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Dorian Gray

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Un film di Oliver Parker. Con Ben Barnes, Colin Firth, Ben Chaplin, Rebecca Hall, Fiona Shaw.
continua»
Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 112 min. - Gran Bretagna 2009. - Eagle Pictures uscita venerdì 27 novembre 2009. - VM 14 - MYMONETRO Dorian Gray * * - - - valutazione media: 2,31 su 86 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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raffaella venerdì 27 novembre 2009
dark dorian gray Valutazione 4 stelle su cinque
75%
No
25%

Se il romanzo di Oscar Wilde muoveva dal ritratto e lasciava immaginare al lettore i vizi del protagonista, senza mai esplicitarli (ad eccezione di un delitto molto rilevante da lui commesso), il film di Oliver Parker è incentrato totalmente sulla figura di Dorian Gray. Apprendiamo diversi aspetti del suo passato e tangibile è la sua evoluzione: ingenuo ventenne egli diventa poi un uomo corrotto dedito al piacere che maturerà infine la distinzione tra piacere e felicità. Sedotto dalle parole di Lord Henry Wotton, Dorian Gray deciderà di vendere l’anima pur di conservare in eterno bellezza e giovinezza: a invecchiare è il suo ritratto, che riporterà tutti i marchi della sua progressiva depravazione. [+]

[+] sì... (di merrique)
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cristian glerean sabato 5 dicembre 2009
rivisitazione straordinaria del libro Valutazione 5 stelle su cinque
70%
No
30%

Il regista Oliver Parker, sin troppo ridimensionato dalla critica, mette sulla pellicola con mirabile interpretazione il Dorian Gray di Wilde. L'originalità dell'interpretazione e le variazioni dal testo sono dovute e legittime licenze cinematografiche rese necessarie dall'estrama difficoltà di tradurre un personaggio letterario. Wilde non si sarebbe rivoltato nella tomba, come qualcuno ha sin troppo velocemente arguito, se avesse potuto avere a disposizione il volto disincantato e gaudente di Ben Barnes, le musiche di Charlie Mole e la fotografia di Roger Pratt. Con il dovuto rispetto per lo scrittore, il film ha il merito di amplificare, non solo grazie alla potenza dello schermo, le pagine del libro rstituendo all'interprete la scelta dell'immaginazione di un Dorian più gotico e pulp di quanto Wilde fosse riuscito ad inventare. [+]

[+] perfettamente d'accordo (di ninocka)
[+] perfettamente in disaccordo! (di fabian t.)
[+] mi dispiace dirlo ma non sono d'accordo con te! (di carl?/>
[+] assolutamente daccordo! (di sexpistol)
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stefyunina venerdì 11 dicembre 2009
una piacevole sorpresa Valutazione 4 stelle su cinque
71%
No
29%

Finalmente un film tratto da un libro che non distrugge, rivoluziona o delude… solitamente sono molto critica soprattutto se il libro al quale la pellicola si ispira è uno dei miei preferiti in assoluto. Dopo aver visto questo film sono uscita dalla sala entusiasta di come non sia stato deturpato un capolavoro della letteratura. Attori bravissimi, soprattutto Ben Barnes ,molto bravo nel cambiare la fisionomia del viso quando passa dall’ ingenuo ragazzo che non conosce la vita al perfido diavolo che si sente imbattibile e che con la sua bellezza e gioventù può ammaliare uomini e donne. Ho letto diverse critiche a mio avviso assolutamente esagerataee forse prevenute dal fatto che un film non possa essere bello se il libro è un capolavoro; per esempio ho letto che gli aforismi di Oscar Wilde non sono ben inseriti all’interno dei dialoghi, io credo invece che fossero ben amalgamati al contesto storico e ai personaggi che li citavano dando un tocco di “poesia” e di riflessione tipici di un epoca in cui tutto veniva espresso con grandi giri di parole. [+]

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paola di giuseppe lunedì 30 novembre 2009
un dorian gray del terzo millennio? Valutazione 1 stelle su cinque
66%
No
34%

Una raffinatissima meditazione sull’arte, il manifesto dell’estetismo decadente, l’opera che fa di Wilde, con D’Annunzio e Huysmans, l’artefice del nuovo eroe della contemporaneità, l’esteta, il nuovo Narciso per cui “lo scopo nella vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura”, non si presta facilmente ad una trasposizione cinematografica.
Soprattutto si distanzia da una messa in scena che non traduca in modo convincente ciò che nasce come prodotto letterario, che non utilizzi, cioè, con grande maestria le proprie specificità linguistiche e inoltre riesca a creare in proprio, andando oltre quella contaminazione che altrimenti diventa svantaggioso termine di confronto
Il rischio di tradire la fonte era alto in un film del genere e l’esito quasi scontato, e non tanto per aver apportato variazioni all’originale, inevitabili quando si passa da un genere all’altro, quanto per aver mortificato la straordinaria ricchezza e complessità del testo di Wilde in nome di una riduzione molto ordinaria ad erotic/horror, che strizza l’occhio a Twilight senza averne la leggerezza. [+]

[+] perfettamente d'accordo (di clemotta)
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anamkara giovedì 3 dicembre 2009
essere o apparire? Valutazione 3 stelle su cinque
63%
No
37%

