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alexy
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giovedì 1 marzo 2012
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siamo tutti colpevoli
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film bellissimo,due cose vorrei avere risposte , la prima, come facevano i militari francesi e/o tedeschi a eseguire ordini orribili come portare esseri umani ( vecchi,donne, bambini) nei campi di concentramento e poi nei forni e/o camera a gas. La seconda vorrei che questi film siano proiettati nei cinema del mondo arabo per informare il popolo arabo perchè gli ebrei hanno lasciato l'europa per andare in un paese desertico in m.o.
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sarussi
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lunedì 20 febbraio 2012
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vento di primavera
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Ho avuto attraverso la scuola il piacere di vedere questo film.. e stupendo..
Ero insieme ad alcune mie amiche e ci siamo commosse molto.. vorrei rivederlo..
Non capisco il perche hanno "sterminato " gli ebrei..
Fiml stupendo *.*
Eh Noel *.* che cercava la madre.. ma lei ormai era in cielo..
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francesco2
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giovedì 9 febbraio 2012
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fragile
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Prima parte desolante, se non pessima: una Francia di quadretti, mal tratteggiata. Gli eventi terribili che incombono, sembra, spazzeranno via solo i bozzetti.
Più interessante(Sic!), appare, la (ri) costruzione della famiglia: il padre non è il classico "Buono", è un comunista che non (rac)coglie neanche i suggerimenti della figlia, forse per una fiducia "Proletario-rivoluzionaria" nel genere umano, chissà. Proprio questa ragazza non viene messa a tacere dai genitori nonostante la giovane età: forse la cosa non è molto realistica, comunque i due la SENTIRANNO senza ASCOLTARLA, anche perché, sostengono, la cosa non avrebbe sortito effetti. Più avanti, comunque, la rgazza non sembrera poi così matura e ponderata, forse perché vinta da eventi (molto) più grandi di lei (E di noi).
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Prima parte desolante, se non pessima: una Francia di quadretti, mal tratteggiata. Gli eventi terribili che incombono, sembra, spazzeranno via solo i bozzetti.
Più interessante(Sic!), appare, la (ri) costruzione della famiglia: il padre non è il classico "Buono", è un comunista che non (rac)coglie neanche i suggerimenti della figlia, forse per una fiducia "Proletario-rivoluzionaria" nel genere umano, chissà. Proprio questa ragazza non viene messa a tacere dai genitori nonostante la giovane età: forse la cosa non è molto realistica, comunque i due la SENTIRANNO senza ASCOLTARLA, anche perché, sostengono, la cosa non avrebbe sortito effetti. Più avanti, comunque, la rgazza non sembrera poi così matura e ponderata, forse perché vinta da eventi (molto) più grandi di lei (E di noi).
E' la parte più gradevole di questo filmetto: garbata e non sdolcinata appare anche l'amicizia tra i due bambini. Proprio il loro misto di s upore e tenerezza sono ciò che, secondo me, la regista coglie meglio, anche nella prima parte che ho quasi stroncato. Quando gli "Imfanti" vengono visti e non più intra-visti,"Vento di primavera" assume quel garbo più "Francese", che caratterizza anche battute come quella del padre, che al campo dice al figlio. "Non preoccuparti, ora staremo tutti insieme!"
In mezzo a tutto questo compaiono anche i cattivi, ritrati(?) _Spiace dirlo-, anche peggio dei "Normali". La regista cerca di creare due piani che dovrebbero coesistere tra loro: dapprima tra questi "Cattivi" e la famiglia (semi) buona (Ad esempio,ad un movimento della loro casa corrisponde un altro nel bunker nazista).Un'idea non male, come anche,secondo chi scrive ma non secondo tutti, quella di fare coesistere scene sugli oppressi con quelle sugli oppressori (Da questo punto di vista, quella di Hitler che festeggia la nipotina è una delle migliori del film).
Peccato che chi scrive conosca anche poco il Tedesco, e quindi dei dialoghi non abbia capito nulla, fatta eccezione per quest'ultima scena. Perché non sottotitolarli?
L'ultima parte ci riporta alla dimensione retorica ed ingenua della prima parte, complici anche figure come quella della Laurent e di Reno, caratterizzate(?) in modo elmentare e didascalico. Nel complesso, un (Globalmente) dignitoso filmetto, per non dimenticare davanti alla TV.
