| Anno | 2009 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Spagna, Gran Bretagna |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Jorge Blanco (II), Javier Abad, Marcos Martínez |
| Attori | Justin Long, Dwayne Johnson, Seann William Scott, Jessica Biel, Gary Oldman John Cleese, Freddie Benedict, Alan Marriott, Alessandro Tiberi, Luca Ward, Corrado Conforti, Maria Letizia Scifoni, Rodolfo Bianchi, Vittorio Stagni, Manuel Meli, Massimiliano Alto, Rupert Degas, Mathew Horne, James Corden, Linus, Albertino, La Pina, Platinette. |
| Uscita | venerdì 20 novembre 2009 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Moviemax |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,68 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 10 febbraio 2012
Sul un pianeta lontano simile all'America degli anni '50 sta arrivare un alieno: un astronauta terrestre Il film ha ottenuto 1 candidatura al Festival di Giffoni, 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Planet 51 ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 2,4 milioni di euro e 778 mila euro nel primo weekend.
Planet 51 è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO NÌ
|
In un pianeta lontano dove regnano militari, ignoranza sulle leggi del cosmo e anni '50, piomba un giorno un astronauta americano. Gli abitanti del Pianeta 51, terrorizzati da film di fantascienza incentrati sulla figura dell'invasore malvagio e diffidenti dei diversi reagiscono con terrore e ostilità. Solo uno di loro, costretto ad entrare in contatto con l'ospite inatteso, lo scoprirà innocuo e anche un po' fanfarone.
Produzione americana e competenze spagnole, Planet 51 è un curioso ibrido dalla testa a stelle e striscie e il corpo iberico. Se infatti la sceneggiatura viene da mamma Dreamworks la regia e tutte le maestranze vengono dalla Spagna che con questo film cerca di proporsi come nuovo polo d'eccellenza per l'animazione europea e discount per le case americane. Il risultato è un film che a scenari e umorismo americano alterna una fisicità europea e qualche gag diversa dal solito.
Il risultato è ineccepibile dal punto di vista tecnico. Personaggi che si muovono con grazia e dovizia di particolari, sfondi complessi, ambienti sofisticati e illuminazione di prim'ordine. Un po' più da ridire ci sarebbe invece sulla storia che, come spesso capita in casa Dreamworks, mette davanti gag nemmeno troppo divertenti alla ricerca di una propria originalità e cita film su film in maniera spudorata e senza nessun senso se non, ancora, quello comico.
Pensato, questo sì, per un pubblico infantile ma giammai per uno anche solo adolescenziale, Planet 51 oltre a citare saccheggia anche in giro (evidente la vicinanza del robottino Rover con il Wall-e della Pixar), cerca l'effetto Ritorno al futuro e dimentica di imprimere una visione personale delle cose in quella che di fatto è la solita parabola socialmente conciliante (il diverso che si rivela come gli altri). Eppure alla fine anche la morale della conquista dell'amore (per il protagonista), che avviene attraverso un percorso di purificazione dato dall'aver superato le paure verso l'alieno e averlo aiutato a ritornare a casa, riesce ad essere edificante solo ad un prima lettura.
Guardando più a fondo il dipinto rimane quello di un mondo di uomini (anche se non è la Terra) che relega le donne ad oggetto del desiderio, motore immobile della storia, senza dargli mai vera personalità ma solo bronci e sorrisi. In linea con questo pensiero quando il più maschio dei maschi (il generale) sarà persuaso della bontà dell'alieno anche gli altri lo saranno.
Percorsi didattici
- Glipforg, la città di Planet 51 dove si svolgono gli avvenimenti, è stata disegnata come la classica cittadina americana degli anni '50: villette con giardino e staccionata bianca, il planetario, il drive-in, le macchine d'epoca… A quei tempi la classe media americana, conclusa la seconda guerra mondiale, inaugurava un nuovo stile di vita, basato sulla prosperità economica e, spesso, su una buona dose di conformismo. Sono gli anni della Guerra Fredda, del Maccartismo, della paura di tutto ciò che è "diverso", dal nero al "pericolo rosso". La Fantascienza, Genere al top negli anni '50, incarna perfettamente le paure sociali legate al diverso, che al cinema e nei libri veniva rappresentato come un mostruoso alieno proveniente da un altro pianeta. Pensa alle sequenze iniziali del film: tutto a Glipforg sembra svolgersi in serena armonia, ma basta che un essere non uguale agli altri atterri su un curatissimo giardinetto, perché la gente tiri fuori il suo lato peggiore. Molti (chiari i riferimenti al Maccartismo) cominciano anche ad accusare ingiustamente i loro concittadini di essere a loro volta degli alieni. Prova a fare una ricerca su Maccartismo e Guerra Fredda.
