| Anno | 2009 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Giuseppe Capotondi |
| Attori | Lidia Vitale, Roberto Accornero, Lucia Poli, Giorgio Colangeli, Paola Lavini Giampiero Judica, Lorenzo Gioielli, Michele Di Mauro, Fausto Russo Alesi, Gaetano Bruno, Antonia Truppo, Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Fabrizio Rizzolo. |
| Uscita | venerdì 9 ottobre 2009 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,88 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 18 dicembre 2014
Al centro di tutto, la bellezza perturbante di un'affascinante Torino e quella di una donna al centro di intrighi pericolosi... Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office La doppia ora ha incassato 822 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Sonia è di Lubiana ed è cameriera in un hotel. Guido è stato poliziotto e ora è custode in una villa fuori città. Guido frequenta da qualche tempo gli speed date ed è lì che incontra Sonia. Basta quel primo incontro perché i due provino un'attrazione reciproca che spinge Guido ad invitare Sonia nella villa in assenza del padrone. Lì i due vengono aggrediti da una banda di ladri che svuota la villa. Uno di loro sta per violentare la giovane donna e Guido si getta su di lui per proteggerla...
Se questa è la prima recensione che leggete sul film evitate di leggerne altre che possano rivelarvi la trama perché la seppur non straordinaria tenuta del film è affidata a un percorso che lo spettatore deve compiere all'interno degli sviluppi che seguono la rapina in villa. Se ne sa troppo perde qualsiasi interesse per gli eventi.
La doppia ora è una scommessa con il pubblico al quale si chiede di 'entrare' nella storia per dipanare, insieme ai protagonisti la vicenda. È un film di sceneggiatura (la menzione al Premio Solinas è lì a testimoniarlo) che sulla tenuta delle concatenazioni dei fatti si gioca tutto. O, meglio, non tutto perché parte della posta è affidata ai due protagonisti. Filippo Timi si conferma come uno degli attori emergenti più completi e offre al suo personaggio le ombre e le luci di una tenerezza che rischia di sprofondare nel dolore mentre Ksenia Rappoport dà a Sonia una fragilità psicologica assolutamente credibile anche quando finirà col sorprendere.
Sono questi i punti di forza di un film che ha però la sua debolezza proprio nel congegno a orologeria che mette in azione. Può funzionare benissimo ma se vi si inserisce il granello dell'indifferenza nei confronti di ciò che accade sullo schermo si può bloccare inesorabilmente. Non è detto che non succeda.
Si può passare dal mondo dei video musicali e degli spot pubblicitari a quello del cinema senza paracadute? Evidentemente no, nel passato abbiamo visto molti tonfi, forse troppi. Ma non è questo il caso perchè il regista, esordiente, fa capire di aver ben compreso la lezione di un grande maestro come Hitchcock, il quale affermava che il cinema deve saper raccontare una storia facendoci provare l'insicurez [...] Vai alla recensione »
Che sia nero, giallo o profondo rosso, il cinema di genere esercita un doppio sguardo sul mondo e sulle cose. Gioca con l'ambiguità della natura umana, con le luci e le ombre di personaggi che fumano e sfumano i contorni che separano il bianco dal nero, il buono dal cattivo. A partire da un gioco con la sorte che coinvolge il numero doppio che per un minuto all'ora si presenta sugli orologi digitali (00:00, 01:01, 02:02, ecc.
La doppia ora è il terzo film italiano in concorso prodotto da Medusa che uscirà nei cinema dal 9 ottobre in 430 copie. Interpretato da Ksenia Rappoport e Filippo Timi, è il thriller opera prima di Giuseppe Capotondi. Sonia è di Lubiana ed è cameriera in un hotel. Guido è stato poliziotto e ora è custode in una villa fuori città. Guido frequenta da qualche tempo gli speed date ed è lì che incontra Sonia.
Nello strano Paese in cui viviamo, provinciale più che mai, si manda agli Oscar a rappresentare il cinema italiano il film che meno rappresenta le dimensioni produttive del nostro cinema, Baarìa, con i suoi 25 milioni di euro dichiarati (e chissà quanti reali) che hanno prosciugato in un sol colpo il «fus» della Medusa(e s'avvicinano alla somma del fus statale attuale) e si snobba (come ha fatto la [...] Vai alla recensione »