| Titolo originale | Las brujas de Zugarramurdi |
| Titolo internazionale | Witching and Bitching |
| Anno | 2013 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Álex De la Iglesia |
| Attori | Carmen Maura, Hugo Silva, Mario Casas, Carolina Bang, Terele Pavez Gabriel Delgado, Jaime Ordóñez, Secun de la Rosa, Macarena Gómez, Javier Botet, Santiago Segura, Carlos Areces, Pepon Nieto, Gabriel Ángel Delgado, Enrique Villén, Manuel Tallafé, Maria Barranco, Alexandra Jiménez, Lucía de la Fuente, Julián Valcárcel, Adrián López (II), Fabián Augusto Gómez, Nacho Braun, Javier Manrique, Juan Renedo, Malena Gutiérrez, Camilo Vázquez, David Vaquerizo, Maria Jesus Hoyos, Ángel Jodrá, Bea Urzaiz, Martín Mujica, Esperanza de la Encarnación, Antonio de la Torre, José Luis Moreno, Samuel Sadovnik. |
| Uscita | giovedì 30 aprile 2015 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,32 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 11 novembre 2015
Dopo aver rapinato un negozio di compravendita di oro, due uomini disperati tentano di fuggire in Francia, ma lungo il viaggio dovranno vedersela con le streghe di Zugarramurdi, che vogliono impossessarsi della refurtiva. In Italia al Box Office Le streghe son tornate ha incassato 34,3 mila euro .
Le streghe son tornate è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Josè non è mai stato un gran lavoratore e da quando la moglie lo ha lasciato può vedere solo ogni tanto il figlio piccolo, così decide di portarlo con sè in una rapina al termine della quale, dopo un lungo inseguimento in auto, i due assieme al complice, l'autista del taxi che hanno sequestrato e un ostaggio finiranno in un paese di streghe nel tentativo di espatriare in Francia.
Le streghe in questione sono interessate al bambino piccolo, perfetto per un rituale che progettano da tempo e meditano di mangiare gli altri uomini in un grande banchetto, se non fosse che la più giovane di loro si è invaghita di Josè.
Zugarramurdi è un luogo esistente, un paese della regione basca noto per uno dei più clamorosi casi di "stregoneria" registrati e aspramente repressi da parte dell'Inquisizione spagnola, in cui Alex de la Iglesia si diverte ad ambientare il suo film di streghe, deviando dalle regole del genere, come spesso accade al regista spagnolo, per divertirsi con una trama che finisce per assumere le consuete proporzioni apocalittiche.
Scritto assieme al solito straordinario Jorge Guerricaechevarria (spalla da cui non si può prescindere per qualsiasi valutazione sul cinema di de la Iglesia) Le streghe son tornate non fa mai mistero di usare le streghe per parlare di donne con il tono iperbolico, cattivo e spietato che il regista applica a qualsiasi argomento e dalle cui esagerazioni riesce ad estrarre le più oneste verità. Le donne sono streghe, tutte. Lo sono quelle vere, che nel film irretiscono i protagonisti e pianificano l'annichilimento del maschio, ma lo sono anche quelle che non hanno alcun potere magico, come si intuisce dalla maniera in cui i protagonisti parlano di loro. Usando infatti come un'arma il terrore degli uomini nei confronti di fidanzate e mogli, de la Iglesia e Guerricaechevarria si tengono in un miracoloso equilibrio, capace di condannare e scherzare pesantemente su entrambi i sessi (tanto vili e scemi gli uomini quanto oppressive le donne), di fatto evitando la trappola della misoginia.
Dopo i più cauti e modesti Oxford murders o La chispa de la vida e più in linea con il fortissimo Ballata dell'odio e dell'amore Alex de la Iglesia torna a girare un film in cui ambisce a godere e far godere, unendo tutto ciò che provoca piacere a lui e agli spettatori. Il thriller, l'azione, l'umorismo, i corpi, il sesso, il sangue, il mangiare, l'amare, il piangere e il correre, l'obiettivo del regista sembra di nuovo (e finalmente) essere quello di riuscire a comprendere nella stessa immagine tutto ciò che suscita sensazioni piacevoli e di farlo con una tecnica filmica magistrale, seria più di quella di qualsiasi altra commedia, capace di trovare sempre il tempo o il luogo per dire qualcosa di audace con le ambientazioni e le immagini.
Se infatti da una parte Le streghe son tornate può sembrare il massimo del disimpegno godereccio, dall'altra è evidente che senza sottolinearlo mai il film incastri nei dettagli segmenti potentissimi come la folgorante apertura in cui viene rapinato un negozio ComproOro (il simbolo stesso della crisi economica di questi anni) da un uomo armato di fucile a pompa, vestito e truccato da Gesù Cristo, accompagnato dal figlio di meno di 10 anni. Nessuno oggi in Europa è in grado di usare in questa maniera i generi cinematografici più commerciali che ci siano (azione, horror e commedia) per urlare con tale chiarezza la propria visione del presente.
Peccato allora che anche questo film soffra della consueta difficoltà del duo di autori nel chiudere le proprie parabole, indugiando in un finale molto lungo, esagerato e privo della concretezza del resto del film.
Quando una rapina in banca non va secondo i piani, José e Tony si trovano in possesso di alcuni ostaggi e si dirigono verso le montagne della Spagna, sperando di passare silenziosamente oltre il confine. Non volendo rinunciare ai suoi giorni di custodia, José si è portato dietro anche il figlio, sia per la rapina che nella fuga. Non sanno che questo è solo l'inizio dei loro problemi. Quando decidono di fare una sosta in una piccola taverna nella campagna basca, il gruppo incontra una serie di pazzi del posto. Vittime di un misterioso incantesimo, ben presto si ritrovano come ospiti d'onore di una famiglia di streghe che si stanno preparando per un antico rituale.
Tra i maggiori successi cinematografici dell’anno in patria, scritto dallo stesso regista in compagnia del fido collaboratore Jorge Guerricaechevarría, Le streghe son tornate è un esagerato, iperbolico, grandguignolesco e divertentissimo mix di commedia nera, horror e azione. Demenziale, splatter, violento, ma di quel genere di violenza parossistica e comica che inizialmente ricorda [...] Vai alla recensione »
Difficile sottovalutare un regista smodato come Alex de la Iglesia, l'autore de La comunidad e El dìa de la bestia, eppure è ciò che succede in Italia. Il suo originale e notevolissimo Ballata dell'odio e dell'amore, passò quasi inosservato malgrado il leone d'argento vinto a Venezia 2010. Il successivo La chispa de la vida non si è proprio mai visto.