| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Colombia |
| Durata | 72 minuti |
| Regia di | Harold Trompetero |
| Attori | Cesar Badillo, Marcela Carvajal . |
| MYmonetro | 3,00 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 24 ottobre 2011
Entrato in un ospedale psichiatrico da imbianchino, finisce rapito dall'amour fou per una paziente psicotica.
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CONSIGLIATO SÌ
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Lui è un imbianchino introverso. Lei è una paziente di una clinica psichiatrica in cui lui è chiamato a dipingere i muri esterni. La vede passare più volte vestita da suora infermiera e con in mano un cellulare con cui parla con Dio. Se ne innamora, ricambiato. Quando la vede sottoposta ad elettrochoc decide di rapirla e portarla a vivere con sé.
Veder arrivare sui nostri schermi un film colombiano che non parli di narcotraffico o di opposte fazioni politiche è di per sé già un miracolo. Se poi ci si aggiunge quel tocco di surreale follia che percorre una parte del cinema latinoamericano si può comprendere come ci si trovi di fronte ad un'opera originale oltre che ben diretta. Affidato com'è alla bravura dei due protagonisti Cesar Badillo e Marcela Carvajal il film non pretende di assurgere a metafora della 'follia' dell'innamoramento quanto piuttosto a delineare due tipologie di personaggi che attingono al Cinema con la maiuscola. Il piccolo e timido imbianchino ha le movenze di un Chaplin che ha sostituito i vetri de Il monello con i pennelli. Entrando in un mondo sconosciuto subisce il fascino di una donna tanto misteriosa quanto surreal-mistica (sarebbe quasi certamente piaciuta a Buñuel).
L'incontro tra i due è fatto di nascondimenti e scoperte che hanno però al loro centro delle illusioni. Lui pensa di 'salvarla' sottraendola alle pesanti cure dei medici e trasportandola nel suo piccolo appartamento popolato da immagini del passato e attrezzi da lavoro. Lei crede che lui possa darle un figlio e, per un breve periodo, si illude di essere finita in qualcosa di simile al paradiso che le 'telefonate' le suggerivano. La sceneggiatura a quel punto sembra correre rapidamente verso una morale finale di totale resa. Ma non sarà così.