| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Saverio Smeriglio, Andrea Goroni |
| Attori | Gianluca D'Ercole, Giulia Bellucci, Alessia Raccichini, Fabiana Baldinelli, Alessandro Gimelli Tommaso Benvenuti, Pierfrancesco Pesaola. |
| Uscita | venerdì 27 agosto 2010 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,28 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 26 agosto 2010
Stefano è un manager in carriera a cui sembra non mancare niente; l'incontro con due surfisti in difficoltà economiche gli farà rimettere in discussione la sua vita e le priorità. In Italia al Box Office La Polinesia è sotto casa ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 33,5 mila euro e 15,8 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Stefano Redi ha trentaquattro anni, un lavoro ben remunerato per un'importante compagnia che opera nel settore edilizio, una macchina sportiva, una vita sociale con amici nell'alta finanza e la figlia di un diplomatico francese come fidanzata. Potrebbe sentirsi un uomo pienamente realizzato se solo non provasse una profonda insofferenza per l'idea di vivere solo in funzione del lavoro e della carriera. Una sera, dopo aver partecipato controvoglia a un ricevimento a casa di alcuni amici dei genitori dell'ambiziosa fidanzata, Stefano capisce che non è verso quel mondo che vuole proiettare il proprio futuro. Non vuole più soldi, potere e prestigio sociale, ma solo ritrovare la libertà persa dieci anni prima, quando disse addio alle onde del mare e alla sua amata tavola da surf.
"Noi siamo i giovani, l'esercito del surf", cantava Catherine Spaak nel 1964, indicando in uno sport ancora sconosciuto tutta la carica spensierata della cultura giovanile pre-sessantottina. Quasi cinquant'anni dopo, mentre la nuova gioventù si professa sempre meno allegra e più preoccupata dalle quotidiane avversità, l'opera prima di Saverio Smeriglio e Andrea Goroni fa ritorno alle cavalcate fra le onde del mare per raccontare con candida leggerezza una storia di passioni giovanili come elogio della libertà esistenziale. Stefano, trentenne milionario in crisi di coscienza, è un protagonista decisamente non in linea coi tempi, il contraltare di quei precari simpatici, inerti o sfruttati della Generazione mille euro raccontata dal nuovo cinema italiano. Un personaggio che, in tempi di crisi, potrebbe essere guardato con sospetto o con fastidio, se solo la sospensione di incredulità richiesta dalla "favola" di Smeriglio e Goroni non esigesse uno spettatore capace più di intenerirsi per il suo romanticismo trasognante che per la notevole distanza dalla media dei trentenni di oggi.
Difatti, non è per la mancanza di una pretesa neorealista che La Polinesia è sotto casa si rivela un film inconsistente, quanto per la fragilità di forma e di sostanza dei sogni che racconta. L'intera prima metà del film si impegna a descrivere e a dare uno sviluppo alla crisi professionale e amorosa di Stefano fino al suo point break esistenziale, mentre la seconda oscilla fra i ritorni di fiamma giovanili per le onde della riviera e quelli per le donne del passato. Pur restando sempre attaccati al protagonista, crediamo alla buona coscienza delle sue azioni e delle sue conversioni più per necessità narratologiche che per il fatto che la situazione non faccia pensare a un capriccio giovanile o a una fuga dalle responsabilità del lavoro. Forse, sotto questo aspetto, La Polinesia risente delle sue origini letterarie e della presenza dello stesso autore dietro la macchina da presa, non riuscendo a sviluppare la necessaria continuità che le sequenze di un film richiederebbero rispetto ai capitoli di un romanzo. E, d'altro canto, neanche le scene di surf girate da alcuni esperti operatori californiani possono possedere da sole la forza epica delle immagini di John Milius o Kathryn Bigelow. I due registi anconetani puntano su sentimenti più convenzionali, attraverso le immagini dei tramonti sulla Riviera del Conero e delegando la segretaria del protagonista a interpretare la tipica macchietta bruttina e coscienziosa delle romantic comedies. Ma l'immagine complessiva è logora e slavata quanto quella di una cartolina da emporio di un lungomare.
Per me vedere questo film è stato un vero piacere perchè sono Di Loreto ed il film è girato ad Ancona, Portonovo e la festa finale è girata in un balneare chiamato Pininpero dove ho partecipato a tante di quelle feste che neanche ricordo più;-))) Purtroppo il film è girato come fosse una soap opera anni '80 e girato peggio di una soap, i temi sono banali [...] Vai alla recensione »
La Polinesia sotto casa è senza ombra di dubbio un film non commerciale. Una scelta coraggiosa da parte di Saverio Smeriglio e Andrea Goroni di uscire con una prima opera decisamente non in linea con i tempi. In un mondo governato dalla crisi economica e morale, dove conta l’apparire e non l’essere, gli autori ci offrono uno spunto di riflessione e ci invitano a [...] Vai alla recensione »
forse il più brutto film italiano che ho visto,la bella favola a lieto fine senza mordente,tipo recita della scuola ,inverosimile la segretaria sciocchina,la sponsorizzazzione di auto,la fidanzata dott jekill mr hyde,ma tutta la storia stride,voto 4
un film fatto male: recitazione, fotografia, sceneggiatura, montaggio... si fa fatica a prenderlo come un "vero" film.. mancano proprio i fondamentali del mestiere.. siccome attualmente registi di talento non ottengono soldi per produrre né per distribuire, quando un film così brutto si espone così tanto merita una stroncatura andiamo allora a demolire questo prodotto [...] Vai alla recensione »
Una sola parola: grottesco. (e non mi riferisco alle grotte del passetto...) La trama è dello stesso spessore di quella di un film porno. Il ritmo fa "cadere le p---e". Ci sono più riferimenti commerciali qui che all'interno di una puntata de "i ragazzi della III C" (inserimenti di brand o posti ovunque...). L'unica cosa bella del film è lo scenario [...] Vai alla recensione »
Simpatico film che ci lascia anche un messaggio etico in controtendenza ai "valori" odierni di corsa al denaro, e oltretutto incorniciato dalla stupenda scenografia del Conero!
Così come le onde, anche la vita ha un suo "point break". Un punto di rottura oltre il quale le sicurezze e le responsabilità arrivano ad annientare ogni soddisfazione personale. È il punto raggiunto da Stefano, manager in una grande impresa di speculazioni edilizie, cui le ampie prospettive di benessere economico garantite dalla carriera e sostenute dall'ambiziosa fidanzata non bastano più a mantenere una serenità d'animo necessaria all'equilibrio degli affetti e della coscienza.