Adam torna in Polonia per Natale nascondendo il vero motivo della visita. Tra rivelazioni e tradizioni, una notizia sconvolge la famiglia. Un esordio sorprendente, vincitore di 10 premi Orly, gli Oscar polacchi. GUARDA ORA »
di Simone Granata
Su MYmovies ONE è ora disponibile disponibile Silent Night (2017) di Piotr Domalewski, film dall’ambientazione natalizia ma dall’atmosfera per nulla conciliante.
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L’ottimo lungometraggio d’esordio dell’emergente regista polacco si svolge infatti la sera della vigilia di Natale, quando il giovane protagonista Adam (Dawid Ogrodnik), emigrato in Olanda per lavoro, rientra da solo in Polonia per trascorrere il giorno di festa con la sua famiglia d’origine. Adam arriva a casa, nella campagna polacca, con un’idea di futuro che non contempla il ritorno stabile in patria. Aspetta un bambino dalla fidanzata, e per questo ha portato con sé una videocamera con cui registrare momenti che forse un giorno potrà mostrare a suo figlio.
Prima di annunciare ai suoi parenti la notizia, però, Adam ha un favore da chiedere e deve pure fare i conti con un ambiente familiare tutt’altro che armonioso: il fratello con cui i rapporti sono irrisolti, genitori che non dicono ciò che pensano, zii e cugini che cercano di mantenere la facciata di normalità, persino il nonno che preferisce ubriacarsi di nascosto in macchina ancor prima della cena.
Insomma, un accumulo di screzi tenuti sotto il tavolo e di non detti pronti ad esplodere.
È un Natale di riunione forzata, dove ogni gesto e sguardo sembra in bilico tra affetto e rancore, e che finisce per esasperare tensioni rimaste a lungo sotterranee. Il clima natalizio, fatto di tavole imbandite e rituali tramandati, funziona come contrasto ironico e beffardo, e l’allegria di circostanza non basta a mascherare l’alcolismo latente, le frustrazioni, il senso di fallimento.
Seguendo i personaggi tra cucina, salotto, camere da letto e cortile fangoso, attraverso una messa in scena sobria e tesa, Domalewski riesce a guidare un cast corale efficace nell’esprimere un’umanità fragile, problematica e credibile.Silent Night (in originale: Cicha Noc) è inoltre un dramma tanto intimo quanto sociale, dove le criticità e le contraddizioni di una famiglia della provincia polacca diventano specchio deformante di quelle di un’intera generazione di giovani spesso costretti a cercare fortuna altrove.
È dunque un film anche sul presente della Polonia (e non solo) che tocca con realismo temi come la precarietà e la povertà del lavoro, la condizione femminile e la violenza coniugale, la solitudine di chi non sa più dove sentirsi a casa né come guardare al domani con fiducia.
Rovesciando l’idea classica del film natalizio e senza nessuna redenzione, Silent Night racconta la fatica di accordare le aspettative della famiglia con il bisogno di autodeterminarsi, e fa emergere tutta la difficoltà di stare insieme quando stare insieme fa male.
Perché soprattutto nei momenti di festa obbligati le crepe nelle relazioni non solo si moltiplicano, ma diventano impossibili da ignorare. Senza pietismi, Domalewski lascia che la verità amara di quei legami affiori, e in questo modo il film trova la sua dimensione più autentica.