| Anno | 1957 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia, Spagna |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Nanni Loy, Gianni Puccini |
| Attori | Alberto Sordi, Carlo Ninchi, Luigi Tosi, Aurora Bautista, Alberto De Amicis Marcello Giorda, Rosita Pisano, Mario Passante, Ciccio Barbi. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,05 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 22 dicembre 2025
Alberto Mariani, sposato con Elena Bonfanti, traffica nell'edilizia con sotterfugi. Il matrimonio lo soffoca, pesano le differenze sociali e cognata.
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CONSIGLIATO SÌ
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Alberto Mariani, novello sposo di Elena Bonfanti, si dà da fare, con sotterfugi e intrallazzi nel mondo dell'edilizia abitativa. Il matrimonio gli sta togliendo progressivamente la libertà di movimento a cui tanto tiene. La differenza di status sociale tra lui e la consorte si fa sentire e la situazione si complica grazie alla presenza della cognata.
Il soggetto, scritto con l'inseparabile Rodolfo Sonego (a loro si aggiungeranno, nella fase di sceneggiatura, Nanni Loy, Gianni Puccini, Ruggero Maccari ed Ettore Scola), non ha vita facile.
L'attore nelle sue memorie ricorda come Angelo Rizzoli lo avesse convocato e avesse letto in modo meccanico il copione senza alcuna intonazione. "A ogni frase notavo lo sguardo di commiserazione che il commendator Rizzoli rivolgeva agli amici. Ghignavano tutti alle mie spalle. 'Sordi, ma dove crede di andare con battute simili? E chi pensa di far ridere?'" Il film avrà un grande successo al botteghino (così si chiamava il box office) ma si dovette andare a cercare un produttore in Spagna. La partner, Aurora Bautista, era madrilena e Roma venne ricostruita negli studi della capitale iberica. Loy e Puccini, che co-firmano la regia, vennero più che favorevolmente colpiti dalla professionalità di Sordi ma, al contempo, rilevarono che rimaneva costantemente 'l'attore' non permettendo mai a nessuno, anche fuori dal set, di intravedere l'uomo dietro la maschera. Quest'ultima però funziona anche in questo film offrendo ad Alberto Mariani i connotati caratteriali dell'imprenditore che si crede abile nel gestire le situazioni più rischiose trovandosi costantemente sul'orlo del fallimento.
Ma è sul versante dei rapporti all'interno della famiglia che la sceneggiatura offre occasioni per intaccarne il mito che in quegli anni, in cui il divorzio appariva come una meta lontana e forse irraggiungibile, dominava incontrastato. Già il giorno stesso del matrimonio i commenti non sono dei migliori e la lunga attesa di Alberto prima di pronunciare il fatidico sì diventa estremamente significativa. Pur con i toni e gli accenti tipici di Sordi il suo personaggio se la deve vedere con moglie, suocera, cognata (da una parte) e con sorella, cognato e zio dall'altra. Pur non apprezzandone le manovre sul piano professionale lo spettatore di sesso maschile finiva con il comprenderlo, almeno in parte. Non mancava poi il sottobosco politico e clericale in cui muoversi per avere concessioni (o magari vedersele rifiutare subendo anche umiliazioni). Loy e Puccini avevano senza dubbio i loro motivi per pensare che Sordi non si lasciasse mai andare. Ma nel suo atteggiamento complessivo nel corso del film il suo pensiero si rivela. I due Alberto (Mariani e Sordi) in fondo la pensano alla stesso modo. L'attore infatti affermava, sorridendo ma in realtà convinto di quanto diceva, di non essersi mai sposato perché non voleva mettersi 'un'estranea' in casa.
Senza voler in alcun modo insistere sul carattere velatamente"autobiografico"del film("Albertone scapolone", sempre, dunque da sposato anche in un film, chiaro che non si trovi bene)bisogna dire che questo"IL marito"(Gianni Puccini e Nanny Loy, anche autori del soggetto e della sceneggiatura con lo stesso Alberto Sordi, Rodolfo Sonego e Maccari e Scola, 1957)è un [...] Vai alla recensione »
Un concentrato di stereotipi sul matrimonio: la rinuncia alle partite allo stadio, agli amici scapoli, la noia domestica, l'invadente presenza di suocera e cognata, situazioni che pure sessant'anni fa non sussistevano nella maggior parte delle coppie sposate. Un maschilismo di fondo stemperato dalla vena comica di Alberto Sordi, che prende per mano tutto il cast, visibilmente inferiore a lui.
Anche i film vanno storicizzati non si può valutare un film di 60 anni fa con l'ottica di oggi.
Alberto Mariani, novello sposo di Elena Bonfanti, si dà da fare, con sotterfugi e intrallazzi nel mondo dell’edilizia abitativa. Il matrimonio gli sta togliendo progressivamente la libertà di movimento a cui tanto tiene. La differenza di status sociale tra lui e la consorte si fa sentire e la situazione si complica grazie alla presenza della cognata.
Sul versante dei rapporti all’interno della famiglia la sceneggiatura offre occasioni per intaccarne il mito che in quegli anni, in cui il divorzio appariva come una meta lontana e forse irraggiungibile, dominava incontrastato. Pur con i toni e gli accenti tipici di Sordi il suo personaggio se la deve vedere con moglie, suocera, cognata (da una parte) e con sorella, cognato e zio dall’altra. Pur non apprezzandone le manovre sul piano professionale lo spettatore di sesso maschile finiva con il comprenderlo, almeno in parte.