| Titolo originale | Si può fare l'amore vestiti? |
| Anno | 2012 |
| Genere | Commedia sentimentale, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Donato Ursitti |
| Attori | Bianca Guaccero, Corrado Fortuna, Michele Venitucci, Paolo De Vita, Marina Rocco Maurizio Battista, Francesca Ceci, Cosetta Turco, Fabio Ferri, Anna Ferruzzo, Daniela Marazzita, Bonaria Decorato, Nicoletta Cefaly, Walter Nicoletti, Gianpaolo Quarta. |
| Uscita | giovedì 6 dicembre 2012 |
| Distribuzione | Iervolino Entertainment |
| MYmonetro | 2,32 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 dicembre 2012
Bianca Guaccero interpreta Aurora, una sessuologa costretta a fare i conti con l'ignoranza e il pregiudizio della comunità che vive nel suo paesino natale. In Italia al Box Office Si può fare l'amore vestiti? ha incassato 117 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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La telefonata di un'amica di famiglia riporta Aurora, sessuologa trentenne che da anni vive a Roma, nel paesino pugliese di cui è originaria, dove dovrà prendersi cura della madre ipocondriaca, ancora persa dietro al marito scappato con un'altra. L'impatto con la stretta dimensione di un luogo in cui tutti sono a conoscenza dei fatti privati di ognuno non sarà facile, ma la ritrovata amicizia con Andrea, ragazzo pieno di vita costretto a vivere il suo amore omosessuale in clandestinità, la porterà lentamente ad entrare in sintonia con un mondo da cui era voluta fuggire.
Il tema messo in campo da questa commedia dichiaratamente popolare è lo scontro tra città e paese, intese come freddezza e calore, ma anche come libertà e controllo, a partire da un argomento tabù come quello del sesso. Scritto da Giorgia Colli e Luca Biglione con la consulenza dello specialista Fabrizio Quattrini, Si può fare l'amore vestiti? puntella la storia con dati percentuali riguardo alle conoscenze e ai comportamenti sessuali del popolo italiano, proponendo un insieme di personaggi-facce immersi in situazioni-tipo. L'idea dell'agente esterno che mette in crisi l'equilibrio di un sistema consolidato, sebbene non nuovo, regge la prima parte di un film poi fiaccato da un mancato sviluppo dei personaggi e delle loro evoluzioni: escludendo gli equivoci sul lavoro di Aurora - per alcuni dei paesani una "sessuologa" ha a che fare con il mestiere più antico del mondo - e alcuni altri momenti leggerissimi, ma riusciti in cui hanno buon gioco gli interpreti, si avverte la mancanza di un piano di scrittura, specialmente nei punti di svolta dell'ultima parte, affastellati l'uno sull'altro nella maniera più prevedibile. Si ha come l'impressione di un film costituito dalla somma di diversi elementi che il pubblico (italiano) richiede e vuole vedere - il sud assolato e famigliare, la storia d'amore contrastata, la sequenza commovente - cui manca un collante, una concezione di fondo, un respiro che permetta loro di esistere nel tutto. Lo studio in cui Aurora riceve, quasi di nascosto, i paesani con problemi sessuali è ricavato dal retrobottega dell'amico Andrea, artigiano che fabbrica lampade, in una chiara metafora dove le sue consulenze sono tutt'uno con la necessità di illuminare "una zona" tenuta in ombra dal pregiudizio e dall'ignoranza. La pellicola diretta da Donato Ursitti è un esempio pigro di quel "cineturismo" sviluppatosi dal successo di Benvenuti al Sud e affini.
Aurora, Bianca Guaccero, è una sessuologa precaria che lavora a Roma. Fuggita, letteralmente da un paese della Puglia, torna a trovare la madre depresse e ritrova le proprie radici ed un reale equilibrio. La vera domanda è che spazio ha una sessuologa un Puglia ed il film risponde in maniera positiva, andando oltre i confini dei cosiddetti limiti culturali che in realtà rientrano [...] Vai alla recensione »