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cenox
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sabato 4 febbraio 2012
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parigi nel 1942
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In questo film storico si focalizza l'attenzione nel periodo in cui buona parte della Francia, compresa la capitale Parigi, è sotto il dominio tedesco con a capo Hitler. Diventa quindi urgente anche il problema della razza, in quanto sono tantissimi gli Ebrei già presenti a cui si sono sommati quelli fuggiti proprio in Francia. E da qui si seguono le storie di diverse famglie di Ebrei, che nella speranza che niente potesse accadergli, decidono di non cercare di abbandonare il suolo francese (cosa per niente facile tra l'altro) fino al momento della grande retata, in cui dovrebbero venir catturati ben 25000 Ebrei, mentre grazie al coraggio di famiglie francesi, ne vengono catturati "solo" 12000.
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In questo film storico si focalizza l'attenzione nel periodo in cui buona parte della Francia, compresa la capitale Parigi, è sotto il dominio tedesco con a capo Hitler. Diventa quindi urgente anche il problema della razza, in quanto sono tantissimi gli Ebrei già presenti a cui si sono sommati quelli fuggiti proprio in Francia. E da qui si seguono le storie di diverse famglie di Ebrei, che nella speranza che niente potesse accadergli, decidono di non cercare di abbandonare il suolo francese (cosa per niente facile tra l'altro) fino al momento della grande retata, in cui dovrebbero venir catturati ben 25000 Ebrei, mentre grazie al coraggio di famiglie francesi, ne vengono catturati "solo" 12000. Questi verranno trasportati nel velodromo d'Hiver, in attesa di un nuovo spostamento, più precisamente nei campi di raccolta francesi, prima di essere smistati e deportati nei campi di sterminio polacchi. La vicenda è inoltre seguita in prima persona da una coraggiosissima crocerossina, che si prende cura degli ammalati e dei bambini del campo, provando l'angoscia di colei che nulla può fare per evitare ciò che nessuno avrebbe mai potuto nemmeno immaginare.
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belzy12
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mercoledì 1 febbraio 2012
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film imperdibile per non dimenticare
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Sto guardando il film in questo momento e lo trova bellissimo. Dovrebbe essere visto da tutti, sopratutto i ragazzi e da quelli che dicono che sono cose passate e non più importanti.
Belzy12
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duchetta
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martedì 31 gennaio 2012
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quello di cui il genere umano è capace
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guardando questo film, ho provato un dolore profondo, talmente forte - sapendo che quello che vedevo era basato su fatti realmente accaduti - che è stato inevitabile lasciarmi andare ad un pianto a dirotto. Ed il resto della giornata vissuto con il lutto dentro. A coloro che, vedendo il film da un punto di vista tecnico, debbono denunciare le piccole incongruità storiche o gli errori di regia, dico semplicemente: cavolo, ma chi se ne frega. Se solo una piccola parte di quanto ho visto nel film è storia realmente accaduta, Dio, ma di cosa è capace l'uomo.
Che la storia ci insegni a vivere con dignità e onore, che mai più un solo essere vivente possa soffrire il male causato dal genere umano.
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guardando questo film, ho provato un dolore profondo, talmente forte - sapendo che quello che vedevo era basato su fatti realmente accaduti - che è stato inevitabile lasciarmi andare ad un pianto a dirotto. Ed il resto della giornata vissuto con il lutto dentro. A coloro che, vedendo il film da un punto di vista tecnico, debbono denunciare le piccole incongruità storiche o gli errori di regia, dico semplicemente: cavolo, ma chi se ne frega. Se solo una piccola parte di quanto ho visto nel film è storia realmente accaduta, Dio, ma di cosa è capace l'uomo.
Che la storia ci insegni a vivere con dignità e onore, che mai più un solo essere vivente possa soffrire il male causato dal genere umano.
Lidia
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linus2k
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lunedì 16 gennaio 2012
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regia debole per una storia potente
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La retata del velodromo d'inverno, luglio 1942, segna una delle pagine più vergognose e terribili della storia francese. Siamo nella Parigi occupata e il maresciallo Petain, sotto pressione tedesca, ordina la retata e la cattura di 13.000 ebrei di cui 4000 bambini, destinati ai campi di sterminio dell'est Europa.
Il film "Vento di Primavera", racconta, per la prima volta al cinema, questa episodio, e lo fa nei termini e nei modi tipici del film sull'Olocausto.
Come ogni film sulla Shoah, è un pugno nello stomaco, una sofferenza minuto per minuto. La regista parte dal punto di vista dei bambini e della quotidianità familiare di una Montmatre serena ed accogliente, per raccontare lo stupro civile e sociale perpetrato dai militari francesi collaborazionisti e da quelli tedeschi.
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La retata del velodromo d'inverno, luglio 1942, segna una delle pagine più vergognose e terribili della storia francese. Siamo nella Parigi occupata e il maresciallo Petain, sotto pressione tedesca, ordina la retata e la cattura di 13.000 ebrei di cui 4000 bambini, destinati ai campi di sterminio dell'est Europa.
