Vento di primavera

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Un film di Rose Bosch. Con Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh, Raphaëlle Agogué, Hugo Leverdez.
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Titolo originale La Rafle. Drammatico, durata 115 min. - Francia, Germania, Ungheria 2010. - Videa - CDE uscita giovedì 27 gennaio 2011. MYMONETRO Vento di primavera * * * - - valutazione media: 3,27 su 36 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,27/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
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 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Nell'estate del 1942, dopo un accordo tra Hitler e il generale Pétain il destino degli ebrei di Parigi cambia per sempre.
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primo piano
Fatti che il cinema francese non ha mai affrontato con tanta forza
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

1942. Estate. Dopo l'invasione da parte delle truppe della Germania hitleriana gli ebrei sono stati prima obbligati a portare la Stella di David sugli indumenti, e poi sono stati progressivamente esautorati dai loro impieghi e impediti ad accedere a scuole e luoghi pubblici. Ma ora Hitler ha deciso di procedere allo sterminio di massa e vuole che il governo collaborazionista insediato a Vichy gli procuri dalla sola Parigi almeno 20.000 dei 25.000 ebrei residenti. I suddetti verranno dapprima condotti in campi di raccolta in territorio francese e poi, una volta ultimati i lavori per i forni crematori nei lager, avviati a morire. Il maresciallo Pétain aderisce senza difficoltà alla richiesta e la notte del 16 luglio (i tedeschi avevano chiesto il 14 dimenticando la festa nazionale) la retata si svolge. Tredicimila uomini, donne e bambini ebrei vengono prelevati dalle loro abitazioni e portati nel Vélodromo d'Hiver, prima tappa del loro calvario.
Il punto di vista che il film assume è quello di alcuni bambini che vivono nel quartiere di Montmartre e, in particolare quello del decenne Joseph. Vogliamo concentrarci sull'invito a vedere il film superando l'atteggiamento che è stato purtroppo fatto proprio da alcuni di quelli a cui il produttore Ilan Goldman (forte del successo si La vie en rose) si è rivolto perché partecipassero all'impresa. "È storia antica", "Non importa a nessuno". Non è storia antica e la regista Rose Bosch è riuscita nell'intento di farcela percepire come purtroppo attuale. Intendiamoci: tutto è filologicamente coerente con l'epoca con cui si sono svolti i fatti. Fatti che il cinema francese non aveva mai affrontato con tanta precisa e documentata forza se non in un documentario televisivo e che ora riemergono come memoria del passato ma anche come monito sul presente.
La Bosch lavora su una tripartizione narrativa. Da un lato Hitler nel suo buen retiro del Berghof, dall'altro Pétain, Laval e i loro accoliti e, nel mezzo, le famiglie ebraiche colte nella loro quotidianità all'interno della quale sono stati inoculati ad arte (anche grazie al media più diffuso all'epoca, la radio) i germi del più irrazionale ma efficace disprezzo per l'altro. Alimentandolo con la ripetizione delle menzogne in modo da assuefare le menti all'idea della 'normalità' dell'emarginazione. Il film non accusa 'i francesi' tout court e anzi sottolinea il fatto che se dei 25.000 ebrei 12.000 sono sfuggiti alla retata lo si deve a parigini che li hanno aiutati mettendo a repentaglio la propria esistenza. Ma resta comunque impressa nelle retine la gestione dell'intera operazione da parte di uomini che non indossano le divise delle SS o della Wehrmacht ma quelle delle forze dell'ordine e militari francesi. Allora per quegli sguardi infantili diventa ancor più difficile anche solo tentare di darsi una spiegazione di quanto accade. Così quando si assiste alle scene delle migliaia di esseri umani ammassati con pochissime cure e senz'acqua nel Velodromo non possono non tornare alla mente le immagini dello stadio di Santiago del Cile dopo il colpo di stato di Pinochet.
Ma c'è un momento in cui si percepisce lo iato che si è insediato tra realtà e pregiudizio. Quando il dottor Sheinbaum (interpretato da un Jean Reno in cui solidità fisica e morale formano un tutt'uno) grida dinanzi all'ennesimo sopruso: "Non ne avete il diritto!" è la coscienza civile, è un'umanità vinta ma non piegata, è la Ragione che grida con lui. Ma in quello stesso istante lo spettatore 'sente' che si tratta di un appello irricevibile da chi sta dall'altra parte. Una parte per la quale la parola diritto ha perso qualsiasi valore, qualsiasi possibilità di confronto in cui essa torni a individuare un senso che sia davvero comune.
Chiediamoci se questo svuotamento di significati fondamentali non abbia trovato anche nella nostra società contemporanea una sua consistenza. Chiediamocelo riflettendo sulla risposta che ci siamo dati e ringraziando questo film per avere suggerito la domanda.

