| Titolo originale | Live and Let Die |
| Anno | 1973 |
| Genere | Spionaggio |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 121 minuti |
| Regia di | Guy Hamilton |
| Attori | Roger Moore, Yaphet Kotto, Jane Seymour, Clifton James, Geoffrey Holder, Julius Harris David Hedison, Gloria Hendry, Bernard Lee, Lois Maxwell, Tommy Lane, Earl Jolly Brown, Roy Stewart (II), Lon Satton, Arnold Williams, Ruth Kempf, Joie Chitwood, Madeline Smith, Michael Ebbin, Kubi Chaza, Brenda Arnau, Robert Dix, James Drake, Dennis Edwards, Lance Gordon, Stephen Hendrickson, Della McCrae, Marc Smith, Don Topping, Gabor Vernon, Sylvia Kuumba Williams. |
| MYmonetro | 3,13 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 3 marzo 2020
Argomenti: 007 James Bond
In un'isola del Mar dei Caraibi un potente uomo di colore ha deciso di assoggettare gli americani bianchi fornendo loro enormi quantitativi di droga. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar,
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CONSIGLIATO SÌ
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James Bond parte dall'Inghilterra per una missione che lo porterà a New York, New Orleans e all'isola di San Monique in seguito all'uccisione dell'ambasciatore inglese all'ONU seguita da altri due omicidi. Il suo nemico principale è il dottor Kananga che ha un progetto legato al traffico di droga.
Dopo la non felice esperienza con George Lazenby in Al servizio segreto di sua Maestà e il ritorno di Connery in Una cascata di diamanti, è giunto il turno di Roger Moore di indossare i panni dell'agente segreto più famoso nel mondo (cinematografico).
Questo impone una svolta nella scrittura. Se la presenza di Connery in una qualsiasi scena implicava già il senso dell'azione e della famosa 'licenza di uccidere', quella di Moore non è altrettanto temibile. I toni della commedia 'british' iniziano a prevalere (anche se inizialmente si era pensato a Burt Reynolds per il ruolo). Sono gli anni del Watergate e l'immagine della spia non è certo tra le più positive.
Moore si trova in qualche misura a doverla riabilitare in un film in cui ci si lascia andare anche alla caratterizzazione sopra le righe (v. lo sceriffo). Il problema del film sta semmai nello stile da blaxploitation che però viene applicato in un plot in cui i 'negri' (questo è il termine utilizzato) sono tutti rappresentati in modo negativo, ivi compresa l'agente CIA doppiogiochista.
La questione peraltro si era posta in fase di scrittura quando il personaggio della cartomante Solitaire al servizio di Kananga aveva dovuto trasformarsi da nera a bianca perché la produzione aveva sollevato il timore che negli Stati del Sud una relazione più lunga di un mordi e fuggi di Bond con un'afroamericana avrebbe allontanato parte dei potenziali spettatori dall'andare a vedere il film. Nel complesso però, grazie anche alla hit di Paul e Linda McCartney che apre e chiude il film e a un finale straordinariamente aperto, il film si colloca nell'area positiva della saga bondiana.
In un'isola del Mar dei Caraibi un potente uomo di colore ha deciso di assoggettare gli americani bianchi fornendo loro enormi quantitativi di droga. Una veggente che era al suo servizio decide di aiutare James Bond a togliere di mezzo il criminale.
Dal romanzo forse più estremo di Ian Fleming Guy Hamilton si mantiene sullo stesso livello, almeno di successo di pubblico, del precedente "Diamonds are forever", in un film che risente della "blaxploitation" anni '70 (cinema d'azione violento con personaggi afroamericani) ma anche di una vena ironica molto accentuata, che in alcuni momenti spinge decisamente il pedale [...] Vai alla recensione »