| Titolo originale | The Amazing Spider-Man |
| Anno | 2012 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 136 minuti |
| Regia di | Marc Webb |
| Attori | Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Sally Field, Martin Sheen Denis Leary, Julianne Nicholson, Irrfan Khan, Annie Parisse, Campbell Scott, Miles Elliot, Charlie DePew, Chris Zylka, C. Thomas Howell, Kelsey Asbille. |
| Uscita | lunedì 22 luglio 2024 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| MYmonetro | 2,94 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 16 luglio 2024
Peter Parker è un adolescente alla ricerca di se stesso e della verità sulla scomparsa dei suoi genitori. Il ritrovamento di una valigetta del padre lo porta alla Oscorp, dove viene morso da un ragno. Il film ha ottenuto 1 candidatura a SAG Awards, Al Box Office Usa The Amazing Spider-Man ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 260 milioni di dollari e 201 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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All'età di sette anni, Peter Parker viene affidato alle cure di zia May e zio Ben dai genitori che non rivedrà mai più. Un decennio dopo, è un liceale solitario con una cotta per la compagna di classe Gwen Stacy, figlia del capitano della polizia. La scoperta, in soffitta, di una valigetta di suo padre contenente dei documenti secretati porta Peter a fare la conoscenza del dottor Curt Connors, vecchio amico di famiglia e collega del padre presso la Oscorp. È nel suo laboratorio, dove si studia la possibilità di innesti tra cellule umane e animali, che Peter viene morso da un ragno e si ritrova dotato di nuovi e straordinari poteri.
A Marc Webb l'arduo compito del reboot di un prodotto cinematografico del quale eravamo già pienamente soddisfatti, grazie alla recente trilogia di Raimi: inutile mettersi a farne un calco, difficile evitare le sovrapposizioni, dato il comune testo di partenza. Che fare? Forse la risposta va cercata nel poster di Einstein che campeggia in casa di Peter Parker e reca la famosa frase secondo la quale "l'immaginazione è più importante della conoscenza".
Poco importa, sembra dire Webb, se la storia è nota, si può ancora reinventare ogni cosa. Verso la fine il film tornerà su questo concetto, durante una lezione scolastica, quando si premurerà di ricordare che c'è chi sostiene che al mondo esistano solo dieci storie ma forse ce n'è addirittura una soltanto, che coincide con la domanda identitaria: chi sono io. Webb e sceneggiatori immaginano dunque un Peter diverso, non più un emarginato ma un ribelle, quasi uno snob in erba, che non viene morso per caso ma va di sua iniziativa là dove l'impossibile può accadere, quasi sperandolo, e non teme la propria trasformazione ma ne è immediatamente soddisfatto e consapevole. Non sono sfumature: proprio perché ridefiniscono l'identità del protagonista di fatto ridisegnano completamente il quadro.
Al romanticismo, all'aspetto ludico e all'immaginario cartaceo dei film di Raimi (nel senso della carta dei fumetti ma anche di quella fotografica e di giornale) si sostituisce una visione attualizzata, meno tormentata ma più realistica, il cui immaginario di riferimento è esclusivamente cinematografico e nemmeno rétro. Sfortunatamente, le idee visive scarseggiano, se si eccettua il passaggio forse volontariamente ridicolo dalle squame del branzino alla pelle di Lizard, il gigante distruttore, o la scena dell'infilata di gru, che vorrebbe dare un senso al 3D, ma occorre accantonare ogni confronto col pregresso o non si uscirà dalla spirale ingannevole della falsariga (e qualcosa c'è, di obbligato, come il "non è una scelta, è una responsabilità" a rimpiazzo di "grandi poteri, grandi responsabilità").
Amazing è una parola grossa, che non calza bene al film in questione, ma Spider-Man ha avuto tante vite e il suo giro dentro il costume rosso e blu, in fondo, se lo è meritato anche Andrew Garfield.
Son passati ormai dieci anni da quando la coppia Raimi-Maguire, portò sul grande schermo il quinto film Marvel, Spiderman I, riscuotendo successi di critica e di incassi a livello mondiale. Con questo remake (ora si dice reboot perché fa figo), hanno cercato di bissare tali successi, ma senza riuscirvi e ora vi spiego il perché.
Botte: da orbi. Distruzioni: a iosa. Mostri: da paura. Effetti visivi: da capogiro. Sinfonia di New York: fragorosa. C’è tutto quello che c’era d’aspettarsi in «The amazing Spider-Man», il “reboot” (riavvio) della serie iniziata dieci anni fa e corroborata da due seguiti per volere della Sony/Columbia a partire dai fumetti della Marvel. Nonostante gli incassi stratosferici, infatti, lo studio ha preferito [...] Vai alla recensione »