Il film, fedele al testo letterario, riprende un dilemma di ascendenza frommiana. Come nel romanzo, Dorian Gray sceglie di apparire per sempre giovane ed immacolato, mentre ad abbrutirsi è la sua anima, imprigionata nel ritratto di Basil. A spiegare come mai egli sia così incline alla seduzione del male è, secondo Parker, il suo passato da vittima; i primi quadri ci mostrano la sua infanzia, segnata dalle percosse e dalle segregazioni inflittegli a causa di un "peccato originale":la morte dei suoi genitori, di cui è ritenuto colpevole....Sarà proprio questo ad alimentare la sua ansia di riscatto tanto da spingerlo ad un patto col diavolo: mentre sperimenterà ogni genere di nefandezza interiore,conserverà per sempre la sua fresca bellezza esteriore. [+]

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peppe97 mercoledì 2 febbraio 2011
una pellicola "difficile da capire" Valutazione 3 stelle su cinque
75%
No
25%

Anche per coloro che hanno letto il romanzo è stato difficile trovare aspetti in comune con la versione cinematografica.Perciò direi che il suddetto film può essere accettato come significativo dal punto di vista comunicativo ma deve anche essere considerato poco brillante dal modo in cui viene scaturito il messaggio.Di certo barnes non ne ha colpa.

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marko morciano martedì 7 febbraio 2012
un dorian in una chiave "erotica" e trasgressiva Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Londra,periodo Vittoriano. Arriva un affascinante e giovane uomo di famiglia nobile. Inizialmente dall'animo sensibile, Dorian viene subito plasmato dal Lord Wotton, un "diavolo tentatore" sposato a Lady Victoria. Il pittore, Basil Hallward, colpito da sentimenti, che la bellezza del giovane provocava, imprigiona la sua immagine su tela bianca. Il giorno dell'inaugurazione del ritratto, l'affascinante e vulnerabile, Dorian, esprime il desiderio di voler "stringere" un patto col diavolo, pretendendo la giovinezza eterna. Dorian plasmato dall'interesse del Lord Wotton, vive la sua vita tra bordelli e teatri, dedicandosi a passioni sfrenate, frequentando quotidianamente la vita tra l'erotismo in ogni sua forma. [+]

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paolo assandri martedì 4 ottobre 2011
ode al genio wildeiano Valutazione 3 stelle su cinque
83%
No
17%

Oliver Parker, con Dorian Gray, trasposto con ossequiosa fedeltà, compie il terzo tributo della sua carriera ad Oscar Wilde, misurandosi questa volta con l’unico romanzo dello scrittore irlandese. La vanità, di cui sia lo scrittore sia il regista tessono un sommesso elogio, senza mancare di sottolinearne l'immenso potere annichilente, trova una perfetta icona nel volto di Ben Barnes, naturalmente in bilico tra l’angelico ed il demoniaco.
Il volto di Dorian, immacolato e candido, sconvolge e ispira il pittore Basil Hallward (Ben Chaplin), che decide di immortalarlo in quella che egli stesso considererà la sua opera meglio riuscita. Dorian, parallelamente a Basil, incontra il fedifrago e cinico Lord Henry Wotton, che diverrà grazie alla sua grandiosa personalità, suo amico-mentore e compagno di ribalderie. [+]

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renato c. venerdì 9 luglio 2010
l'eterna storia del dr. faust Valutazione 3 stelle su cinque
70%
No
30%

La prima volta che Dorian Gray sembra avere una coscienza è nella frase detta alla figlia di Henry "C'è una bella differenza tra il piacere e la felicità!" Sulla morale di questo film bisogna stare molto attenti: per chi lo segue bene il film insegna che i piaceri sono solo temporanei e che vendere l'anima rinunciando alla felicità eterna porta poi alla disperazione nella quale alla fine si è venuto a trovare Dorian Gray (stessa sorte del Dr. Faust!). Mentre chi si lascia influenzare dalle parole di Henry "Godoti la vita minuto per minuto perchè poi non c'è più niente!" rischia di rovinarsi la vita come ha fatto Dorian. La figura di Lord Henry Wotton, almeno nella prima parte del film, incarna perfettamente il diavolo tentatore, sembra proprio il demonio che fa di tutto per portare Dorian sulla peggiore delle cattive strade per portarselo poi all'inferno. [+]

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bree_14 martedì 18 gennaio 2011
la fascinosità di satana... Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

E' inutile cominciare ad elencare ogni sillaba indice di perfezione del romanzo di Wilde. L'ultima trasposizione dell'omonimo capolavoro è stata buona, semplice e che ha compreso in sè ogni passo fondamentale della storia: dalla pura e adolescenziale posa di Dorian del quadro ai limiti della sua perdizione. Ben Barnes da lodare. Su Colin Firth, fidato lord Henry, niente da dire. Perfetto. Di tutte le trasposizioni cinematografiche, nessuna, compresa quest'ultima, è stata in grado di rovinare un capolavoro come quello dello scrittore. Da vedere fino alla noia (sintomo che non si avvertirà mai).

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pagina: 1 2 »
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Marzia Gandolfi

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