Poetry

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Un film di Chang-dong Lee. Con Yu Junghee, Lee David, Kim Hira, Ahn Naesang Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 135 min. - Corea del sud 2010. - Tucker Film uscita venerdì 1 aprile 2011. MYMONETRO Poetry * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 46 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
rongiu sabato 2 aprile 2011
canzone per agunes. Valutazione 4 stelle su cinque
92%
No
8%

  
Canzone per Agunes
  
Chi è Lee Chang-dong e che cos’è Poetry? Il primo è un rhapsoidos, un narratore; il secondo è un dramma “aggressivo, irritante, pungente” insomma, dei peggiori. E’ il frutto della sua narrazione. E non solo. Poetry è anche un articolato intreccio di intimità psichiche reali, tangibili, visibili; ed è proprio quest’ultima \la visibilità/  che tenta di “condizionare” lo spettatore mettendo a dura prova il suo autocontrollo. Ma, il buon narratore conosce i ritmi del pathos, è sapiente nell’uso del dinamismo visivo e del suo naturale “separatore” la balsamica quiete. [+]

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luca scialò venerdì 1 aprile 2011
la poesia, il filo rosso che lega i sentimenti Valutazione 5 stelle su cinque
88%
No
12%

Mija è un'anziana donna molto sensibile e attenta a ciò che la circonda, soprattutto la natura. Questa sua sensibilità la porta anche ad iscriversi ad un corso di poesia, nel tentativo di imparare a scriverne almeno una. La vita quotidiana la mette dinanzi a continue dure prove, tra un nipote adolescente da crescere e un morbo di Alzheimer ai primi stadi. Per arrotodare fa da badante a un anziano disabile. Un giorno la sua vita viene sconvolta da un drammatico episodio: suo nipote è coinvolto in una storia di stupri di branco, che ha causato il suicidio di una ragazzina della sua stessa età. Una nuova dura prova che alimenterà la sua sensibilità, ma anche le possibilità di scrivere finalmente una poesia. [+]

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mottola sabato 2 aprile 2011
"tu hai mai bruciato almeno 1 volta per qualcuno?" Valutazione 4 stelle su cinque
78%
No
22%

"Senti ancora il canto degli uccellini? Come va laggiù? Ti senti tano sola?" 
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Per  Yang Mija, Yoon Jeong-hee, una delle più brave attrici coreane, mite sessantanne coreana, con cui la vita non è stata generosa, il chiudere gli occhi è un dono degli dei. Quando era bambina il maestro le disse: un giorno diventerai poetessa. A 66 anni, Mija è badante di un anziano handicappato e irascibile e affettuosa nonna di un nipote scostante, teledipendente membro di un branco di bulli senza causa, simbolo di quella parte di adolescenti priva di obiettivi e valori. [+]

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tudor sabato 16 aprile 2011
la grazia del non detto Valutazione 4 stelle su cinque
73%
No
27%

Una sceneggiatura perfetta, inimmaginabile per un occidentale, che avanza accomulando sentimenti inespressi, aspirazioni, dolori indicibili. Senza mai sottolineare, con apparente causalità, segue il doloroso percorso di un personaggio, una donna anziana, nella sua lotta per non soccombere all'orrore che rischia di strapparle tutto ciò che ha. Con una leggerezza, un'ostinazione a volte irritante e apparentemente inconcludente. Che però porta a un finale di struggente bellezza, commovente. Come non se ne vedevano da tempo. Meravigliosa tutta la sequenza, dalla partita a volano col poliziotto fino al finale vero e proprio. Unica pecca, forse, un'eccessiva, non sempre giustificata lunghezza. [+]

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angelo umana domenica 3 aprile 2011
capacità di sentire è capacità di scrivere Valutazione 4 stelle su cinque
64%
No
36%

Mija, 65enne nonna del ragazzo che vive con lei, è protagonista assoluta, compare in quasi ogni scena e il racconto sembra “visto” coi suoi occhi. Il regista ce la mostra in un film estremamente lungo –  l’andamento lento è diffuso nei film asiatici, questo è da sorbire poco a poco – andarsene con portamento elegante nei vari ambienti di cui è fatta la sua vita, l’aria trasognata, il viso specchiato e candido, i modi ingenui, puerili, ma profonda osservatrice.
 
