| Titolo originale | L'inconnu du lac |
| Titolo internazionale | Stranger by the Lake |
| Anno | 2013 |
| Genere | Poliziesco, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Alain Guiraudie |
| Attori | Pierre Deladonchamps, Christophe Paou, Patrick d'Assumçao, Jérôme Chappatte Mathieu Vervisch, Gilbert Traïna, Emmanuel Daumas, Sébastien Badachaoui, Gilles Guérin, François-Renaud Labarthe, Claude Bellelle, Slawomir Cieminski, Jean-Marie Crémier, Bernard Delavaux, Bernard German, Jean-Michel Giordano, Lucien Lerda, Patrick Marconi, Serge Morgadinho, Eric Piccolotto, Corentin Plas, Renaud Rifflart, Thomas Salles, Nicolas Guimbard, Joël Landaraud. |
| Uscita | giovedì 26 settembre 2013 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | Teodora Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 |
| MYmonetro | 2,97 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 17 giugno 2020
Franck trascorre i suoi pomeriggi sulla riva di un lago e si divide tra due uomini, Henri e Michel. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto un premio ai Cesar, In Italia al Box Office Lo sconosciuto del lago ha incassato 98,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Un lago d'estate e una spiaggia di soli uomini, circondata da una boscaglia deputata agli incontri sessuali tra gli stessi. Qui, all'inizio della stagione, Franck conosce Henri, separatosi di recente dalla moglie, che siede ogni giorno di fronte all'acqua, semplicemente in cerca di serenità, e, dopo pochi giorni, incontra Michel, per il quale prova immediatamente una forte passione. Michel è un ottimo nuotatore, un amante prestante e un uomo estremamente pericoloso. Franck lo sa, ma non si tira indietro e s'innamora di lui.
Lo sconosciuto del lago non è un film che scandalizza, ma è un film che in un certo senso confonde. Le scene di sesso tra uomini non potrebbero essere più esplicite, le inquadrature non potrebbero essere più frontali, al punto che si ha quasi l'impressione che a dialogare tra loro, nelle giornate sulla spiaggia, siano i membri dei bagnanti anziché i loro volti; eppure si percepisce con altrettanta evidenza che Guiraudie non sta cercando la provocazione e pare anzi mosso dalla volontà di parlare chiaro e di guardare le cose come stanno, senza ambiguità. Tuttavia il film confonde, perché mescola le carte, restituisce la contraddizione nella mente del protagonista, cambia più di una volta registro, pur restando sempre dentro i confini di una messa in scena estremamente geometrica, eloquente ed elegante. E di ciò il lago è l'emblema perfetto: specchio d'acqua limpida e dunque sinonimo di libertà, lo è però di una libertà confinata, chiusa dalla terra tutt'attorno. Nel microcosmo recintato in cui il regista ambienta il suo sesto lungometraggio, le automobili parcheggiano con la stessa abitudinaria geometria con cui i loro autisti occupano gli angoli del piccolo lido o gli anfratti della boscaglia e i giorni sembrano ripetersi uguali a se stessi, ma la tensione magistralmente sale.
Nel clima di un paradiso naturale, primitivo come gli istinti che lì si esprimono, la leggenda di un siluro smisurato e la realtà di un corpo trovato annegato intorpidano la routine e l'animo di Franck. La luce brillante del primo pomeriggio lascia sempre di più il posto a quella del crepuscolo, una luce che confonde -appunto- e che nasconde, in aperta contraddizione con l'esordio senza sottintesi del film. Una luce raramente esplorata al cinema, specie in tutte le sfumature in cui compare qui: precaria e da sfruttare urgentemente, come i rapporti che gli uomini stringono in questo spazio, che in brevissimo tempo segna la fine della sicurezza del giorno e l'immersione nel cuore nero della notte. Là, dice il film, c'è lo spettro del lupo cattivo, ma anche e soprattutto quello della solitudine e dell'indifferenza.
Non v’è dubbio che una delle ragioni principali per cui “Lo sconosciuto del lago” di Alain Guiraudie ha fatto parlare di sè, alla mostra del cinema di Cannes come presso il pubblico francese, sono le numerose scene di nudo maschile, che ad oggi sono ancora un tabù per il grande cinema, e non solo. Se a questo aggiungiamo che, durante la visione, si può assistere ad alcuni rapporti completi fra uomini, [...] Vai alla recensione »
Un film di corpi, sempre nudi, esuberanti, maschili che si chiude con un fantasma invisibile. Un unico luogo: le rive di un lago, dove sostano uomini in cerca di sesso. La sola musica è l'agitarsi degli alberi e il respiro degli amanti eccitati. Alain Guiraudie, premio a Cannes per la miglior regia in Un certain regard, offre il suo sguardo prettamente documentaristico all'universo gay più inquieto, [...] Vai alla recensione »