Advertisement
Billo: "Andate al cinema". Parola di Youssou N'Dour

Storie di amori e integrazione a Roma.
di Marianna Cappi

Passione e integrazione
Thierno Thiam (53 anni) 11 dicembre 1972, Touba (Senegal) - Sagittario. Interpreta Billo nel film di Laura Muscardin Billo - Il Grand Dakhaar.

mercoledì 17 settembre 2008 - Approfondimenti

Passione e integrazione
L'opera seconda della regista Laura Muscardin porta il titolo di Billo, Il Grand Dakhaar, narra con ironia e sentimento una storia di migrazione e, in quanto prima co-produzione cinematografica Italia-Senegal, dimostra di per sé che l'integrazione è possibile, basta volerla fortemente.
E l'hanno voluta raccontare in molti la storia di Thierno detto "Billo", ragazzo senegalese che decide di partire per l'Italia per migliorarsi come sarto, finisce in prigione come presunto terrorista, tocca il fondo e risorge grazie all'amore di due donne, una bianca e una nera, una qua e una là. Mentre in Senegal finanziava il musicista Youssou N'Dour, anche autore delle musiche, in Italia il cast tecnico e artistico si autofinanziava, prestando il proprio lavoro in cambio di una quota dei diritti del film.
"Abbiamo lavorato come "negri" per fare uscire questo film –scherza il produttore e sceneggiatore Marco Bonini- e dobbiamo ringraziare soprattutto Enzo Porcelli (Achab Film) che ci ha salvato decidendo di riprendere la sua attività di distributore proprio con questo film.
Costato poco più di 600.000 euro, Billo varcherà la soglia delle sale italiane dal 19 settembre. A Roma, la regista e gli interpreti lo hanno presentato non a caso al cinema Aquila, nel quartiere del Pigneto, dove la percentuale di immigrati supera il 10% degli abitanti.

Intervengo gli autori e i protagonisti
Il film affronta con tono favolistico un argomento normalmente trattato con il registro drammatico. Ci spiega questa scelta?
(Risponde la regista Laura Muscardin) Abbiamo scritto il film due volte. La prima romanzando la storia vera di Thierno e la seconda volta al montaggio, con Marco Spoletini. È una favola in quanto Billo è un moderno Pinocchio, che fa degli incontri e deve superare delle prove, e in quanto non aspiravamo a raccontare più di questo, miravamo alla semplicità.

Il finale si direbbe ottimista. Era questo il messaggio che volevate lasciare?
(Risponde lo sceneggiatore Marco Bonini) Il finale, in realtà, è aperto. Non esiste ancora una soluzione per la condizione in cui si trova Billo alla fine del film. Sta alla società scrivere il finale.

La parola al protagonista, Thierno Thiam.
Spero che questo film dia una speranza agli stranieri meno fortunati di me. Io sto realizzando il mio sogno ma so benissimo che questo non è un momento facile per gli stranieri in Italia. Sono finalmente italiano, ho vissuto qui più della metà dei miei anni, penso in italiano e agisco in africano. Ma trovo orribile che nel 2008 qui ci sia ancora gente che muore per il colore della pelle. L'integrazione non è naturale, bisogna cercarla, volerla, costruirla.
Interviene la regista: Anche in Africa esiste una sorta di diffidenza verso i bianchi, perché chi di loro va in Europa muta fatalmente i propri costumi e chi resta se ne rammarica, ma è ben diverso dal nostro razzismo. Durante le riprese, eravamo là in tre donne sole, minute, bianche e cattoliche, eppure ci hanno accolto e ospitato senza mai farci sentire indesiderate.

Un contributo musicale degno di nota
Come si è svolta la partecipazione di Youssou N'Dour al progetto?
(Risponde la regista) L'ho raggiunto al termine di un concerto, gli ho parlato del mio film e gli ho chiesto spudoratamente se voleva fare le musiche. Lui ha risposto che non solo accettava di musicarlo ma voleva anche produrlo. Però poi è scomparso nel nulla. Fatte e finite le riprese ho passato 15 giorni in Senegal seduta davanti al suo ufficio ad aspettarlo. Bisogna considerare che, al suo paese, è la persona più importante dopo il Presidente. In ogni caso alla fine è arrivato e ha fatto esattamente quello che aveva promesso di fare. Prima di sparire un'altra volta.
La parola a Youssou N'Dour:
Sono stato subito interessato a produrre questo film per i temi che tratta –la famiglia e l'integrazione- e perché credo che ogni film che parla dell'Africa dovrebbe coinvolgere l'Africa anche a livello economico.
Ha lavorato alla musica come faccio sempre, seguendo le suggestioni delle immagini, i colori, i suoni. Quando ho sentito "il barcarolo" mi ha commosso subito, era come se fosse una mia canzone. Anche le persone a cui l'ho fatta ascoltare in Senegal l'hanno amata molto.
Invito il pubblico senegale ad andare a vedere Billo perché parla di noi, delle nostre vite in Italia, di quanto ci sforziamo per avere delle vite dignitose fuori dal nostro paese. Dovete andare al cinema. Dovete vedere "Billo".

Gallery


Tutti i film da € 1 al mese

{{PaginaCaricata()}}

Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Accedi | Registrati