Il film "Vento di Primavera", racconta, per la prima volta al cinema, questa episodio, e lo fa nei termini e nei modi tipici del film sull'Olocausto.
Come ogni film sulla Shoah, è un pugno nello stomaco, una sofferenza minuto per minuto. La regista parte dal punto di vista dei bambini e della quotidianità familiare di una Montmatre serena ed accogliente, per raccontare lo stupro civile e sociale perpetrato dai militari francesi collaborazionisti e da quelli tedeschi.
E' un lento, continuo e inesorabile cammino nella sofferenza, sottolineato dal triplice piano narrativo, quello del maresciallo Petain, di Hitler nel suo bunker, e dei protagonisti diretti, delle famiglie, del medico ebreo magistralmente interpretato da Jean Reno e dall'infermiera eroica, una convincente Mélanie Laurent, già Shosanna di Tarantino.
Sicuramente la Storia colpisce e ferisce, ma analizzando il film su un piano prettamente tecnico ci si potrebbe chiedere quanto l'emozione giunga dalla storia in sé e quanto lo stile registico, la fotografia, la scelta narrativa abbiano pesato.Per essere più chiari: fosse stato un film per la tv avrebbe di sicuro emozionato ugualmente? La risposta è sì... anzi... forse sarebbe stato più adatto.
Il limite del film infatti è la debolezza registica ed una fotografia spesso anonima e poco convincente, che per l'importanza della storia rimane in secondo piano e pesa meno, ma di certo, ad un'analisi più fredda ed emotivamente meno condizionata, mostra tutte le sue lacune e le sue debolezze... Perché siamo lontani dal registro cinematografico tipico dei grandi del cinema francese e rimane una sensazione di progetto riuscito a metà. La storia in definitiva va avanti per conto suo, per la sua drammaticità storica naturale, ma non risulta accompagnato e impreziosito dalla regista, forse non sufficientemente adatta a gestirlo.
Certo è un film da vedere, da far vedere, da consigliare e da far vedere nelle scuole per il suo scopo didascalico valido ed efficace, per mantenere sempre vivo il ricordo di quel periodo drammatico.
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nick castle
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domenica 24 luglio 2011
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l'estate francese del 1942...
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Nel gennaio 2011, l'olocausto è tornato sugli schermi italiani, nelle diverse occasioni di vedere il terzo reich, l'olocausto e la seconda guerra mondiale in generale, ci siamo sempre abituati alla questione polacca dell'olocausto, ricordiamo ad esempio "Il pianista", "Schindler's List" e altri, ma mai avevamo visto il punto di vista degli ebrei in Francia e le motivazioni esposte dal governo collaborazionista francese. Rose Bosch ci propone la questione in vena ovviamente drammatica, ma meno crudele delle altre volte, lasciando un discreto spazio anche alla malinconia. Ottimi attori, Jean Reno bravo come sempre, Melanie Laurent astro nascente del cinema francese è un po' fredda e manca di passione, pur cavandosela comunque, mentre Gad Elmaleh sorprende, in uno dei suoi rari ruoli drammatici.
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Nel gennaio 2011, l'olocausto è tornato sugli schermi italiani, nelle diverse occasioni di vedere il terzo reich, l'olocausto e la seconda guerra mondiale in generale, ci siamo sempre abituati alla questione polacca dell'olocausto, ricordiamo ad esempio "Il pianista", "Schindler's List" e altri, ma mai avevamo visto il punto di vista degli ebrei in Francia e le motivazioni esposte dal governo collaborazionista francese. Rose Bosch ci propone la questione in vena ovviamente drammatica, ma meno crudele delle altre volte, lasciando un discreto spazio anche alla malinconia. Ottimi attori, Jean Reno bravo come sempre, Melanie Laurent astro nascente del cinema francese è un po' fredda e manca di passione, pur cavandosela comunque, mentre Gad Elmaleh sorprende, in uno dei suoi rari ruoli drammatici. Belle musiche di Christian Henson.
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franco joca
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martedì 5 luglio 2011
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desidero vederlo
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scusate ma non posso lasciare un commento perche'non ho ancora visto il film
sono molto interessato a vederlo, dove posso comprarlo? grazie
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ignazio vendola
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lunedì 13 giugno 2011
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l'orrore del nazismo nella francia occupata
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Ambientato durante l'occupazione nazista della Francia, il film è un vero e proprio pugno nello stomaco per lo spettatore, ed ha il merito di illuminare un episodio poco noto sulla deportazione degli ebrei francesi con la loro segregazione nel velodromo di Parigi
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