L'entusiamo dell'attore sulla serie TV che lo vede protagonista. Dal 15 maggio su Disney +.
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di Paola Casella
Da oltre trent’anni è la voce originale dei due cani più famosi di Topolinia: Pippo e Pluto. Non sorprende dunque che Disney+ abbia proposto proprio a Bill Farmer, doppiatore, cabarettista e presentatore televisivo, di condurre e firmare la serie Vita da cani con Bill Farmer che debutta il 15 maggio su Disney+. Vincitore del Disney Legend Award, Farmer è un quasi settantenne che ha conservato l’entusiasmo di un bambino e la voglia di mettersi in gioco: in Vita da cani lo vediamo su una tavola da surf, alle prese con un cuccioli di ghepardo o in cerca di balene, perché il programma parla anche di altre specie animali. I cani però sono i protagonisti assoluti e Farmer dispensa molti consigli su come rapportarsi con loro al meglio.
Come è nato il programma?
Un mio amico cameraman girava un programma sui cavalli da caccia alla volpe, ma il programma era ambientato in Nevada, e là di volpi non ce ne sono! Dunque doveva filmare gli allenamenti dei cavalli con i cani al posto delle volpi, e conoscendo la mia cinofilia mi ha chiesto una mano. Al montaggio però ci siamo accorti che il girato più interessante era il backstage di noi due che giocavamo con i cani. A una festa ho incontrato un dirigente Disney, gli ho raccontato questa storia e lui mi ha intimato: “Se vuole fare un programma su lei e i cani lo proponga a me!”.
Quando è cominciato il suo amore per i cani?
Li ho sempre amati, fin da bambino. Attualmente ne ho due che fanno parte a pieno titolo della mia famiglia: un Pitbull di nome Boo e un Westie di nome Roxie. E quando da piccolo facevo le prime imitazioni la mia preferita era quella di Pippo, proprio perché è un cane. Quando ho ottenuto il primo provino per la Disney ho portato quell’imitazione e mi hanno assunto sui due piedi. D’altronde erano anni che mi esercitavo!
Il nome originale di Pippo è Goofy che vuol dire goffo, e anche lei nel programma sembra un po’ pasticcione…
In effetti faccio disastri e dò la colpa a Pippo! Durante la puntata su un cane che fa surf ho provato a salire sulla tavola con lui ma ero terrorizzato perché quel giorno il mare era pieno di meduse: dunque sono sembrato anche più imbranato del solito. Ma credo che l’essere impacciato sia il segreto della mia popolarità come di quella di Pippo: tutti abbiamo un lato goffo che ci rende ridicoli ma anche simpatici.
Quali scoperte ha fatto a proposito dei cani creando Vita da cani con Bill Farmer?
Ho scoperto che i cani svolgono i lavori più disparati: da quello che fa la guardia alle api a quello che raccatta gli oggetti per un ragazzo che, a causa di una malattia, non si può piegare. Ho anche scoperto che i cani hanno un senso dell’olfatto estremamente sviluppato: il Lagotto Romagnolo, ad esempio, che è il miglior cane da tartufi al mondo. Ma ci sono anche cani che riescono ad annusare malattie come il cancro, la malaria o la polmonite: tant’è vero che ora li stanno addestrando per fiutare il Covid -19.
Altre scoperte?
Non sapevo quanto l’appartenere ad una razza comporti abilità naturali: non devi insegnare a un Collie a fare il pastore, o a un Labrador a fare il bagnino, o a un San Bernardo a salvare chi resta bloccato nella neve. Però all’interno delle varie specie ogni cane ha il suo carattere individuale.
All’interno del programma c’è un segmento dedicato alle storie degli spettatori e dei loro cani. Come è nata l’idea di inserirlo?
I social media sono pieni di filmati di proprietari di cani e abbiamo ritenuto giusto scegliere le storie più speciali e dare loro la possibilità di raccontarle. Ne abbiamo trovate così tante che se Disney deciderà di continuare la serie ne abbiamo già una cinquantina in attesa!
Lei ha un rapporto istintivo non solo con i cani ma con tutte le specie animali. Qual è il suo segreto?
Mi affascinano da sempre, da ragazzo volevo studiare biologia, loro sentono il mio affetto e lo ricambiano in modo totale e incondizionato. Non giudicano, e sanno starti vicini nei momenti di difficoltà: ad esempio durante questa pandemia sono una compagnia preziosa per molti di noi.
Mi tolga un dubbio amletico: perché, nei fumetti e nei cartoni animati Disney, Pippo è trattato come un essere umano e Pluto come un animale?
Pluto è nato come il cane di Minnie e ha mantenuto le caratteristiche dell’animale da compagnia, Pippo invece è stato concepito fin dall’inizio come una razza a parte, cui sono state date caratteristiche antropomorfiche. Non ha molto senso, lo so, ma ha significato doppio lavoro per me!
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