| Titolo originale | 20 centímetros |
| Anno | 2005 |
| Genere | Commedia musicale |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Ramón Salazar |
| Attori | Pilar Bardem, Juan Sanz, Noel Salazar, Inma Olmos, Miguel O'Dogherty, Pep Noguera, María Lalane, Vicente Haro, Macarena Gómez, Concha Galán Lola Dueñas, Fany de Castro, Geli Albaladejo, Mónica Cervera, Richard Shaw, Najwa Nimri, Rossy De Palma. |
| Uscita | venerdì 26 agosto 2005 |
| MYmonetro | 2,59 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 15 marzo 2015
Incerto e impacciato il "paso adelante" di Ramón Salazar sogna (come la sua protagonista, Marieta, travestito dall'identità sessuale complessa che si prostituisce) di essere musical ma rimane video-clip. In Italia al Box Office 20 centimetri ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 142 mila euro e 34,7 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Marieta è un travestito madrileno che soltanto venti centimetri, quelli del titolo, allontanano dalla felicità. Marieta soffre di una forma di narcolessia che l'addormenta nei vicoli tristi della prostituzione e la sprofonda in numeri musicali, di cui è protagonista esplosiva e naturalmente "castrata". Se lungo i marciapiedi di Madrid Marieta vende il piacere per comprare la piena grazia femminile, in quelli glamour dei suoi sogni danza e canta, in vesti sempre diverse, il meglio della musica leggera europea. La sua vita è popolata da personaggi almodovariani che finiscono per ingombrare a passo di danza la sua fervente attività onirica. Dal nano Tomás, patetico (nel senso di páthos) nel tentativo di "abbracciare" uno strumento musicale troppo grande per braccia troppo corte, a La Frío, un trans dal cuore d'oro interpretata/o dalla s-grazia picassiana di Rossy De Palma, dalla Coniglietta, prostituta gravida che offre la sua condizione come una perversione, all'hermoso scaricatore col "vizietto" interpretato dal paso adelante di Pablo Puyol, già attore e ballerino dell'omonima serie tv. La partitura di passi e di immagini condurrà al lieto fine con tip-tap e zac. Versione grottesca di Dancer in the dark, Marieta è l'iberica epigone della Selma di von Trier con cui condivide un musical parallelo dove danzare la vita invece che patirla. Le similitudini ovviamente terminano qui.
Resta la sensazione di un'opera sopravvaluta soprattutto al festival di Locarno dove il film è stato presentato in concorso e replicato, pare, in piazza per un pubblico esageratamente generoso. Resta, ancora, la sensazione della "perdita", non solo di tempo.
Commedia musicale con una ricerca di identità sullo sfondo, "20 centímetros" segue, tra risate e lacrime, la vita di Marieta, travestito dall'identità sessuale complessa che si prostituisce. Marieta si sente donna, ma il suo corpo le ricorda che è un uomo. Non vuole più chiamarsi Adolfo, come il padre, e soprattutto non vuole più avere tra le gambe quei venti centimetri di troppo che le consentono di guadagnarsi da vivere sui marciapiedi di Madrid, ma che a lei suscitano soltanto disgusto e repulsione. Muovendosi in mezzo a una galleria di personaggi bizzarri - Berta, impiegata in un sexy shop che sogna di andare a vivere in Brasile, Tomás, nano melomane, Reponedor, seducente giovane con «glutei sodi come pesche» - Marieta ha un'unica ossessione: farsi operare al più presto e diventare così la donna che avrebbe sempre desiderato di essere. Affetta da narcolessia, malattia del sonno che la fa addormentare all'improvviso nei momenti meno opportuni, sogna ed evade dalla realtà con canzoni e balli, lontana dallo squallore del sua realtà quotidiana.
Il panorama cinematografico iberico in questi anni ha generato tanti, troppi imitatori del grande Pedro (Almodovar). Tutti bravini, tutti capaci di riprendere i temi proposti dal Maestro, molti di loro anche capaci di prendere in prestito qualcuno dei suoi attori preferiti (come in questo caso). Ne nascono dei film 'carini' che possono sembrare originali solo a chi va al cinema tre volte l'anno. Per il resto nulla di nuovo sotto il sole, compresa una retorica un po' posticcia, sia che si applichi agli etero che alle altre tendenze sessuali. In questo caso si tratta di gay e travestiti che sono tutti buoni, solidali e altruisti e quando gli capita di maltrattare qualcuno poi si pentono e cercano di farsi perdonare. Anche Pedro ogni tanto usa queste retoriche ma le sa quasi sempre tramutare in arte. Con gli altri restano divertimento favolistico.
Da Moulin Rouge a Dancer in the Dark, il musical di moda ha un paio di numeri obbligatori. Uno ambientato tra operai e fabbriche, un altro che colpisce allo stomaco. Ramòn Salazar prima fa ballare il muscoloso scaricatore di frutta e verdura tra i banchi del mercato. Poi scatena le infermiere in sala operatoria (colona sonora: I Want to Break Free dei Queen).