Ruggine

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Un film di Daniele Gaglianone. Con Filippo Timi, Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea, Valeria Solarino, Giampaolo Stella, Giuseppe Furlò, Giulia Coccellato.
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Drammatico, durata 109 min. - Italia 2011. - Fandango uscita venerdì 2 settembre 2011. MYMONETRO Ruggine * * * - - valutazione media: 3,16 su 38 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
gavoz sabato 3 settembre 2011
la ruggine più intensa Valutazione 4 stelle su cinque
69%
No
31%

Gaglianone ci sorprende con un film davvero bellissimo, uno dei migliori film italiani degli ultimi anni; chissà, forse il migliore.
Una fotografia da favola moderna, profonda, bellissima; dei bambini fantastici, attori in stato di grazia.
Filippo Timi indimenticabile in questo ruolo da orco cattivo, folle ma agghiacciante: interpretazione magistrale; ha decisamente trovato il suo ruolo.
Bravissimi e intensi Mastrandrea e la Solarino, meno Accorsi, ma si può assolutamente perdonare: appare poco, ma il suo ruolo è molto meno facile di quanto sembra.
Il regista mantiene la mano morbida ma ferma, e non lascia via d'uscita allo spettatore, lasciato lì seduto, solo, sempre pronto al peggio, avvolto da una storia forte e decisamente difficile, perso nei continui e repentini cambi di fuoco che alienano la prospettiva e lo lasciano assorbire, riflettere, respirare per qualche interminabile secondo. [+]

[+] uno dei piu bei film italiani di questi anni? (di killtheboredom)
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paolo assandri lunedì 5 settembre 2011
traumi e rinascite: ruggine e rinascita. Valutazione 3 stelle su cinque
68%
No
33%

Non è un film sulla pedofilia. Questo potrebbe essere il paradosso da cui partire per mettere a fuoco l'ultimo film di Daniele Gaglianone. La periferia industriale e fatiscente di una grande città del Nord Italia fa da sfondo ad una vicenda d'un gruppo di bambini "terroni" (Carmine, Sandro e Cinzia, i tre protagonisti)e delle loro famiglie di padri lavoratori e di madri "che fanno figli e passata di pomodoro". Questo purgatorio popolato da angeli è lastricato di ferro arrugginito, il ferro del "Castello", (costruzione abbandonata che i bambini hanno trasformato in "base" per i loro giochi) spesso ripreso in piano ravvicinato e costantemente evocato dalla colonna sonora e dai colori della fotografia. [+]

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osteriacinematografo venerdì 10 febbraio 2012
la ruggine come memoria Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

 Nella prima scena di “Ruggine” il pulviscolo illuminato a giorno penetra e dilata uno spazio buio e angusto, volteggiando candidamente attorno a due bambini che tentano un ingenuo, reciproco approccio. Il campo visivo si allarga e ci trasporta negli anni 70 della periferia torinese.

Un gruppo di ragazzini passa le giornate nei dintorni dei palazzoni in cui vivono. E’ un’infanzia selvaggia ma felice, perché i piccoli hanno grande libertà e la forza di una società in miniatura. [+]

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stolencar venerdì 23 settembre 2011
da un ottimo soggetto un film incompiuto Valutazione 2 stelle su cinque
63%
No
37%

Due stelline risicate per un film che davvero poteva dare di più con un soggetto decisamente valido e una discreta sceneggiatura. Pollice verso per il montaggio con dissolvenze a gò-gò. Non ci siamo con il suono in presa diretta e con l'audio in generale, in molti casi quasi incomprensibile.
Dubbi anche sulla regia, a tratti dilettantesca per un film di spessore come avrebbe voluto essere. Bravi i bambini e gli attori meno noti. Non essenziale e ridondante il personaggio interpretato da Accorsi. La Solarino fa la sua parte ma compare per non pià di 3-5 minuti sul grande schermo. Non è da escludere che i nomi noti siano funzionali al richiamo per critica e pubblico. [+]

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mydavies giovedì 8 settembre 2011
c'era una volta un uomo nero Valutazione 4 stelle su cinque
79%
No
21%

Nella periferia milanese degli anni Settanta una banda di ragazzini gioca fra le lamiere arrugginite di fabbriche abbandonate. Un ricco ed educato dottore fa il suo ingresso in questo scenario brullo e assolato. La comparsa di un mostro sconvolge un terreno inviolabile, e un gruppo di piccoli eroi dovrà trovare il coraggio di affrontarlo.

