Ballkan Bazar

Film 2010 | Commedia 91 min.

Regia di Edmond Budina. Un film con Luca Lionello, Catherine Wilkening, Laertis Vasiliou, Visar Vishka, Edmond Budina. Cast completo Genere Commedia - Italia, Albania, 2010, durata 91 minuti. Uscita cinema venerdì 15 luglio 2011 distribuito da Mediaplex Italia. - MYmonetro 2,60 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un business milionario: la vendita e l'acquisto di ossa in un bazar dell'Albania. In Italia al Box Office Ballkan Bazar ha incassato 10,2 mila euro .

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Consigliato nì!
2,60/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA 2,80
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO NÌ
Un bazar di stili e contenuti, dove si trova di tutto un po', ma poca merce d'eccellenza.
Recensione di Boris Sollazzo
Recensione di Boris Sollazzo

Un film piccolo piccolo. Un po' in tutti i sensi. E non è necessariamente un difetto questo per Ballkan Bazar, opera bizzarra e discontinua che alterna momenti e intuizioni di buon livello a vuoti narrativi e dilettantismi visivi forse inevitabili. Edmond Budina, regista, sceneggiatore e uno dei protagonisti- l'ambiguo prete traffichino e iracondo- si pone su una terra di confine per raccontare il suo film. Lo fa geograficamente, tra Grecia e Albania, lo fa cinematograficamente, tra commedia etnica- un po' troppo balcanica, anzi balkannica- e denuncia storico-civile. Perché con il sorriso e l'uso del grottesco Budina racconta uno strano e inquietante legame tra Chiesa (ortodossa) e politica, con un giornalismo d'inchiesta che nuota nel fango con disinibita nonchalance. Una storia incredibile (e romanzata), ma vera.
Quel mercimonio di cadaveri e disseppellimenti al centro del contendere, toglie scheletri non solo dalle bare ma anche dagli armadi di patrioti indignati e figli amorevoli. Il cineasta con ironia tagliente, seppur spesso grossolana come il suo cinema, si diverte a sbugiardare l'ipocrisia di ogni livello ed è di sicuro questo il maggior pregio del suo racconto. E inevitabilmente le prime maschere a cadere sono quelle delle due occidentali, una madre e una figlia che cercano di recuperare il cadavere del padre, del nonno. Lo volevano portare nella terra natìa- in verità è l'ennesimo dispetto di una moglie ferita (Catherine Wilkening) contro l'ex marito (Luca Lionello)-, ma si sa negli aeroporti non si può mai contare sulla restituzione dei bagagli, soprattutto quelli speciali. Lo sa anche Billy Crystal, che visse una disavventura simile in Forget Paris. Ma le due donne non hanno la fortuna di trovare l'adorabile Debra Winger e saranno costrette ad andare a Tirana e poi in un paesino sperduto albanese per recuperarlo: si confronteranno con una realtà per loro assurda e, per amore e necessità, cercheranno di capirla. Sono forse loro, però, il punto dolente: la loro passività fatta di schermaglie e scaramucce con i locali, è un difetto di scrittura dell'opera ma anche, forse, di carisma delle due attrici. La mamma è affascinante ma banale, la figlia (Veronica Gentili), pur bellissima, è molto acerba nell'interpretazione e soffre di un personaggio che necessitava di maggior spessore. Sono, poi, entrambe, una distrazione da quello che vorrebbe essere un film di Kusturica che incontra la Labaki, un lungometraggio tagliente e allo stesso tempo tenero.
Ogni inquadratura e ogni battuta, anche le più felici, hanno un sapore di già visto e già sentito, i caratteri sono ben disegnati e utilizzati ma sembra di stare su una scacchiera: i loro movimenti sono obbligati e quindi prevedibili, in un film che invece dovrebbe fare della sorpresa, magari grottesca, la sua cifra stilistica e narrativa.
Ci si diverte anche grazie alla furba e abile accelerazione finale, a trovate come l'inciampo in una buca del cimitero o la litigata conclusiva. Si apprezzano gli sforzi e la voglia di contaminazione culturale, in nome dell'amore, in apparente contraddizione all'ossessione per i cadaveri di tutti i protagonisti. Tutte ottime idee, che per un basso budget e forse anche un basso profilo, rimangono però spesso tali. Come in un bazar, un Ballkan Bazar, dove si trova di tutto un po', ma molto raramente "merce" d'eccellenza.

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BALLKAN BAZAR
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 3 luglio 2011
mikiy

In qualche modo la cinematografia puo rendere liberi,lo ha fatto Butina in un paese che fare cimema è quasi impossibile!buon film "alternativo"

domenica 29 aprile 2012
g_andrini

E' un poco difficile da capire, ma di pregevole fattura. La sceneggiatura, a mio parere, è più che buona, ottime anche le musiche, sarcastiche al punto giusto. Se si vuole vedere qualcosa di diverso, di originale, mi sembra una possibile opzione.

sabato 4 agosto 2012
ozne_la

Film interessante, specie se visto due anni dopo la sua uscita. La Grecia ha perso molta della sua arroganza di paese UE, l'Albania si è avvicinata ma non per merito suo. Se fosse stato girato oggi, A.D. 2012, la trama sarebbe stata diversa. In ogni caso qualcuno ha scritto che è un film alla Kusturica e a me ha lasciato quest'impressione: caotico ma vitale, con personaggi ben delineati e ben recitati. [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Paola Casella
Europa

Deliziosa e intelligente commedia multietnica e multilingue con cui il regista albanese Budina mostra come funziona (o non funziona) la testa dei popoli mediterranei – con accuratezza e autenticità, pur con esagerazioni «alla Kusturica». La trama è complicatissima: due donne, la francese Jolie (Wilkening) e sua figlia mezza italiana (Gentili), vengono informate che le spoglie del loro defunto padre [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Albania del sud o Epiro del nord? In ogni caso proprio qui si svolge il conflitto di Ballkan Bazar, ballata balcanica. Potrebbe sembrare una commedia dell'assurdo, come ci ha mostrato il cinema albanese in altre occasioni, un assurdo perfino comico, a considerare le cose da lontano, come in Slogans di Gjergj Xhuvani (gli slogan per Enver Hoxha scritti sulla montagna facendo trasportare pietroni ai [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Budina è un regista albanese con un bel film d’esordio, Lettere al vento. La sua vicenda è degna di un film: ha partecipato alla costruzione della nuova Albania, poi in Italia ha lavorato come operaio e ha cercato di fare cinema. Più leggera la sua seconda opera, ma non meno ispirata. Da L'Unità, 8 luglio 2011

Paola Casella
Europa

«Una faccia, una razza», diceva il greco all’italiano in Mediterraneo di Gabriele Salvatores. Secondo Ballkan Bazar, secondo film da regista (dopo Lettere al vento) dell’attore e artista albanese Edmond Budina, questa similitudine andrebbe estesa a tutti i popoli del bacino del Mediterraneo. Con la sua deliziosa e intelligente commedia multietnica e mutilingue (speriamo che Mediaplex Italia, che distribuisc [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Liberatasi dal giogo della Turchia, l'Albania si era appena costituita come stato indipendente e subito la popolazione greca ai confini meridionali era insorta proclamando l'Epiro del Nord repubblica autonoma. Sono trascorsi quasi cento anni da allora (correva il 1913), ma la situazione nella zona deve essere rimasta frizzantina: almeno a giudicare da Ballkan Bazar, dove vediamo gli abitanti di un [...] Vai alla recensione »

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