Un documentario sul grande artista Mauro Pagani. I commenti del pubblico alle prime proiezioni del film. Il 16-17-18 febbraio al cinema.
Ci sono artisti che attraversano la musica senza mai porsi al centro della scena: presenze silenziose, quasi volutamente periferiche, ma dall'impronta indelebile. Mauro Pagani è uno di questi: profilo basso e mille idee, una riserva inesauribile di spunti sonori, capace di attraversare le epoche e di legarle con il filo invisibile del talento e della curiosità. Andando dove non so, documentario di Cristiana Mainardi, restituisce con misura e sensibilità la parabola di un musicista che ha fatto della discrezione una forma d'arte, accompagnando con la propria voce e i propri strumenti alcune delle pagine più alte della musica italiana.
"Grande personaggio, grande musica, grande film!", commenta uno spettatore. "Un regalo enorme, un viaggio emozionante, commovente, struggente. Ma anche uno slancio, un balzo, un'ispirazione, un soffio che ti spinge a credere ancora. La musica come guarigione, come speranza.", dice qualcun altro.
Andando dove non so - Mauro Pagani, una vita da fuggiasco sarà al cinema il 16-17-18 febbraio.
Ecco le prime reazioni del pubblico alla visione del film:
- Bellissimo viaggio musicale e dell'anima
- Ti mette tanto buon umore. Come vivere un sogno straordinario
- Poetico e sognante, restituisce un’esperienza musicale e umana vivissima
- Un viaggio affascinante e umanissimo che di questi tempi fa bene al cuore. Bellissimo il messaggio di Pagani: "noi" è necessario alla vita. Scambio, partecipazione, passione, curiosità. Vita. Senza tramonto
- Struggente. Che personaggio gigantesco, nella sua disarmante, poliedrica e complessa semplicità
- Doc ben fatto, imperdibile!
- Meravigliosa persona Mauro Pagani, e in questo film ne è venuto fuori un ritratto fedele e dolcissimo. Ben strutturato, con le testimonianze dei suoi amici artisti molto ben inserite
- Racconta un grande musicista italiano, ci mette in contatto con le innumerevoli modalità attraverso cui Mauro Pagani ha espresso le sue grandi capacità musicali per lunghi anni, attraverso epoche sociali politiche e, ovviamente musicali, molto diverse