| Titolo originale | My Old Lady |
| Anno | 2014 |
| Genere | Commedia drammatica, Sentimentale, |
| Produzione | Gran Bretagna, Francia, USA |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Israel Horovitz |
| Attori | Kevin Kline, Maggie Smith, Kristin Scott Thomas, Dominique Pinon, Noémie Lvovsky Stéphane Freiss, Francis Dumaurier, Anouk Dutruit, Michel Burstin, Elie Wajeman, Raphaële Moutier, Sophie Touitou, Christian Rauth, Delphine Lanson, Stéphane De Groodt, Jean-Christophe Allais, Jocelyne Vignon, Nathalie Bernas, Ghislain De Haut De Sigy, Laetitia Boetto, Arnaud Perron, Colombe Anouilh D'Harcourt, Monique Delamotte, Dominique Cuadra, Pascal Marie-Saint Germain, Nathalie Newman, Alexandra Chandler, Josephine Chandler, Adrienne Ollé, Sylvia Bruyant, Thibaud Herbet, Fernand, Ora Yermia, Gillian Horovitz, Balkissa Touréh, Flo Ankah, Michel Chevalier. |
| Uscita | giovedì 20 novembre 2014 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,62 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 9 novembre 2018
Scrittore di numerose opere, Horovitz completò il suo primo romanzo, non pubblicato, a soli tredici anni. In Italia al Box Office My Old Lady ha incassato 39,4 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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L'americano Mathias arriva nella capitale francese senza un soldo in tasca, deciso a rifarsi una vita vendendo in fretta e furia l'appartamento nel Marais che ha ereditato alla morte del padre. L'appartamento, però, è occupato da Mathilde, ora novantenne, e da sua figlia Chloé, e non potrà essere di Mathias fino alla morte dell'anziana, perché così è scritto nel contratto. Come se non bastasse, Mathias dovrà pagare a Mathilde un mensile assolutamente al di fuori della sua portata, come prima di lui aveva fatto suo padre per quarant'anni. In combutta con un immobiliarista interessato, Mathias dichiara guerra all'anziana signora e alla sua viziata progenie, ma la permanenza in casa loro apre di giorno in giorno nuovi squarci sul passato di suo padre, fino a riscrivere la storia dello stesso Mathias.
Per il suo debutto dietro la macchina da presa, Horovitz porta sullo schermo una delle pièce che ne hanno fatto il drammaturgo noto e acclamato che è da decenni.
Gli ingredienti sono tanti, e pesano tanto a favore della teatralità del copione quanto a favore della sua visualizzazione cinematografica. Si principia con il piccolo clash of civilizations che vede da un lato l'usanza tutta francese del viager (il vitalizio ipotecario dell'immobile, variante della nuda proprietà) e dall'altro l'ingenuo anglosassone, per il quale tale concetto è inverosimile e inaccettabile, salvo saperlo sfruttare a proprio vantaggio. In questo senso, occupa un ruolo centrale il personaggio di Kristin Scott Thomas, l'attrice di origine inglese che fin da giovane è vissuta e ha lavorato in Francia, che nel film assume uno spessore maggiore rispetto al testo teatrale di partenza, divenendo, non a caso, il ponte tra Mathilde e Mathias e dunque il centro fisico della sceneggiatura.
L'espediente che dà il la alla vicenda potrebbe, inizialmente, portare in direzione di un "Green Card" al contrario, ma non è quello il tono del film, che vira invece verso l'anatomia del dramma psicologico, gestito con umanità e naturalezza. È evidente che è questo il regno di Horovitz, che non trascura di sviscerare i personaggi e di offrire ad ognuno il proprio momento, in termini squisitamente drammatici, al punto che il film si potrebbe leggere come un trittico nel quale la prima parte del racconto è affidata a Mathias, il corpo centrale a Chloè e la risoluzione al punto di vista di Mathilde, vero demiurgo del tutto.
Il cinema nel suo aspetto più prettamente registico, fotografico e immaginifico, invece, è per Horovitz ancora qualcosa di derivativo e la sua Parigi guarda evidentemente a quella di Woody Allen e persino al precedente viaggio di Kevin Kline nella città della luce, ai tempi di French Kiss. Se non altro, pare che lui lo sappia benissimo e, con apprezzabile umiltà, non faccia nulla per nasconderlo.
Il film del drammaturgo americano Israel Horovitz è una sorta di piéce teatrale a cavallo tra commedia e dramma. Il protagonista Matthias Gold – un ottimo Kevin Klein – si profila come un simpatico e classico ebreo newyorkese anti-eroe così come il cinema e la letteratura ci hanno insegnato a conoscere fin dalla fine degli anni ’60; basti citare, a titolo di [...] Vai alla recensione »
Parte come una commedia di Woody Allen con simpatico americano a zonzo per Parigi e rischia di finire come un dramma familiare dalle rivelazioni fatali, e assai scabrose, scritto a due mani da Ibsen e Bergman. Interessante e difficile da classificare My Old Lady di Israel Horovitz, qui alle prese con l'adattamento dalla sua stessa pièce. Mathias Gold (Kevin Kline) è un giovanile 60enne yankee senza [...] Vai alla recensione »