| Titolo originale | Paranormal Activity 4 |
| Anno | 2012 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 88 minuti |
| Regia di | Henry Joost, Ariel Schulman |
| Attori | Katie Featherston, Brady Allen, Kathryn Newton, Matt Shively, Sprague Grayden Stephen Dunham, Alexondra Lee, Aiden Lovekamp, Brian Boland, William Juan Prieto, Georgica Pettus, Alisha Boe, Robin Eggertsen, Constance Esposito, Ty Dawson, Jonah Pasco, Rightor Doyle, Tamara Bersane, Jennifer Hale, Robert Clotworthy, Esther Austin, Mary Payne Moran, Taj, John Duerler, Jake Plotkin. |
| Uscita | giovedì 22 novembre 2012 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 2,11 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 27 novembre 2012
Diretta da Henry Joost e Ariel Schulman, la saga di Paranormal Activity si arricchisce del quarto episodio. Chi saranno i fantasmi di questo capitolo? In Italia al Box Office Paranormal Activity 4 ha incassato 674 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Il quarto film della serie Paranormal Activity è ancora una volta un prequel al primo ma si svolge dopo il secondo film, riprendendone nelle prime sequenze il finale in cui Katie scompare assieme al neonato Hunter. La storia si svolge dunque 5 anni dopo, in un'altra casa in cui una famiglia composta da marito, moglie, figlia adolescente e figlio piccolo decide di prendere con sè Wyatt, bambino dei vicini dopo che la madre viene ospedalizzata.
La presenza di Wyatt coincide con l'inizio di diversi fatti strani che, come è tipico della serie Paranormal Activity, sono raccontati attraverso l'uso di immagini in stile finto-documentario registrate dei personaggi stessi e scoperte riguardando e analizzando quei video. Solo la figlia adolescente sembra però accorgersi degli strani avvenimenti che circondano Wyatt e suo fratello con il quale ha fatto amicizia.
Computer, videochat, telefoni cellulari e anche il sensore ad infrarossi di Kinect (un'estensione della console di videogiochi Xbox360 che rilevando i movimenti delle persone consente di giocare con il movimento del corpo), questa volta le tecnologie attraverso le quali è raccontata la storia di attività paranormali cambiano, facendosi più attinenti alla dieta mediatica giovanile. Meno video casalinghi e più inquadrature da webcam, per un universo semantico completamente diverso di immagini e di trovate di paura.
Con questo film la mitologia di Katie e del demone che si porta addosso fin dall'infanzia aumenta in dimensione, evoluzione e ampiezza. Senza aggiungere moltissimo alla grande trama che lega i 4 film Paranormal Activity 4 si concentra di più sulla Hunter, classico bambino demoniaco e sugli spiriti con i quali comunica (per la prima volta visibili grazie allo stratagemma che coinvolge Kinect), confermando che il vero tratto distintivo della serie è la maniera in cui importa una delle caratteristiche del j-horror di inizio decennio: la conoscenza di una realtà superiore attraverso l'uso della tecnologia.
Nonostante una buona capacità di mettere paura, delle trovate del capitolo originale ormai rimane molto poco, si perde il sottile fascino della paura che si fa strada attraverso l'esposizione di lenti movimenti e rumori fuoricampo a favore di un più classico sfruttamento di rumori forti e improvvisi, come si perde anche il fascino del paranormale mai mostrato prediligendo svolazzamenti come già avevamo visto nei precedenti prequel. Quello che però che Ariel Schulman e Henry Joost (già registi di Paranormal Activity 3) dimostrano di aver capito è che la bassa qualità delle immagini su cui si basa questa serie è la scusa per lunghe scene di buio, dominate da silenzi profondi che spingono lo spettatore a scrutare ogni angolo dell'inquadrature alla ricerca di presenze, movimenti o apparizioni, cioè fare quel medesimo lavoro di interpretazione della realtà attraverso il video che fanno i protagonisti. Una delle idee spaventose più originali e imprevedibilmente non noiose che aveva avuto Oren Peli con il primo film.
Giunti al quarto capitolo, la saga di Paranormal Activity dove aver fatto avanti e indietro con la macchina del tempo, fra capitoli prequel e sequel intorcigliati fra di loro, arriva ormai stanca all'ultimo (si spera) prodotto commerciale stiracchiando con le solite scenette per arrivare alla sua scarsa ora e venti minuti di pellicola e fare l'ennesimo incasso al botteghino.
Tutti coloro che hanno un pessimo rapporto con la tecnologia, non si sognano proprio di realizzare un video con il cellulare e tantomeno hanno una vaga idea di come installare una webcam sul computer, grazie alla loro inettitudine, non hanno nulla da temere dai mostri e dai fantasmi che perseguitano i protagonisti di questa serie incredibilmente proficua, tutte persone fissate con le videocamere e [...] Vai alla recensione »