| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Sylvie Verheyde |
| Attori | Leora Barbara, Karole Rocher, Benjamin Biolay, Guillaume Depardieu, Thierry Neuvic Jeannick Gravelines, Valérie Stroh, Johan Libéreau, Melissa Rodriguès, Laëtitia Guérard, Anne Benoît, Christophe Bourseiller, Yolaine Gliott. |
| Uscita | venerdì 5 dicembre 2008 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Sacher |
| MYmonetro | 3,03 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 30 ottobre 2012
Un anno nella vita di una ragazzina di prima media anni nella Parigi del 1977. La casa e la scuola. Le canzoni dell'epoca e i libri che Stella scopre a casa della sua sola vera amica, figlia di esuli argentini. In Italia al Box Office Stella ha incassato 424 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Francia, 1977. Stella, una ragazzina dei quartieri operai, viene ammessa a frequentare il primo anno di una prestigiosa scuola media, dove si trova come un pesce fuor d'acqua finché non conosce Gladys, la prima della classe, amica per errore e per fortuna.
Prima che Gladys le offra le parole che le mancano, Stella è cresciuta con i testi del juke-box, per casa un rumoroso bar di periferia e per famiglia una schiera di disadattati e alcolisti; presenze fisse (habitués) ma non propriamente mature, tra le quali spicca l'angelo buono (a nulla) di Guillaume Depardieu.
Stella, della regista Sylvie Verheyde, è dunque il racconto di ciò che avviene quando una ragazzina spensierata e trascurata comincia a prendere coscienza che il suo mondo non è l'unico possibile, non è il migliore, forse non è nemmeno più quello che la fa felice. Nessuno, fino ad ora, le aveva mai insegnato l'ortografia, nessuno le aveva mai detto che esiste una scrittura "retta" dell'esistenza e che lei, se non si trova agli antipodi, di sicuro parte quanto meno "svantaggiata". A noi spettatori, però, lo anticipa la macchina da presa, superandola regolarmente nella sua corsa verso casa, come a sottolineare il gap, la strada che le resta da fare.
Leggermente doloroso, come un cordone ombelicale che si spezza, divertente, come una lingua straniera messa in bocca ad una principiante volonterosa ma impreparata, il film in gran parte autobiografico della Verheyde, affidato all'aria fragile e misteriosa di Léora Barbara, è un racconto di formazione che non aggiunge forse nulla di nuovo alla già nutrita schiere di "Zazie" dello schermo (non ultima Little Miss Sunshine) ma riesce a raccontare un'epoca e un'età fondendole magicamente tra loro, senza mai indugiare nella nostalgia. Perché, in fondo, questo piccolo film di grandi attori (la madre e il padre della protagonista, in primis), più ancora che il tenero ed amaro diario di un'adolescente che ha saltato l'infanzia, è il racconto di un'opportunità. I francesi dicono "chance", che suona un po' "fortuna" e un po' "caso", ma è comunque un'opportunità. Dunque bando alle nostalgie (tanto italiane) e largo ai film come questo, che, come i bei romanzi, si vorrebbero veder proseguire.
Alla fine degli anni 70, Stella, una ragazzina di 11 anni, viene ammessa in una scuola di famiglie ricche di Parigi. Lei vive una vita diversa dalle coetanee, nel bar dei genitori che passano il tempo a bere e giocare dando poca attenzione ai bisogni di Stella che sta affrontando un momento delicato della sua crescita. Stella sa che dovrà farcela da sola e dopo un primo periodo conflittuale [...] Vai alla recensione »
Stella ha undici anni, la pelliccetta finta sul collo della giacca, è cresciuta nel bar di mamma e papà, in mezzo agli adulti loro amici, musica e alcol «a rischio di cirrosi» fino a notte fonda, quando si tira giù la saracinesca e si balla. La madre adora i colori vistosi, è lei a fare tutto mentre il padre, «un po' bugiardo, un po' seduttore» (è pur sempre Benjamin Biolay, la star della canzone francese) [...] Vai alla recensione »