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La ricotta è forse il film più pregnante di Pasolini, cela dietro la ricostruzione della Passione, il credo e il ruolo dell'autore come forma di contestazione vivente.
Un atto di denuncia contro il ceto medio che non esiste, che è tuttavia un mostro e che vive come un parassita senza prendere mai posizioni.
Stracci è un "figurante" nel film della Passione, durante la pausa pranzo preso dalla furia di saziare anche i parenti cercherà altro cibo che però mangierà frettolosamente provocandogli così un indigestione che lo porterà alla morte sulla croce.
Il regista commenterà dicendo che la morte è l'unico evento che ci ricorda di essere stati in vita anche se si è nati come Stracci con una "vocazione a morire di fame".
In questo caso più che mai è possibile ammirare la tipica inquadratura Pasoliniana; legata in qualche modo da un accostamento pittorico, forti spunti sono presi da artisti come Caravaggio, Masaccio e Mantegna.
Le cosidette "inquadrature artistiche" sono a colori mentre il resto del film e in bianco e nero per permettere al fruitore di distinguerle meglio, le frequenti carrellate di volti indicano l'empatia che Pasolini ha con l'essere umano.
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