“Ruggine” è un film che intreccia abilmente diverse tematiche: è un racconto sull'amicizia, una rappresentazione emblematica dell'inevitabile riemergere del passato nel presente, una riflessione sul potere e le sue dinamiche subdole e distorte, nonché un'intensa e coinvolgente “fiaba nera”. [+]

[+] torino, prego. (di marezia)
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filippo catani domenica 9 ottobre 2011
innocenza violata per sempre Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

Periferia torinese alla fine degli anni '70. Un gruppo di ragazzini passa i propri pomeriggi a giocare con le figurine o in un deposito di auto abbandonato. Dovranno però fare prestop i conti con un insospettabile mostro che porta vestiti eleganti ed è rispettato da tutti. Ad anni di distanza i protagonisti della vicenda portano ancora scolpiti nell'anima i segni di questo trauma.
Un film bello, potente e duro come un pugno nello stomaco. E' davvero dura vedere come l'infanzia che per un bimbo deve essere il periodo della spensieratezza si può trasformare nel più terribile degli incubi. Con una ulteriore aggravante: la paura di raccontare tutto ai "grandi" perchè questi ultimi non crederanno mai ai racconti dei bambini. [+]

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paolo castellani lunedì 12 settembre 2011
si può morire e far morire d’amor_4 Valutazione 4 stelle su cinque
56%
No
44%

(...)
E poi, il mostro già nel suo personale crepuscolo, con il castello di ruggine alle spalle, i pantaloni a mezza gamba che sono segno della violenza e dell’ultima barriera abbattuta, senza più difese e senza più perdono, Filippo-dottorboldrini consegna l’ultimo sacrificio umano dell’abiezione a un monologo di onnipotenza, in piedi sopra le rovine. Ma il suo tempo sta per finire.
Il drago ha ucciso ma morirà. L’uomo nero di questa storia, raccontata e vista come una fiaba, ha i caratteri forti, ruvidi, feroci di Filippo Timi quando Filippo vuole essere, ed è, quell’uomo nero. Di qui l’esasperazione della sua prova d’attore, necessaria, connaturata alla rappresentazione di un’ossessione, del male dentro quell’uomo, dentro l’uomo. [+]

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amici del cinema (a milano) giovedì 8 settembre 2011
una ruggine che non andrà piu' via Valutazione 3 stelle su cinque
55%
No
45%

Nel cinema a volte la troppa passione va a detrimento della godibilità di un film. E' il caso sicuramente di "Ruggine", un'opera che regala dei momenti molto intensi, forti e disturbanti, ma al quale avrebbe fatto bene una cura "dimagrante", una sottrazione di scene e toni. Soprattutto nella fase iniziale la sceneggiatura indulge troppo in salti temporali, nei paralleli tra i bambini del passato e il destino degli stessi, ormai adulti, nel presente. Il regista marchigiano ci mette del suo volendo spiegare troppe volte quello che magari con un taglio di sequenza qui' e una elisione visiva la' avrebbe acquistato maggiore forza (avrei preferito anche qualche dissolvenza in meno). Premesso questo il giudizio sul film e' positivo, le abilità registiche di Gaglianone sono notevoli e anche la sua capacità di delineare personaggi "umani" e' indubbia. [+]

[+] mah! (di marezia)
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stefano capasso martedì 7 aprile 2015
dal dolore all'attenzione sensibile Valutazione 3 stelle su cinque
0%
No
0%

Ruggine è il titolo di questo film di Daniele Gaglianone, titolo che rappresenta simbolicamente la difficolta di muoversi liberamente dei tre protagonisti nelle loro vite. Carmine, Sandro e Cinzia ormai adulti e ognuno con la propria vita, sono rimasti impigliati nel ricordo di una tragedia vissuta insieme da bambini, quando frequentavano lo stesso gruppo di giochi. Erano gli anni ‘70 in una periferia di una cittadina della Sicilia, e il gruppo, che aveva formato una banda sullo stile degli adulti, venne preso mira dal nuovo medico locale, una personalità ambigua attratta dai bambini.  L’esperienza traumatica, dalla quale uscirono con le loro forze, continua ad essere presente in ogni momento della loro vita, indirizzandola continuamente. [+]

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reservoir dogs domenica 4 settembre 2011
un campo lungo cinematografico Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
50%

Sotto una luce giallastra (quasi grondante di ruggine) due giovani anime conversano su un polveroso materasso, Cinzia e Sandro e poi Cosimo; bambini che trovano nel "Castello", una accozzaglia di ferracci rugginosi, il loro luogo d'esilio, di divertimento, di "involontaria" crescita.

A distanza di trent'anni la vita di quei bambini in quell'estate è stata segnata da un fatto; l'arrivo dell'Orco, il Dr Boldrini (Timi), borghese dal pensiero neonazi-fascista, pedofilo e assassino. [+]

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