Uno degli “ambienti” è il nipote con cui vive, scostante come gli adolescenti, la tv sempre accesa, insensibile, che però, surreale, gioca a badminton (il dizionario dice volano) con la nonna la sera. [+]

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pepito1948 venerdì 29 aprile 2011
poesia o la sublimazione dell'essere Valutazione 4 stelle su cinque
63%
No
38%


POETRY
 
Il fiume scorre freddo, incessante ed implacabilmente uguale, portando con sé un virgulto privo di vita.
Che cos’è la poesia, se non la ricerca della bellezza? chiede l’insegnante di un corso di composizione poetica a cui decide di iscriversi l’anziana ma dinamica Mija. E’ una definizione tra tante, ma risponde alla sua domanda di sublimazione, di elevazione oltre le brutture della realtà, almeno della sua realtà personale e circostante, fatta di malattie incombenti, di familiari lontani fisicamente o affettivamente, di segreti che celano orrori compiuti e rimasti impuniti, di suicidi di giovani, di cinismo, insinuate e radicate come gramigna infestante nel perbenismo generale. [+]

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luca.terrinoni venerdì 22 aprile 2011
poetry o poem Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

non mi è facile commentare questo film. mi sembra un lavoro serio e per certi aspetti coraggioso, ma non del tutto riuscito e convincente. ma dovrei saper spiegare entrambe le cose, e qui sento la difficoltà:  in base a quale poetica posso leggere il film? una presunta poetica "universale", che mi mette immediatamente in relazione con l'autore coreano; ovvero la "sua" poetica orientale; ovvero la "mia" irrimediabilmente occidentale?
 
provo a chiarirmi attreverso la vicenda, scarna ma ricca di spunti morali. una ragazzina, figlia di una contadina, si uccide gettandosi in un fiume. dal suo diario emergerà che per mesi aveva subito lo stupro da parte di sei bulletti nella sua stessa scuola. [+]

[+] vero... poem o poetry (di hollyver07)
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eugenio mercoledì 16 novembre 2011
i fiori del male Valutazione 4 stelle su cinque
57%
No
43%

“Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche assassinio senza pretese lo abbiamo anche noi in paese” Corea del Sud, giorni nostri. Il giovane corpo senza vita di una studentessa liceale viene ritrovato in un fiume. Le cause sono presto note: suicidio indotto dalla vergogna subita a seguito di una violenza di gruppo operata da compagni di corso. Uno di questi è il nipote di Mija, la protagonista della pellicola, un’arzilla quanto smemorata vecchina con un incipiente alzheimer, dalla spiccata passione verso la poesia, la natura, la bellezza, la gioia di vivere. Il colpo subito è doloroso per l’anziana donna che nei confronti del nipote aveva sempre assunto il ruolo di madre e di tutrice protettiva preservandolo, spesso inutilmente, da cattive compagnie. [+]

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gabriella venerdì 26 agosto 2011
tu puoi contribuire con un verso..... Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

La poesia non va misurata, ma vissuta, assaporata, insegnava il professor Keating ai suoi studenti nel bellissimo film "L'attimo fuggente", e per Mija, donna sessantaseienne di un paese vicino Seul, che frequenta un corso di poesia con il cruccio di non trovare l'ispirazione, ecco che questa le appare con il volto duro del dolore ( il suicidio di una ragazza) e il sapore amaro di una tremenda  verità( il coinvolgimento del nipote allo stupro della giovane insieme ad altri coetanei). Non deve cercare Mija nel profumo e nei colori dei fiori e dei frutti, nel cinguettio degli uccelli l'estro poetico, ma nella realtà, quando il cielo assume veramente " il colore di un gatto morto da una settimana". [+]

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thai2492 venerdì 15 aprile 2011
yu junghee Valutazione 5 stelle su cinque
60%
No
40%

Raramente la realtà si mostra nel pieno del suo dolore senza trascindere in sentimenti di rabbia, ribellione, ma in un' accettazione che ci può essere insegnata solo dall' Oriete. Impeccabile l' attrice protagonista  rivesta una natura forte e debole, sensibile e poetica come è la sua aspirazionedi scrivere un giorno una poesia. Una sensibilità quasi inconcepibile in un mondo degradato. Eppurela naturaumana ha anchedegli aspetti nobili delicati, quando rova la madre dellaragazza ..... un dialogo.... Un fil lezione di vita. Un film che penso di rivedre ancora. Un film pertutti coloro che intendono ascoltare piuttosto che parlare. Oltre ad una fotografia valida e senza particolari musiche, non ne ha bisogno.

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