigliosi, dalla composizione cromatica impeccabile e, non a caso, pittorica.
Scenografia, costumi e fotografia lavorano come un comparto solo, con un'armonia d'intenti che si trasforma in puro piacere visivo analogico e digitale.
Soffice e lieve nel tocco con cui narra il tormento del protagonista The Danish Girl riesce quindi nell'impresa di far dimenticare il più possibile le sue componenti più dure e aspre, sfuma sui baci omosessuali, compie ellissi sul sesso e cerca il garbo maggiore per inquadrare i fisici, specie se nudi, con un pudore che (dato il tema) appare spesso fuori luogo o quantomeno eccessivo. Non meraviglia quindi che il risultato finale sia un film di testa su una storia di mutamenti della carne, una storia che prevede anche un'operazione chirurgica!
Che il proprio sesso sia una questione di spirito è il presupposto fondamentale di tutta l'avventura di Einar Wegener. Tuttavia, quando una trama simile diventa un film di questo tipo è impossibile non notare l'assordante silenzio dei corpi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 5 settembre 2015
Peer Gynt

Quando un film presenta la storia di un pittore, sente l'esigenza di mettersi quasi in gara con quest'altra espressione artistica e costruisce inquadrature che sono dipinti di grande impatto figurativo, giocando con una tavolozza cromatica ricca e accesa. Succede così anche in questo film, la cui eccellente fotografia rivaleggia con l'arte pittorica del paesaggio.

Frasi
"Ti amo. Sei l'unica persona che ha dato senso alla mia vita e mi hai resa possibile"
Una frase di Einar Wegener / Lili Elbe (Eddie Redmayne)
dal film The Danish Girl - a cura di Vale Ntina
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Copenaghen, anni 20. Artista affermato, Einar Wegener posa per la moglie Gerda sostituendo la modella. Nell'indossare abiti da donna, il pittore sente risvegliarsi in lui un'altra identità, quella di Lili, e cerca di avere un corpo che corrisponda al suo alter-ego femminile. Elaborazione della storia autentica del primo transgender che si sottopose a un intervento di riattribuzione sessuale nel 1930. [...] Vai alla recensione »

NEWS
INFINITY
mercoledì 28 giugno 2017
 

Pittore paesaggista della Danimarca dei primi anni del '900 Einar Wegener ha vissuto due vite, la prima con una moglie a Copenhagen, e la seconda a Parigi come Lili Elbe. Infine ha tentato la prima operazione chirurgica della storia finalizzata al cambio [...]

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mercoledì 2 marzo 2016
Andrea Chirichelli

Perfetti sconosciuti resiste ancora al primo posto e inizia a intravedere quota 12 milioni (è a 11,6): anche ieri ha incassato 180mila euro, ha una perdita minima, in termini percentuali, rispetto alle settimane precedenti e potrebbe tranquillamente [...]

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domenica 6 settembre 2015
Chiara Renda

Buona accoglienza ieri per L'attesa, il film diretto dall'esordiente Piero Messina, primo dei quattro registi italiani presenti in concorso. Tra i protagonisti della giornata di ieri da segnalare il premio Oscar Eddie Redmayne protagonista di The Danish [...]

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martedì 1 settembre 2015
 

Copenhagen, primi anni '20. L'artista danese Gerda Wegener dipinge un ritratto del marito Einar vestito da donna. Il dipinto raggiunge grande popolarità e Einar inizia a mantenere in modo permanente un'apparenza femminile, mutando il suo nome in Lili [...]

winner
miglior attrice non protag.
Premio Oscar
2016
winner
miglior attrice non protag.
Critics Choice Award
2016
winner
miglior attrice non protag.
SAG Awards
2016
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