| Anno | 2005 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | Francia, Georgia |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Géla Babluani |
| Attori | George Babluani, Pascal Bongard, Aurélien Recoing, Fred Ulysse . |
| Uscita | venerdì 30 giugno 2006 |
| Tag | Da vedere 2005 |
| MYmonetro | 3,38 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 29 agosto 2013
Noir che si svolge fra i vicoli bui di una Parigi sconosciuta, abitata da delinquenti e malavitosi. Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office (13) Tzameti ha incassato 2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Sebastien è un giovane operaio georgiano emigrato di 22 anni che, nella rassicurante provincia francese, si occupa di alcune riparazioni in una villa in stato di decadenza. La persona che lo ha assunto non è in grado di pagarlo perciò lui ruba una lettera con alcune indicazioni misteriose. E' Infatti attratto dalla chimera di un grosso guadagno: segue le indicazioni sulla lettera per una sorta di caccia al tesoro e si ritrova così coinvolto in un giro clandestino da incubo in cui gli uomini scommettono sulla vita di altri uomini.
Sebastien decide di sostituirsi a un morto per overdose e di partecipare, al posto suo, al gioco della roulette russa dove l'esistenza umana dipende da un tamburo che spara alla luce di una lampadina che si accende.
Il regista georgiano Géla Babluani - qui alla sua opera prima - ci mostra il mondo dal punto di vista del protagonista: la curiosità di Sebastien si trasforma in orrore; il ragazzo entra in un microcosmo dove solo il Caso decide chi deve vivere e chi deve morire.
La scelta del b/n ricorda il cinema indipendente francese (quello di Mathieu Kassovitz, per esempio) che rende sullo schermo una realtà disperante e disperata: uomini alla deriva, uomini come bestie. La macchina da presa scorre lenta sui corpi e sui volti dei personaggi per scavare nelle anime spezzate di individui schiavi del denaro e della corruzione, prede dell'autodistruzione fisica e psicologica. Il montaggio dalle geometrie perfette e dal ritmo incalzante crea una situazione claustrofobica e spiazzante; la villa, il bosco, l'albergo, la stazione diventano non-luoghi, sono un universo senza futuro e senza via di uscita. Non si può non pensare a Il cacciatore. Non si può non chiedersi che cosa e chi stiamo diventando.
La roulette russa del "cacciatore" rimarrà la più famosa roulette russa del cinema, certo. Ma "il cacciatore" aveva bisogno del colore, aveva bisogno di recitazioni hollywoodiane condite di battutine salaci e gigioneggiamenti alla De Niro. In "13 tzameti" invece non ci sono battutine spiritose e mimiche facciali nei protagonisti, ma solo una lucida [...] Vai alla recensione »
Sebastien (Georges Babluani) è un operaio e non naviga nell’oro. Così un giorno accetta di fare delle riparazioni in una villa, un tempo lussuosa, ora in decadenza: neanche la situazione economica dei proprietari deve essere florida. La persona che lo ha assunto infatti non lo paga: a Sebastien non resta che rubare. E sottrae una lettera, che contiene indicazioni misteriose quanto preziose: le tappe [...] Vai alla recensione »