| Anno | 1995 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Roberto Faenza |
| Attori | Marcello Mastroianni, Stefano Dionisi, Daniel Auteuil, Nicoletta Braschi, Marthe Keller Teresa Madruga, Nicolau Breyner. |
| Uscita | giovedì 6 aprile 1995 |
| Distribuzione | Mikado Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,04 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 febbraio 2020
Il romanzo di Antonio Tabucchi (che ha collaborato alla stesura dei dialoghi) ha costituito la base del lavoro di Faenza. Le difficoltà da superare er... Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento,
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CONSIGLIATO SÌ
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Il romanzo di Antonio Tabucchi (che ha collaborato alla stesura dei dialoghi) ha costituito la base del lavoro di Faenza. Le difficoltà da superare erano molte. Bisognava innanzitutto tenere conto della particolare struttura del testo letterario (con il ritorno della frase "sostiene Pereira" che segna la narrazione rinviandola a un'ipotetica dichiarazione che non esclude il verbale di polizia) e bisognava trovare il protagonista "giusto". Per "sostenere" il ruolo del redattore della pagina culturale del "Lisboa" nel Portogallo che si avviava quasi insensibilmente al lungo periodo buio della dittatura salazarista, era necessario un attore dall'acuta sensibilità. Non preoccupandosi delle pressioni produttive (qualcuno suggeriva il nome di Abatantuono) Faenza ha trovato l'adesione di Mastroianni imponendolo in una situazione come quella italiana in cui viene ritenuto un nome che non porta soldi al botteghino. Ne è venuta fuori la narrazione di una presa di coscienza, della necessità di rendersi conto che non esistono possibilità di chiamarsi fuori quando la libertà è in pericolo, che la letteratura e l'arte finiscono con diventare comodi alibi che si sbriciolano tra le mani di chi ha cercato di usarli, anche inconsapevolmente, come paravento. La versione italiana soffre (a differenza dell'originale francese) dell'impaccio della Braschi e di Dionisi in sala doppiaggio. Per il resto le polemiche relative a una troppo ossequiente adesione al testo letterario da parte del regista lasciano il tempo che trovano. Dopo Jona che visse nella balena Faenza continua il suo viaggio improntato all'analisi dell'idea di morte che ogni regime dittatoriale porta con sé. Che si tratti dell'eliminazione fisica o dell'ottundimento delle coscienze c'è sempre bisogno di un Pereira che rialzi la schiena riproponendo la vita e l'impegno come unica risposta "civile" possibile.
Uno dei capolavori del regista Roberto Faenza, "Sostiene Pereira", racconta le avventure di un giornalista durante la dittatura di Salazar a Lisbona. Questi incontra un rivoluzionario, che insieme alla sua compagna si oppone al regime, e che sarà barbaramente ucciso. Il giornalista si ribbellerà anche lui, a modo suo, facendo pubblicare il necrologio pieno di elogi e contro [...] Vai alla recensione »
Sostiene Pereira è l'intercalare-chiave del romanzo di Antonio Tabucchi pubblicato da Feltrinelli dal quale il film è tratto: il narratore riferisce, prendendo un poco le distanze, quanto si suppone gli sia stato raccontato dal protagonista dottor Pereira, anziano redattore della pagina culturale del quotidiano portoghese Lisboa nel 1938. Sostiene Pereira è l'espressione che ritma i capitoli, scandendo [...] Vai alla recensione »