| Anno | 1972 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Francesco Rosi |
| Attori | Gian Maria Volonté, Peter Baldwin, Luigi Squarzina, Renato Romano, Dario Michaelis Camillo Milli, Vittorio Fanfoni, Carlo Simoni, Franco Graziosi, Felice Fulchignoni, Jean Rougeul. |
| Tag | Da vedere 1972 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,56 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 28 gennaio 2022
Enrico Mattei, capo dell'Agip nel dopoguerra, risolleva le sorti dell'ente petrolifero sfruttando l'energia a basso costo del metano. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office Il caso Mattei ha incassato 1,1 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Unendo con rigore cronaca, ricostruzione documentaria e libera rievocazione, attraverso l'utilizzo di una pluralità di fonti e punti di vista (interviste, reportage, diapositive, intervenendo talvolta in prima persona per la formulazione di domande contestuali alla realizzazione del film) Francesco Rosi realizza con notevole efficacia il ritratto di Enrico Mattei " l'italiano più potente dopo Giulio Cesare". Il caso Mattei è un thriller politico, dal linguaggio cinematografico anticonvenzionale e dall'originale sobrietà di stile che raggiunge lo spettatore non solo emotivamente ma soprattutto lo coinvolge nella ricerca di nessi segreti e nascosti del potere costringendolo a intraprendere un cammino di presa di coscienza. E' l'impegno civile, il distacco critico, l'indagine sull'accertamento dei fatti e l'interrogazione sulle loro cause di un "condottiero" (così Fellini definiva Rosi) capace di rendere concreta per immagini una speculazione astratta attraverso la regia, rendendoci partecipi della sua indignazione morale e costante ricerca intellettuale.
Rosi facendo sua una suggestione che era stata dei neorealisti si occupa di temi di immediata attualità dove lo sguardo sui personaggi funziona da rivelatore della complessità storica e politica. Trattasi di cinema tutt'altro che ideologico ma in continua osservazione e ridefinizione, un cinema che offre uno scorcio eloquente della politica italiana del dopoguerra, di un'Italia dei risultati ma anche degli errori e delle contraddizioni. Sono gli anni del radicamento sociale dei partiti che si identificano nella rappresentanza popolare ma anche nei meccanismi clientelari. Nel 1953 nasce l'Eni (a cavallo appunto tra impresa pubblica e politica) grazie alle capacità di Mattei a cui era stato affidato il compito di liquidare l'Agip, una società statale istituita dal regime fascista e che Mattei amplia e riorganizza in Eni. Personaggio ambiguo e controverso, la cui influenza politica e i cui ambivalenti rapporti con la Democrazia Cristiana ne manifestavano la complessità e l'impossibilità di una sintesi univoca della sua personalità. Sotto la sua direzione vengono negoziate importanti concessioni petrolifere in Medio Oriente e conclusi accordi commerciali "scomodi" con l'Unione Sovietica portando alla rottura dell'equilibrio stabilito dalle "sette sorelle" del petrolio.
L'intreccio narrativo privo di una lineare concatenazione dei fatti traccia una rete di connessioni senza la pretesa di imporre verità assolute e senza dispensarsi dal sollevare dubbi sulla fine di Mattei (il bireattore personale su cui viaggiava il 27 ottobre 1962 precipitò nel cielo di Bescapè nei pressi di Milano), avanzando l'ipotesi, non di certo facile per quegli anni, di sabotaggio e di complotto. Tale tesi è accentuata dalla scomparsa in circostanze sospette nel 1970 del cronista Mauro De Mauro che avrebbe dovuto collaborare alla realizzazione del film ricostruendo le ultime ore di vita "dell'imprenditore di stato". Palma d'oro a Cannes nel 1972 ex aequo con La classe operaia va in paradiso di Elio Petri.
Enrico Mattei, capo dell'Agip nel dopoguerra, risolleva le sorti dell'ente petrolifero sfruttando l'energia a basso costo del metano. Mattei diventa così un uomo potente, ma nel 1962 perde la vita in un tragico quanto sospetto incidente aereo.
Il 27 ottobre 1962, un aereo precipita nella campagna di Bascapè, presso Pavia, provocando la morte delle tre persone che si trovavano a bordo del veicolo; fra queste c'era anche Enrico Mattei, presidente dell'ENI e figura di primissimo piano nel panorama politico italiano. Ma si è trattato davvero di un incidente? Il giornalista Mauro De Mauro indaga sulla vicenda, che presenta diversi aspetti poco chiari...
La morte di Enrico Mattei, presidente dell'Ente Nazionale Idrocarburi, in seguito a un tragico incidente aereo, resta ancora oggi una delle più discusse vicende di cronaca nella storia del nostro paese. A dieci anni di distanza da quegli avvenimenti il regista napoletano Francesco Rosi, un maestro del cinema impegnato, autore di pellicole quali Salvatore Giuliano e Le mani sulla città, ha firmato Il caso Mattei: un magistrale film-inchiesta che descrive la figura di Mattei e il suo ruolo sullo scenario politico ed economico dell'Italia del dopoguerra, e che racconta i retroscena del presunto incidente nel quale il numero uno dell'ENI perse la vita la notte del 27 ottobre 1962.
La pellicola di Rosi, premiata con la Palma d'Oro come miglior film al Festival di Cannes del 1972, miscela con abilità la ricostruzione della vita e della carriera di Mattei (interpretato da Gian Maria Volonté) con la tecnica del reportage e con spezzoni di interviste di uomini politici e giornalisti (oltre allo stesso Rosi, che ci parla della realizzazione del film). Fondendo gli elementi della fiction con uno stile sobrio e dal taglio documentaristico, Il caso Mattei ci illustra la parabola di quello che viene definito "l'italiano più potente dopo Giulio Cesare": la sua nomina, subito dopo la fine della guerra, a commissario straordinario dell'Agip, della quale riuscì ad evitare la vendita; le prime scoperte del petrolio e del metano in Italia; gli accordi commerciali fra Mattei e gli stati sovietici, che portarono alla rottura dell'equilibrio stabilito dalle "sette sorelle" del petrolio; l'influenza di Mattei in campo politico ed i suoi ambivalenti rapporti con la DC.
Rosi sfrutta i meccanismi del thriller politico per tracciare il ritratto di un personaggio carismatico, ma tuttavia non privo di una certa ambiguità, e sullo sfondo ci offre uno scorcio assai eloquente della politica italiana dal dopoguerra agli anni del boom. L'intreccio narrativo, percorso da una sotterranea vis drammatica, non manca di sollevare alcuni inquietanti dubbi sulla fine di Mattei, accentuati dalla misteriosa scomparsa del cronista Mauro De Mauro. Fra i maggiori pregi del film, non si può non citare l'eccellente interpretazione di Gian Maria Volonté, che riesce a restituire sullo schermo le complesse sfumature del suo protagonista.
Il titolo del mio commento (film e soap opera)non deve in nessun modo far presupporre a chi mi legge che io non abbia più che apprezzato l'ottimo film di Francesco Rosi "Il caso Mattei". Lo ritengo un film avvincente, geniale nella costruzione e nella sceneggiatura, avvincente per il tema trattato, simpatico e divertente per le idee cinematografiche (il regista che interpreta sé stesso nella ricerca [...] Vai alla recensione »