- Se il tema del conformismo borghese americano anni '50 ti ha interessato, guarda con i tuoi genitori Pleasantville di Gary Ross (1998), intelligente satira sociale in chiave fantasy.
Ricordi il dialogo tra l'astronauta Chuck e l'extraterrestre Lem quando si incontrano per la prima volta? Cuck: "Hei, l'alieno qui non sono io, sei tu!”. Lem: “No, sei tu che sei sul mio pianeta!".
Chi stabilisce chi è il “diverso”? E poi la parola “diverso” ha un vero significato? O forse è solo il tentativo di mascherare la paura di ciò che non si conosce?
- L'idea che l'alieno sia in realtà un essere umano e non un extraterrestre (di solito si racconta il contrario) non è nuova: Isaac Asimov in “Questi giovani” (1952) e Frederic Brown in “Sentinella” (1954) avevano già prefigurato scenari simili. Se sei appassionato di Fantascienza, ti piacerà leggere questi due racconti superclassici.
- Il look retrò di Glipforg è ispirato all'Architettura Googie, famosa in America negli anni '50 e '60. E' uno stile futurista, influenzato dall'Era Atomica e Spaziale. Nata in California, la Googie ridisegnò chiese, coffee-shop, bowling, motel e lavaggi d'auto. Prova ad approfondire, scoprirai particolari curiosi.
- Ti piacciono i drive-in, le cameriere sui pattini, i bowling in stile Googie e le macchinone colorate? Allora guarda con i tuoi genitori “American Graffiti” di George Lucas (1973). Ti affascinerà per questi e per tanti altri motivi.
- Chuck insegna a Lem le tre “mosse sicure”, come le definisce lui, per conquistare Neera, ma Lem combina un disastro. Secondo te per conquistare qualcuno bisogna seguire alla lettera una formula o essere se stessi?
- La Nasa ha concesso di utilizzare il suo logo sulla tuta e sull'astronave di Chuck. Lo sapevi che 40 anni fa, il 20 luglio 1969, l'uomo mise piede sulla luna per la prima volta? La missione Apollo 11 della Nasa venne seguita in TV da 500 milioni di persone nel mondo. Prova ad approfondire.
- Facciamo un gioco: io ora elenco tutte le citazioni di altri film che ho trovato in “Planet 51”, tu leggi e pensi se ne hai scovate altre, ok?
“ET”, “Alien”, “Ritorno al futuro”, “Guerre Stellari”, “2001 Odissea nello spazio”, “Wall-E”, “L'invasione degli ultracorpi”, “Mars attacks!”, “Cocoon”, “Grease”, “Cantando sotto la pioggia”. Ora tocca a te!
Un giorno, la vita su un pianeta, viene interrotta dall'arrivo di uno space shuttle USA, da cui esce un terrestre, che dopo aver appena piantato la bandiera, si accorge che il pianeta è abitato ed è in piena follia anni cinquanta tra rockabilly, fumetti fantascientifici e paura folle per le invasioni aliene. Il terrestre dovrà tornare sul suo shuttle entro 74 ore, se no perder&agr [...] Vai alla recensione »
Un astronauta disperso su un pianeta ostile. Cacciato come un alieno. E salvato da un bambino. In un "E. T." al contrario prodotto in Spagna. C'è un mondo dove al cinema spopola un film di fantascienza il cui poster mostra una creatura viscida e verde che guarda con orrore qualcosa che sta lacerandogli l'addome per uscire dal suo corpo: la carne di questo essere è disgustosamente rosa, la sua testa [...] Vai alla recensione »