Premi e nomination Vento di primavera MYmovies
il MORANDINI
Incassi Vento di primavera
Primo Weekend Italia: € 53.000
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Resteremo solo noi

giovedì 3 febbraio 2011 di angelo umana

Nei filmati d’epoca all’inizio del film è ritratto Hitler che passeggia per Parigi coi suoi gerarchi: la città è deserta come il cuore di quegli uomini che credono di possedere il mondo. E’ un deserto dell’anima, anime così povere che sono nullità davanti alla bellezza e alla grandeur della città. Venditti in una sua canzone cantava di Attila, uomo di poca fantasia, che scambiò Roma per una stella, così Hitler sembra troppo ignorante per una città così bella. Impressionano in questi filmati i continua »

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Da vedere

lunedì 31 gennaio 2011 di talizye

bellissimo ti lascia quel giusto senso di orrore per quello che è in grado di fare il genere umano utile per non dimenticare le tragedie passate e presenti continua »

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Veramente bello

sabato 29 gennaio 2011 di MAMMUT

Altro che il discorso del re. Periodo storico quasi identico, qui nel 42 l'altro invece nel 39, qui Hitler già pericolosamente devastante, nell'altro ancora una minaccia, questo quasi un capolavoro, l'altro un film normale stranamente "gonfiato" dalla critica visto l'avvicinarsi delle statuette. Mah.  continua »

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Regia debole per una storia potente

lunedì 16 gennaio 2012 di Linus2k

La retata del velodromo d'inverno, luglio 1942, segna una delle pagine più vergognose e terribili della storia francese. Siamo nella Parigi occupata e il maresciallo Petain, sotto pressione tedesca, ordina la retata e la cattura di 13.000 ebrei di cui 4000 bambini, destinati ai campi di sterminio dell'est Europa. Il film "Vento di Primavera", racconta, per la prima volta al cinema, questa episodio, e lo fa nei termini e nei modi tipici del film sull'Olocausto. Come continua »

Joseph
"Non è dei morti che devi avere paura, abbila dei vivi!"
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mamma
tu devi vivere......giuramelo!!!!
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DVD | Vento di primavera

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 11 gennaio 2012

Cover Dvd Vento di primavera A partire da mercoledì 11 gennaio 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Vento di primavera di Rose Bosch con Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh, Raphaëlle Agogué. Distribuito da Eagle Pictures, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - francese, Dolby Digital 5.1. Su internet Vento di primavera (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 0,50 €
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INTERVISTE | La regista Rose Bosch presenta a Roma Vento di Primavera.

Volevo raccontare hitler come un mostro di tutti i giorni

lunedì 24 gennaio 2011 - Luca Marra

Volevo raccontare Hitler come un mostro di tutti i giorni Uscirà giovedì 27 gennaio, nella giornata della memoria per le vittime dell’Olocausto, Vento di Primavera, il film della regista francese Rose Bosch distribuito in circa cento copie nelle sale italiane. Una pellicola di memoria e per la memoria che racconta un episodio poco noto della storia del Novecento: il rastrellamento di ebrei francesi deportati nel Velodrome d’Hiver il 16 luglio del 1942, orchestrato tramite il “collaborazionismo” di Hitler e del governo di Vichy, ovvero la parte di Francia occupata dai nazisti durante la seconda Guerra mondiale.

   

La Shoah dei bambini nella Parigi occupata

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Il film di Rose Bosch Vento di primavera arriva nei cinema per celebrare l' annuale Giornata della memoria riservata alla Shoah. E' la sua funzione principale, civile e didascalica, ma la forza delle emozioni che sprigiona si fonda anche su una robusta qualità narrativa. Non un capolavoro (come "Arrivederci ragazzi" di Malle, per esempio) ma un' opera densa di valore. Nella Francia piegata e occupata dai nazisti e governata dal fantoccio collaborazionista maresciallo Petain, il 16 luglio 1942 vennero rastrellati e deportati 13mila ebrei parigini. »

Come sbagliare tutto sulla Shoah

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

È un paradosso che sarebbe quasi comico se non fosse tragico. Molti film che sbandierano il tema della memoria sono totalmente, imperdonabilmente privi di memoria. Prendiamo il sontuoso Vento di primavera (in originale La rafle, "La retata"; sorvoliamo sull'assurdo titolo italiano). La retata del titolo è quella che il 16 luglio 1942, nella Parigi occupata dai nazisti, prelevò in casa loro 13.000 ebrei, fra cui innumerevoli donne e bambini, e li ammassò nel Velodromo del 15mo municipio per poi trasferirli in un campo di prigionia da cui in seguito sarebbero partiti per Auschwitz. »

La retata di Parigi

di Alberto Crespi L'Unità

Il titolo originale, La rafle, significa «retata»,«rastrellamento». È un titolo più concreto e pregnante del banale Vento di primavera, che fa pensare a una brutta fiction. Tra l'altro era estate - il 16 luglio del 1942-quandolaFrancia di Vichy decise di rastrellare gli ebrei per farsi bella agli occhi di Hitler. È la storia vera che racconta La rafle, secondo film da regista della sceneggiatrice Rose Bosch, girato nel 2009 (l'autrice, nel frattempo, ha già diretto un terzo film intitolato Rasputin, sul famoso «guaritore» degli Zar). »

di Paola Casella Europa

Il film inizia con un collage di immagini di Parigi sulle note di una canzone di Edith Piaf che è una dichiarazione d'amore alla città, e da quel momento si capisce che l'occupazione nazista della Francia sarà raccontata come la profanazione di un luogo universalmente identificato con la bellezza ed i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza. La regista ci racconta tanto la solidarietà quanto il disprezzo dei francesi verso gli ebrei, anche quelli nati e cresciuti in Francia, ricordando su quale filo sottile hanno vissuto negli anni dell'occupazione, talvolta difesi da chi ricordava che, oltre che esseri umani erano anche cittadini, e chi preferiva ridurli a numeri e quote da consegnare ai tedeschi. »

Vento di primavera | Indice

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