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Temporary Road, il racconto di (una) vita di Franco Battiato

Il cantautore siciliano è protagonista di un libro+dvd che ne evidenzia il carattere diverso, non prevedibile, elitario.
di Pino Farinotti

mercoledì 16 gennaio 2019 - News

"Cerco un centro di gravità permanente...". È un segnale preciso, univoco, di un'intenzione e di un destino. È una frase, è notorio, che appartiene a una canzone di Franco Battiato, personaggio diverso, non prevedibile e misurabile, capace di cercare e di trovare un progetto e un'indicazione che poi rimane, è rimasta, nella memoria della musica e della tradizione, una colonna sonora che appartiene, è legittimo dirlo, a una certa élite. Che Franco Battiato sia protagonista di un "libro+dvd" Temporary Road, edito da La nave di Teseo, è una conseguenza quasi in automatico. Perché anche la casa editrice appartiene a una certa élite. E perché la sua anima-fondatrice, Elisabetta Sgarbi è un personaggio da élite. Élite veloce sorprendente e coraggiosa.

L'anno del... coraggio eccetera è il 2015. La vicenda è nota ma perché non ricordarla? È quando la Sgarbi lascia la Bompiani, dove è messa molto bene, per fondare la sua casa editrice. Elisabetta è delusa e infastidita dall'operazione "mercantile" della cessione della Rcs Media Group, della quale Bompiani faceva parte, alla Mondadori. Da qual fastidio e da quella sfida nasce La nave di Teseo. "Centro di gravità" attiene senz'altro alla "Nave" che si posiziona come garante di un equilibrio che stava per sconfinate nel monopolio. E poi la qualità, che già sta nei "primi motori", nomi importanti a cominciare da Umberto Eco, scrittore del mondo e poi Veronesi, Colombo, Andreose, fra gli altri. Il catalogo è... nobile, altri nomi: Houellebech, Coelho, Higsmith, Moody, Cotroneo e, naturalmente Vittorio Sgarbi, con riproposte classiche come Scerbanenco.

Tornando a Battiato: Temporary Road, per la regia di Giuseppe Pollicelli e Mario Tani, racconta, in carta e sullo schermo la vicenda dell'artista. Anche il film può fare parte del cartello "élite". Non lo troverai nelle classifiche del box office tradizionale, inserito fra Aquaman e Spider-Man, ma lo troveresti in un catalogo di qualità. Qualche film l'ho visto, ma non conoscevo questo titolo del 2013 e ho creduto che meritasse un promemoria.

"Stavo sempre seduto sopra un muretto a guardare il mare". Dice Battiato all'inizio. Ed è un'immagine pertinente, evocativa, rispetto alla ricerca, larga, ecumenica, del musicista.

Stralcio della quarta di copertina: "Battiato si racconta con confidenza e completezza, nei luoghi della sua Sicilia - l'Etna, Milo - e dei tour più recenti, ripercorrendo le tappe fondamentali del suo percorso artistico e umano, della sua complessa biografia musicale e culturale. Emerge, essenziale, limpida e irripetibile la voce di un artista ch si muove nel mondo con la tensione, a spiegare ciò che può essere spiegato e a nascondere ciò che deve rimanere taciuto, in un'indagine ininterrotta verso l'evoluzione di sé e dell'arte".


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