Le Bruit des Glaçons

Film 2010 | Commedia 87 min.

Regia di Bertrand Blier. Un film con Jean Dujardin, Christa Théret, Albert Dupontel, Audrey Dana, Myriam Boyer. Cast completo Genere Commedia - Francia, 2010, durata 87 minuti. - MYmonetro 2,75 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 2 settembre 2010

Una commedia che vede la presenza di Jean Dujardin ed Albert Dupontel, nuovi divi del cinema francese. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Cesar,

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Consigliato sì!
2,75/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Un uomo e il suo cancro alle prese con una farsa della crudeltà.
Recensione di Edoardo Becattini
giovedì 2 settembre 2010
Recensione di Edoardo Becattini
giovedì 2 settembre 2010

Il famoso scrittore Charles Faulque vive ormai da tempo ritirato in una villa nella campagna francese, lontano dalla vita mondana di Parigi e dei salotti letterari. Da quando la moglie lo ha lasciato, Faulque si è abituato a convivere col tintinnio del ghiaccio che tiene in fresco le sue riserve di vino, abbandonandosi, sempre sotto lo sguardo devoto della domestica Louisa, ad alcolismo e a giovani frequentazioni con ragazze dell'Est. Finché una mattina si presenta all'ingresso della villa un uomo d'aspetto distinto che dichiara di essere il suo cancro.
Fra gli stati psicologici che accompagnano la scoperta di un grave malanno, si dice che il momento più difficile sia quello che obbliga a "imparare a convivere" con la propria malattia. L'idea di una convivenza forzata con un corpo estraneo e mortifero deve aver stimolato l'immaginazione di Bertrand Blier e la sua predisposizione a concepire la morte come il momento più ridicolo della vita di un uomo. In ogni suo film, la morte non è più importante di qualunque altro pretesto narrativo e, alla fine, riderle in faccia significa trovare lo slancio a raccontare una storia in totale autarchia; d'altronde, quando non si ha paura della morte, cosa possono essere i confini di un genere?
Accompagnato da una partitura per pianoforte tesa e incalzante, Le bruit des glaçons non è in realtà né una partita a scacchi con la morte profonda e inesorabile come quella di Bergman e de Il settimo sigillo, né un tentativo di dare un nuovo corpo e una nuova anima agli organismi liberati dalla goliardica ipocondria di Woody Allen. Blier accenna all'idea di voler creare un "Tutto quello che avreste voluto sapere sul cancro, ma non avete mai osato chiedere": trasforma il tumore in un parto schizofrenico del protagonista e lo rende un doppio invasivo del suo ego smisurato. Ma non può contentarsi di creare un anomalo buddy movie dal sapore dolceamaro e, soprattutto, sa di non essere capace a far muovere la narrazione lungo un'unica carreggiata. Così, aggiunge in parallelo un desiderio amoroso fra lo scrittore e la sua governante e raddoppia l'incarnazione della malattia fino a mettere in scena un teatro dell'assurdo di "metastasi in cerca d'autore".
Ad ogni buona idea, come quella di un tumore dotato di coscienza di classe ("C'è un cancro per i padroni e un cancro per gli impiegati"), Blier ne fa corrispondere altre decisamente più anodine (i rapporti familiari di Faulque, la sessualità riscoperta coi giovani amanti) e gioca su uno sconfinamento di piani di memoria e di immaginazione che arriva ad appiattire tutti i personaggi, reali o fantastici, su di un unico livello da "pantomima della crudeltà". Perché, nella serietà dei temi che si diverte ad affrontare, Blier sembra alla fine aver paura solo di fuoriuscire da un unico binario: quello della farsa, tanto da elevarla al potenziale di cura per il cancro. Una risata vi seppellirà? No, piuttosto: una farsa vi salverà la vita.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Thomas Sotinel
Le Monde

Le cancer nous tient lieu de divinité maligne et familière. On a donc le droit d'en faire un objet de ridicule, c'est une technique anxiolytique jadis appliquée aux démons dans les fables. Le petit (par la durée et le nombre de personnages) film de Bertrand Blier descend en droite ligne de ces exorcismes comiques. On ne tiendra pas les tumeurs à l'écart en allant voir Le Bruit des glaçons, on les considérer [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attrice non protag.
Cesar
2011
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