| Titolo originale | La Frontiere de l'aube |
| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Philippe Garrel |
| Attori | Louis Garrel, Laura Smet, Clémentine Poidatz, Vladislav Galard, Olivier Massart Jérôme Robart, Emmanuel Broche, Cédric Vieira, Grégory Gadebois, Julie Pouillon, Stanislas Stanic, Eric Rulliat, Marion Mitterhammer, Eric Seigne, Olivier Lidove. |
| MYmonetro | 2,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Carole, una celebrità trascurata dal marito, s'innamora di François, un giovane fotografo. Di ritorno da un viaggio d'affari il marito li scopre e gli amanti mettono fine al loro rapporto. Ma Carole lentamente cade in depressione. In Italia al Box Office La frontiera dell'alba ha incassato 730 .
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Carole è un'attrice piuttosto famosa che si è sposata da poco con un uomo che è spesso negli Stati Uniti per lavoro. Incontra Francois, per un servizio fotografico. I due si innamorano di un amore fatto di passione ma anche minato dalle insicurezze di lei. Un giorno il marito ritorna in modo imprevisto a casa e Francois è costretto a fuggire in modo rocambolesco. Vedere però Carole mentre manifesta tenerezza verso l'altro uomo lo turba al punto dal non cercarla più. La giovane donna cade così in depressione e viene ricoverata. Uscirà dalla clinica ma di lì a poco finirà col suicidarsi. Un anno più tardi ritroviamo Francois con una nuova compagna dalla quale aspetta un figlio. Carole però fa la sua ricomparsa sotto forma di visione che compare nello specchio di casa.
Philippe Garrel è da considerarsi un autore a pieno titolo del cinema francese, dotato di un'estetica rigorosa e legato alle tematiche che riguardano l'esplorazione dei legami tra uomo e donna proposti sempre sullo sfondo di una condizione storica e sociale ben definita.
.
È quanto accade anche in questa occasione in cui per ben due terzi del film ci troviamo di fronte a un bianco e nero rigoroso che ritrae il formarsi e l'apparente dissolversi di una coppia in un momento storico quale è stato quello che ha preceduto la rivoluzione del '68.
La poetica di Garrel ha di recente trovato nel figlio Louis l'attore perfettamente in grado di incarnarla con un fisico e con una gestualità che ben sintetizzano le tensioni di un esistenzialismo che per il regista è ancora fonte di ispirazione. Qui è ben coadiuvato da una vibrante Laura Smet. Entrambi però non sono ben serviti da quello che dovrebbe invece, nelle intenzioni, rappresentare il punto di svolta della sceneggiatura.
L'apparizione del 'fantasma' di Carole, pur con tutta la cinefila comprensione per la citazione dei film horror della Hammer, rischia di far cadere nel ridicolo una storia che fino a quel punto aveva appassionato per la sua abilità nel descrivere la forza e la contemporanea fragilità di una relazione amorosa. Un SI di stima.
"La Frontière de l'aube" : amour éternel, tourments mortels Le drame, chez Philippe Garrel, ce n'est pas que les histoires d'amour finissent mal, c'est qu'elles ne finissent pas. Le lien qui s'est tissé ne peut être rompu. On se sépare mais on se reste fidèle dans la pérennité. D'emblée, il y a quelque chose de condamné après le coup de foudre. Une différence entre l'homme et la femme, chez lui [...] Vai alla recensione »