| Anno | 2004 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Argentina |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Lucrecia Martel |
| Attori | Mercedes Morán, Carlos Belloso, Alejandro Urdapilleta, Maria Alche, Arturo Goetz Mónica Villa. |
| Uscita | venerdì 10 dicembre 2004 |
| MYmonetro | 2,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Una ragazza ossessionata dalla religione e dal sesso che vuole 'redimere' un medico che 'ama' le donne. La Martel al suo secondo film delude. In Italia al Box Office La niña santa ha incassato 224 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Lucrecia Martel aveva favorevolmente impressionato il pubblico della Berlinale con il suo primo film "La Cienaga". Torna ora a raccontare un ambiente culturale analogo con alla supervisione quale produttore esecutivo di Pedro Almodovar. Ne nasce cosi' un film 'alla Almodovar' ma purtroppo senza la tensione di cui la Martel sa rendere le pieghe piu' nascoste e senza l'ironia del maestro. Si racconta cosi' di una ragazza che vive una religiosita' sessuofoba, pertanto ancor piu' carica di pulsioni sessuali, che intende redimere un medico che presta molta attenzione al sesso femminile. Ma il film non decolla mai anche se sembrerebbe desideroso di farlo. Un po' come i suoi personaggi.
Amalia è un adolescente argentina, che vive da anni in un albergo con la madre, donna ancora giovane ed attraente, separata dal marito. Frequenta un istituto religioso dove gli insegnamenti che riceve cozzano con le pulsioni sessuali tipiche dell’età, che condivide di nascosto con le compagne. Quando si invaghisce di un medico che alloggia nello stesso albergo per un congresso, [...] Vai alla recensione »
Siamo a La Ciénaga, la città della provincia argentina cui Lucrecia Martel aveva già intitolato il suo film d'esordio. E' inverno. Per strada si formano folle intorno a un uomo che suona, senza toccarlo, uno strano strumento. In un hotel fatiscente, dove si svolge un congresso di medici, l'adolescente Amalia subisce una duplice iniziazione: mentre i desideri sessuali le si risvegliano nel corpo, lo [...] Vai alla recensione »