Repubblica e MYmovies, in collaborazione con BiM, presentano in streaming un’indagine sull’età, sulla libertà, sull’ingegno e sulla persistenza del desiderio di vivere secondo le proprie regole, fino all’ultimo respiro. Da vedere insieme su MYmovies ONE dalle 20:00 a mezzanotte. PRENOTA GRATIS UN POSTO »
di Alberto Libera
Cosa spinge un uomo a continuare a vivere perennemente nell’ombra, sfidando la legge e limiti dell’età? Old Man & The Gun di David Lowery racconta la figura del ladro di banche Forrest Tucker (un indimenticabile Robert Redford), che ha trasformato ogni furto in un esercizio di stile e ingegno.
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La vicenda prende avvio con l’evasione di Tucker dal carcere, a ottant’anni suonati, e il suo immediato ritorno a una routine peculiare: pianificare rapine e metterle in atto manifestando una gentilezza d’altri tempi verso cassieri e clienti. Non ci sono né brutalità né violenza gratuita: il furto è eseguito con un sorriso al posto della minaccia e un biglietto da visita al posto della fuga caotica.
Lowery non si limita a raccontare la cronaca di azioni delittuose, ma osserva Tucker con ironica tenerezza, mostrando come la sua ossessione per il gioco e la fuga dalla routine quotidiana sia al tempo stesso un impulso vitale, una forma di libertà e una sfida alla vecchiaia.
Il regista lavora sul ritmo, alternando scene di suspense a momenti di quiete in cui la macchina da presa indugia inevitabilmente sul fascino discreto del protagonista. Il tempo del racconto procede allo stesso ritmo meditativo di quello anagrafico: la lentezza delle corse, il ripetersi dei riti, il sorriso malinconico di Tucker davanti alla vita che scorre.
Non c’è, però, solamente il carisma senza pari del protagonista: il film, infatti, possiede anche una struggente dimensione sentimentale. Tucker incontra Jewel (Sissy Spacek), una donna che conduce una vita semplice e frugale nella campagna. Tra loro non nasce una storia d’amore bigger than life ma un legame fatto di complicità, rispetto e capacità di accettare la fragilità dell’altro.
L’interpretazione di Redford è ovviamente perfetta: ogni sguardo, ogni gesto, ogni sorriso restituiscono la consapevolezza dell’età e della saggezza accumulata, senza cedere al sentimentalismo. Il film gioca col mito del «ladro gentiluomo» aggiornandolo però alla contemporaneità.
Lowery utilizza la luce naturale, la composizione raffinatissima dei piani e la cadenza geometrica del montaggio per restituire un senso di calma apparente, come se ogni scena fosse parte di un rituale quotidiano. La città, le banche, i paesaggi urbani non sono semplici sfondi: riflettono lo spirito del tempo, la nostalgia e la bellezza di gesti misurati e rispettosi.
Così, Old Man & The Gun diventa un’indagine sull’età, sulla libertà, sull’ingegno e sulla persistenza del desiderio di vivere secondo le proprie regole, fino all’ultimo respiro.
Il risultato è un’opera al contempo lieve e complessa, capace di alternare magistralmente ironia e poesia, azione e contemplazione, mostrando come la vita possa mantenere fascino e imprevedibilità anche quando l’incedere del Tempo mostra tutta la sua ineluttabilità.
Una riflessione memorabile sul mito e sulla realtà, sul crimine come gioco e sulla tenerezza che può accompagnarlo.
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