Clip

Film 2012 | Drammatico, 100 min.

Titolo originaleKlip
Anno2012
GenereDrammatico,
ProduzioneSerbia
Durata100 minuti
Regia diMaja Milos
AttoriIsidora Simijonovic, Vukasin Jasnic, Sanja Mikitisin, Jovo Maksic, Monja Savic Katarina Pesic, Sonja Janicic, Jovana Stojiljkovic, Vladimir Gvojic, Nikola Dragutinovic, Mihajlo Nikolic.
DistribuzioneIl Kino
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Maja Milos. Un film con Isidora Simijonovic, Vukasin Jasnic, Sanja Mikitisin, Jovo Maksic, Monja Savic. Cast completo Titolo originale: Klip. Genere Drammatico, - Serbia, 2012, durata 100 minuti. distribuito da Il Kino. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Jasna è un'adolescente arrabbiata col mondo. Quando perde la testa per un compagno di scuola, entra in una spirale fatta di sesso, droga e feste.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

Impostazioni dei sottotitoli

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Vita da adolescente nella Serbia del dopoguerra, tra sesso e sballo alla ricerca di un po' d'amore.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Jasna è una studentessa serba di scuola media superiore. Ha un padre gravemente ammalato, una madre che avrebbe bisogno di un aiuto che lei le nega e una sorella minore. La sua vita vera si svolge tutta fuori casa nel rapporto con le compagne e con Djole, un ragazzo da cui è attratta e che la cerca solo per avere dei rapporti sessuali. Tra alcol e droghe le giornate si susseguono e le varie situazioni vengono spesso riprese da Jasna con il suo telefonino.
Maja Milos scrive e dirige questo suo primo lungometraggio che ha già compiuto un interessante percorso in diversi festival di rilievo tra cui Rotterdam (dove ha vinto due premi) e Toronto. La crudezza del linguaggio visivo che non teme di entrare nel territorio della pornografia potrebbe farla facilmente accostare al cinema di Larry Clark ma il suo punto di vista è del tutto differente. Nel cinema del regista statunitense si percepisce in più di un'occasione uno sguardo che si compiace di ciò che sta mostrando con un misto di voyeurismo e di godimento nell'épater le bourgeois. Maja Milos, grazie alla scelta di far raccontare il rapporto con il sesso e con il mondo di un'adolescente attraverso le riprese che lei stessa realizza, non ripete solo una scelta estetica che altri hanno già utilizzato ma va oltre. Quella di Jasna è una ricerca della felicità in costante imitazione degli stereotipi proposti dai media (anche la bambina dell'ospedale si mette in posa come una pin up dei nostri tempi). La droga e l'alcol servono a lei e alle amiche per stordirsi. Il sesso dovrebbe aiutarla a ritrovarsi in un rapporto che non sia solo da riprendere ma da vivere. La brutalità e lo squallore degli incontri con Djole la sprofondano in un'umiliazione che non sa come superare avendo rifiutato la confidenza con la madre e tenendosi a distanza (forse perché non saprebbe come affrontarla) dalla malattia e dalla possibile perdita del padre.
Milos ci mostra una solitudine morale che rischia di essere quella non di alcuni individui ma di una parte non irrilevante di un'intera generazione. I rapporti (orali e non) mostrati in dettaglio non hanno lo scopo di scandalizzare ma piuttosto quello, ben più importante e difficile da ottenere da un'esordiente, di far riflettere su una condizione giovanile da cui è facile distogliere lo sguardo fingendo di non sapere. Non solo in Serbia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 4 dicembre 2013
Siebenzwerg

Adolescenti all'ultimo stadio della degradazione subumana (o pre-umana?) che passano il giorno a filmarsi col cellulare, mentre imitano con brutalità la pornografia, con rapporti orali, anali e schizzate di sperma senza un minimo di sessualità e men che meno erotismo. Solo puro esibizionismo, protagonismo vuoto e trasgressione. Stesso discorso con la violenza, il bullismo e il loro [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Al confronto Trainspotting (1996) era un'articolata analisi generazionale e perfino un inno all'ottimismo. Il debutto della trentenne serba Maja Milos, Clip, vincitore del festival di Rotterdam, una delle più qualificate vetrine europee giovanili, allinea scene di sesso anale, orale, eiaculazioni (vere), di assunzione di alcol e droghe, pestaggi e devastazioni, filtrate dal telefonino dell'adolescente [...] Vai alla recensione »

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