Moebius

Film 2013 | Drammatico, 90 min.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film con Cho Jae-hyun, Young Ju Seo, Lee Eun-woo, Yeong-ju Seo, Na-ra Lee. Cast completo Titolo originale: Moebiuseu. Genere Drammatico, - Corea del sud, 2013, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 5 settembre 2013 distribuito da Movies Inspired. - MYmonetro 2,47 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 16 ottobre 2014

Il film si focalizza sulla distruzione di una famiglia, interrogandosi sugli istinti sessuali di base.

Consigliato nì!
2,47/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 2,93
CONSIGLIATO NÌ
La provocazione più estrema di Kim Ki-duk, senza dialoghi e in chiave farsesca.
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 3 settembre 2013
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 3 settembre 2013

Dopo l'ennesimo tradimento del marito la moglie tenta di evirarlo senza successo. Finisce invece per evirare il figlio e poi fuggire, scatenando una reazione a catena incontrollabile. Il padre tenta in ogni modo di restituire una sessualità al ragazzo, nel frattempo vittima di ogni genere di abuso da parte dei coetanei, fino a far trapiantare il proprio pene nel corpo del figlio. Ma la madre intanto ritorna a casa e la tragedia familiare si aggrava ulteriormente.
Un titolo destinato a dividere e a far discutere, presentato come tale e servito su un piatto d'argento per le polemiche in patria (dove il film ha dovuto affrontare tre gradi di giudizio censorio e uscirà con numerosi tagli) e alla Mostra del Cinema di Venezia. Il Leone d'Oro di Pieta non ha tolto a Kim Ki-duk la voglia di provocare con un cinema sempre più disturbante, ma Moebius è un film che ama farsi odiare, in cui il gioco è troppo scoperto. Kim mette in scena una vicenda chiaramente grottesca in maniera ancor più grottesca, senza dialoghi e consegnandosi volontariamente e ripetutamente all'ironia più crassa (la sequenza del pene calpestato dai camion in corsa o le ricerche su Google in merito al trapianto di genitali).
Osservando Moebius in chiave di esperimento si può quasi apprezzare la volontà irridente nascosta in uno slapstick dell'eccesso, affidato al digitale grezzo e disadorno di una videocamera, che rimanda al porno comico nipponico del roman porno o del pinku eiga, quando non al trash di casa Troma. Non è lecito sapere se Kim Ki-duk conosca la Troma, è lecito interrogarsi sulla reale volontà di girare una farsa grandguignol o di proseguire - come probabile - un discorso autoriale, strapazzando così violentemente la propria poetica. Come in un'autoparodia fino alle estreme conseguenze o un tentativo di tornare sui temi portanti del proprio cinema - mutismo del protagonista maschile, tragedia greca e complesso di Edipo, natura bestiale dell'uomo, sessualità violenta, misoginia - spogliandoli di ogni orpello stilistico (sceneggiatura compresa) e di qualsiasi forma di autocontrollo. Il desiderio sessuale conduce inesorabilmente al dolore, il nucleo familiare alla tragedia, il maschile e il femminino regolano la propria relazione secondo leggi ancestrali brutali che precorrono qualunque forma di civiltà. Ed è in questo senso che il sottotesto misticheggiante si insinua, riprendendo in chiave farsesca il tema di Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera sulla necessità di purificarsi spiritualmente per ottenere la pace interiore; come se il percorso di redenzione passasse necessariamente da un'evirazione, sia essa simbolica o concreta. E il ricordo non può che andare ad Arirang - il film della cesura tra le due fasi principali della carriera di Kim Ki-duk, sempre più importante per comprendere l'autore - e alle lacrime che rigano il viso del regista mentre rivede Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera, piangendo lo smarrimento della propria musa. Forse ci prendeva in giro già allora, di sicuro si sta divertendo un mondo adesso, alle sue e alle nostre spalle, nella più beffarda delle rivincite contro il mondo del cinema.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 9 settembre 2013
MiroForti

Film ostico. Da guardare ma anche da raccontare, per le suggestioni estremamente personali che una rappresentazione del genere può provocare in ognuno di noi. Fuori concorso alla 70. Mostra del Cinema di Venezia, tutti aspettavano il ritorno di Kim Ki-duk, che l’anno prima era stato meritevole del leone d’oro con Pietà. Tutti si aspettavano anche qualcosa di sconvolgente e [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Un padre, una madre e un figlio adolescente. Quando la madre scopre che il padre ha una giovane amante, decide di vendicarsi sul figlio castrandolo. Naturalmente il padre non si dà pace e si immola donando al figliolo i propri genitali che gli vengono trapiantati. Con prevedibili conseguenze negli equilibri famigliari destinati ad attorcigliarsi in un circolo vizioso.

NEWS
NEWS
mercoledì 4 settembre 2013
Annalice Furfari

Tanto divismo e poca sostanza. Attesissima ieri al festival di Venezia l'attrice Scarlett Johansson, fascinosa e inavvicinabile protagonista di un autentico bagno di folla. Nonostante la sua eterea presenza, il film per il quale ha indossato vesti aliene [...]

VIDEO
venerdì 30 agosto 2013
Annalice Furfari

Promette scandali e il consueto lirismo rarefatto e tagliente, che ha reso il suo autore celebrato nel mondo. Moebius è il nuovo, attesissimo film di Kim Ki-Duk, vincitore del Leone d'oro con Pietà alla Mostra del Cinema di Venezia 2012.

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