La serie horror con Uma Thurman si inserisce nel filone incentrato sui trapianti di organi. Ora su Netflix.
di Rudy Salvagnini
Proprio quando ha deciso di perdere la verginità con il focoso fidanzato TJ, la diciassettenne Sasha è colta da un grave attacco cardiaco. Portata d'urgenza in ospedale viene sottoposta a un trapianto di cuore. Quando si è ristabilita e cerca di recuperare una vita normale, lo zio Frank, con cui vive e per il quale lavora nel suo negozio di acquari e pesci tropicali, gli presenta Ben Lefevre, il padre di Becky, la ragazza donatrice. Se Sasha e Frank vivono con più di qualche problema economico in un ambiente molto popolare, Ben e la moglie Nancy sono molto ricchi e offrono a Sasha una borsa di studio in memoria di Becky in un rinomato istituto. Sia pure combattuta, Sasha accetta e si ritrova in un mondo del tutto nuovo. Ma la ragazza comincia anche ad avere strane visioni e percezioni. Cerca di saperne di più su Becky a partire dalla vera causa della morte, ammantata di mistero. E più scopre, più c'è da sapere in un viluppo sinistro e ambiguo.
È dai tempi di Le mani dell'altro (1924) di Rupert Wiene, prima trasposizione cinematografica del romanzo "Le mani di Orlac" di Maurice Renard (poi riportato sullo schermo più volte: Amore folle, Le mani dell'altro di Greville, Le mani dell'assassino), quando il tema dei trapianti era pura fantascienza, che si propaga la supposizione, o la sensazione, che qualcosa della personalità del donatore si trasmetta al ricevente assieme all'organo trapiantato. Si tratta, com'è ovvio, di una tesi priva di fondamento, ma molto suggestiva e narrativamente funzionale, anche solo per suggerire sospetto e inquietudine.
Chambers, serie televisiva creata per Netflix da Leah Rachel e in questa prima stagione composta da dieci episodi, riprende queste tematiche con un organo del tutto centrale nell'organismo umano, il cuore. Le riprende e le rielabora in modo complesso e per certi versi raffinato anche se mette sin troppa carne al fuoco rispetto a quanta ne possa cucinare. Ma, del resto, è la prima stagione.