| Titolo originale | Candy |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Australia |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Neil Armfield |
| Attori | Heath Ledger, Abbie Cornish, Geoffrey Rush, Tony Martin (II), Noni Hazlehurst Tom Budge, Roberto Meza-Mont, Holly Austin, Craig Moraghan, John Lee (V), Noel Herriman, Tim McKenzie, Tara Morice, Maddi Newling, Patricia Lemon. |
| Uscita | venerdì 1 dicembre 2006 |
| Distribuzione | Nexo Digital |
| MYmonetro | 2,51 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 6 febbraio 2012
Amore e droga non hanno limiti nel nuovo film con Heath Ledger. Messa in scena in 3 atti del rapporto fra due tossici. Piuttosto artefatta. In Italia al Box Office Paradiso + Inferno ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 465 mila euro e 177 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Due ragazzi entrano in una stanza rotonda: una giostra che gira velocemente su se stessa. La forza centrifuga li spinge contro la parete e loro sono felici: sono insieme e si amano. Un "Heaven", come recita la prima didascalia, che viene trasformato dalla droga e dalle sue conseguenze in "Heart" e, poi, "Hell".
Il "paradiso" è descritto dal regista Neil Armfield con un tocco leggero e ironico: eroina e amore si intrecciano nella vita dei due come uno stesso vortice di ebbrezza. Sulla "terra", e ancor di più all' "inferno", i problemi emergono insormontabili: la prostituzione per lei è insostenibile, così come il tentativo di disintossicarsi, e come la gravidanza.
L'esperienza della "nascita", porta i due direttamente all'inferno, ma forse non fino al suo fondo...
Ed è in questa discesa agli inferi che il film perde compattezza e credibilità: finti i bellissimi protagonisti (peccato per il bravo Heath Ledger, qui male utilizzato) che non perdono un millimetro del loro fascino nonostante il trucco da tossici, finte le situazioni (le pareti della casa con le scritte folli della ragazza che sembrano disegnate dal calligrafo di Greenaway), finte le azioni (lui sempre "in botta" che in un attimo organizza un'ingegnosa truffa). Una confezione alla ricerca di uno spazio fra decorativismo e melodrammaticità.
Sembra la moda del periodo, ma almeno un film sulla droga ogni tot deve uscire. Film decisamente troppo lento, senza una storia vera e propria, con un finale che spezza le gambe e controproducente. Film realizzato male, punta ad annoiare con la sua pesantezza; girato per chi ha intenzione di piangere.
E così l'Australia ha scoperto il demone della droga, una bella notizia che ci giunge da quel lontano paese, dopo che Stati Uniti ed Europa se la sfangano con questa piaga da una quarantina d'anni, almeno sullo schermo. E il cupio dissolvi nel quale si getta con una sorta di estasi narrativa il regista Neil Armfield lascia indifferenti a causa di un percorso narrativo visto mille volte a cominciare [...] Vai alla recensione »