| Anno | 2023 |
| Genere | Horror, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Patrick Wilson |
| Attori | Ty Simpkins, Patrick Wilson, Hiam Abbass, Sinclair Daniel, Andrew Astor Rose Byrne, Mary Looram, Tom Toland, Lin Shaye. |
| Uscita | mercoledì 5 luglio 2023 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,50 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 6 luglio 2023
L'ultimo capitolo della terrificante saga della famiglia Lambert. In Italia al Box Office Insidious - La Porta Rossa ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 1,5 milioni di euro e 606 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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La famiglia Lambert non vive un momento brillante. Papà Josh è un po' confuso, si è separato dalla moglie e vive un rapporto conflittuale in particolare con il figlio Dalton, che è cresciuto e inizia il suo percorso al college studiando arte. Né lui, né Josh sanno di avere cancellato con l'ipnosi i ricordi del loro terribile viaggio nell'Altrove popolato di anime dannate e fameliche. L'insegnante di Josh lo stimola, come il resto della classe, a ripescare nella memoria e nel subconscio ricordi e impressioni per arricchire la visione artistica. Quasi in trance, Dalton dipinge così una misteriosa porta rossa. Nel frattempo anche Josh, attraverso una risonanza magnetica e altri esperimenti, cerca di riguadagnare consapevolezza. Così facendo, però, ciò che di mostruoso era rimasto nell'Altrove cerca di tornare. E chiaramente non è un bene per nessuno.
Questo nuovo capitolo, il quinto, della serie di Insidious, si caratterizza per non avere in sostanza nulla di nuovo da dire.
Tornano in scena i Lambert, ma quello che fanno non presenta particolari elementi di novità e la storia, in pratica, si limita a rimestare vecchie situazioni e vecchie tematiche senza trovare svolte narrative che non sappiano di déjà vu.
Certo, soprattutto nella parte conclusiva, c'è un certo pathos e, in particolare per quel che riguarda il personaggio del padre, qualche approfondimento psicologico ce lo rende un po' più significativo, ma è proprio il minimo sindacale. In assenza di una costruzione narrativa capace di sviluppare un'accettabile tensione, c'è un utilizzo sovrabbondante di jump scares, come se bastasse fare 'buh' ogni tanto per spaventare il pubblico.
Qualche sobbalzo sulla poltroncina lo si produce di sicuro, ma è troppo poco. Il personaggio di Dalton è caratterizzato in modo spiccio e anche la sua interazione con Chris, che viene utilizzata in sostanza come banale comic relief, non riesce a convincere.
Patrick Wilson esordisce alla regia aderendo in pieno agli stilemi della serie e più in generale del tipo di horror propugnato da James Wan (qui tra i produttori): dimostra buona sensibilità e riesce a creare una densa atmosfera macabra che valorizza l'aspetto figurativo del film, ma non può sopperire alle carenze di una sceneggiatura corretta, ma senza particolare fantasia.
Come attore, Wilson offre una prova molto convincente che valorizza e rende sfaccettato il suo personaggio. Certo, il personaggio vincente di questa serie, la sensitiva Elise Rainier, qui, per ovvi motivi (essendo morta nel primo capitolo ed essendo evidentemente terminate le acrobazie narrative per rimetterla in scena), in pratica non c'è e la brava Lin Shaye si limita a un significativo (doppio) cameo, come i suoi storici assistenti.
In definitiva, il film resta godibile come intrattenimento per chi apprezza un horror soprannaturale non innovativo e per chi è legato ai personaggi di una serie comunque importante, ma è un'aggiunta non necessaria a un canone già compiuto.
Il quinto e ultimo capitolo della serie “Insidious”, che ormai dura da quasi cinque lustri, porta a compimento le origini della serie e ne è il suo giusto epilogo. L’operazione risulta troppo derivativa e parzialmente riuscita. Sebbene non sbalordisca e non presenti particolari elementi di novità, comunque funziona e non delude.
C'era una volta Insidious, il piccolo film horror con cui James Wan (regista) e Leigh Whannell (sceneggiatore e attore) si lasciavano definitivamente alle spalle la reputazione sanguinolenta acquisita con Saw, optando per una classica storia di case infestate. Da li è nato uno dei franchise di punta della casa di produzione Blumhouse, che nel terzo e quarto capitolo si è staccato dalla famiglia Lambert [...] Vai alla recensione »