| Titolo originale | Mr. Holmes |
| Anno | 2015 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Gran Bretagna, USA |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Bill Condon |
| Attori | Ian McKellen, Milo Parker, Laura Linney, Hattie Morahan, Patrick Kennedy (II) Hiroyuki Sanada, Roger Allam, Colin Starkey, Phil Davis (II), Nicholas Rowe, Frances de la Tour, Madeleine Worrall, Sarah Crowden, Takako Akashi, Zak Shukor, Charles Maddox, John Sessions, Michael Culkin, David Foxxe, Oliver Devoti, Mike Burnside, Sam Coulson, Frances Barber, Hermione Corfield, Kit Connor, Zoë Rainey, Eileen Davies. |
| Uscita | giovedì 19 novembre 2015 |
| Distribuzione | Videa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,65 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 novembre 2015
Sherlock Holmes non è più un investigatore ma un anziano apicoltore ritiratosi in campagna. La demenza senile però gli offusca la memoria e non riesce ad inquadrare un dettaglio relativo alla sua ultima indagine. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 496 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Ritiratosi da tempo in una casa di campagna e abbandonata ormai la professione, Sherlock Holmes è un anziano che lotta con la perdita di memoria e le difficoltà di una vita senile. C'è però ancora qualcosa che deve scoprire, un dettaglio nella sua memoria che non riesce a mettere a fuoco, relativo alla maniera in cui ha chiuso la sua carriera. Un disastro con le api della sua coltivazione, un non ben chiaro viaggio in Giappone e il rapporto con la donna che bada alla casa e il suo bambino, condiscono questa ricerca privata.
Lo Sherlock Holmes di Bill Condon viene dal romanzo "A slight trick of the mind" di Mitch Cullin, non ha mai portato il caratteristico berretto che conosciamo, non fuma la pipa ma preferisce le sigarette e, ormai anziano, non sopporta vedere se stesso nelle molte versioni per il cinema, piene di bugie; non è insomma lo Sherlock dei racconti di Watson ma uno più terra terra. Si tratta del primo scarto dal mito verso un ipotetico realismo che caratterizza un film che programmaticamente decostruisce la mitologia per poi riaffermare (con rinnovato ardore) il potere della leggenda sulla realtà.
Ian McKellen è il centro di tutto e mette in campo un vasto repertorio di anzianità esasperata: boccheggia, guarda nel vuoto, mostra momenti di totale assenza, arranca e tutto d'un tratto riesce ad animarsi di grande forza fisica per sforzi momentanei. L'attore mette in mostra se stesso e il suo mestiere, l'esagerazione della mimesi e la sostituzione tra personaggio (quello che dovremmo illuderci di guardare, cioè Sherlock Holmes) e il suo interprete (quello che in ogni momento la prestazione sopra le righe ed autoriferita di Ian McKellen ci ricorda che stiamo in realtà vedendo). Questa però è l'unica realtà che non si dovrebbe sostituire al mito, anche perchè il film di Bill Condon è molto lontano dal voler tentare un audace esperimento di linguaggio e anzi è estremamente canonico e smielato nel cercare l'approvazione del suo pubblico.
Mentre con una mano distrugge il mito di Holmes, privandolo del famoso intuito, sottraendogli le caratteristiche investigative, mettendolo al centro di una trama che non ha nulla a che vedere con quelle cui è abituato, Bill Condon, con l'altra, pone il detective in condizione di operare egli stesso una scelta tra verità e leggenda (o sarebbe meglio dire menzogna). Nella grande indagine all'interno di se stesso e della sua memoria (un espediente insipido a vedersi così come a leggersi) Sherlock comprende che forse la scoperta finale, lo svelamento del mistero, non dev'essere divulgato e anzi merita di essere imbellettato con una bugia.
Per tutto il corso di quest'avventura, che non è tale, Condon non contempla la terza età ma la edulcora, affiancando al protagonista il più scontato dei bambini dagli occhi appassionati e mettendo i due in un rapporto affettivo che vivrà anch'esso la sua rottura e ricomposizione. Si manifesta così l'atto finale della distruzione di Holmes, già privato di tutto ciò che lo rende unico e poi massacrato anche nel carattere, fino a diventare un personaggio come tutti gli altri, privo di qualsiasi originale spigolosità e buono per rassicurare chiunque.
Questa è stato il mio pensiero appena uscita dal cinema. Da tempo non vedevo un film così tenero e struggente ma mai melenso o con cadute nel sentimentalismo. Bravissimo Ian McKellen che mai perde la sua dignità, anche se nel film ha 93 anni e dipende dalle cure della governante. Il titolo del film è stato, come spesso accade in Itali, storpiato dalla trasposizione.