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Crash
Un film di David Cronenberg.
Con James Spader, Holly Hunter, Elias Koteas, Deborah Kara Unger, Rosanna Arquette.
continua»
Drammatico,
durata 98 min.
- USA 1996.
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![]() Un film "disturbante" che non "si" e non "ci" risparmia niente a rischio anche di un (non si sa quanto) involontario avvitamento su se stesso
Giancarlo Zappoli
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premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
Piacere e morte
mercoledì 18 gennaio 2006
di alesmed
Tratto dal romanzo di J.G. Ballard, il regista trova spunto per liberare le sue ossessioni: la nascita di una nuova forma di sessualità che lega il rischio di morte durante un incidente stradale con il piacere della carne, mettendo in risalto il rapporto distruttivo tra sesso e civilà. Sono in oltre presenti temi che spesso sorgono nei lavori di Cronemberg come il rapporto promisquo e l'ambivalenza sessuale. Il film psicologicamente complesso, e a tratti ridondante, adatto per lo più ad un pubblico continua » |
"crash"
martedì 18 ottobre 2005
di Gianpaolo
Dopo "Il pasto nudo",...il "Kafkiano" regista canadese, allestisce una ulteriore disturbante messinscena, intrisa da un'apatico nichilismo in cui il desiderio sessuale è strettamente legato alla morte, componente quest'ultima che nel Film può rappresentare una sorta di agognata meta, il cui raggiungimento ha lo scopo di porre fine ad una sofferenza causata da quel malessere esistenziale così ossessivamente esplorato da Cronemberg nelle sue opere, il quale qui si manifesta attraverso una pulsione continua » |
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Perverso
lunedì 16 marzo 2009
di paride86
Particolare esperimento di Cronenberg, che in "Crash" si cimenta con un erotismo potente e meccanico, metafora di pulsioni ancestrali e moderne al tempo stesso. Ne sarebbe uscito fuori un ottimo film porno, forse. Saranno le facce degli attori, sarà la circoscrizione degli ambienti rappresentati, eppure assomiglia molto ad un film di serie B. continua » |
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DVD | CrashUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 4 luglio 2007
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
A primavera il presidente Francis Ford Coppola e la giuria del 49o festival di Cannes inventarono apposta un premio “per l'audacia, la sfida, l'originalità”: s'erano resi conto che ignorare un film fuori del comune come Crash di David Cronenberg sarebbe stata non soltanto una colpa culturale, anche una ridicolaggine. D'autunno, adesso, in Inghilterra la signora Virginia Bottomley, ministro della Cultura, definisce Crash un film “depravato”, si augura la censura, in ogni caso invita le amministrazioni locali a proibirlo; e diciotto consiglieri comunali di Napoli (città dove già un signore aveva mandato un esposto preventivo alla Procura chiedendo il sequestro del film senza neppure averlo visto e ottenendo immediata soddisfazione dal pm Gaetano Eboli che già ieri ha assistito a una proiezione) fanno appello alla magistratura perché impedisca la presentazione di Crash. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
“La prossima volta…”, sussurra e promette James a Catherine alla fine di Crash (1996). Insieme hanno inutilmente cercato il luogo spaesante che tutto il cinema di David Cronenberg appunto cerca. Ci sarà dunque una prossima volta, e forse più di una, di nuovo tra lamiere squarciate e aperte. Per ora, i due uniscono i loro corpi, lasciandosi risucchiare e quasi divorare dall’auto capovolta sul ciglio della strada. In prima approssimazione, il luogo che tanto affascina Cronenberg è la morte. D’altra parte, questa definizione è superficiale e persino fuorviante. » |
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Ah, ci risiamo con il comune sentimento del pudore, le denunce del cittadino che si difende da sé, i film sui quali incombe il sequestro come sta accadendo in quel di Napoli con Crash. A scorrere le agenzie sembra improvvisamente di essere tornati ai primi anni ‘60, quando i solerti magistrati milanesi oscuravano Rocco e i suoi fratelli perché il pubblico non potesse vedere Renato Salvatori che strappava le mutandine ad Annie Girardot e a teatro fermavano per sempre le repliche dell’innocua Arialda di Gianni Testori. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Un consiglio: andate a vedere Crash in bicicletta. Il film di David Cronenberg necessita di antidoti, e la filosofia che sta dietro l’uso delle due ruote - ma anche a piedi va benissimo - può permettere un impatto più dolce. Ci si può fare del male, con Crash. È un susseguirsi ininterrotto di situazioni al di là del limite, tenute insieme, come struttura narrativa, dai ritmi e dalle forme di un film pornografico (per stessa ammissione del regista). Un mondo di algide monadi, di esseri umani perduti nel tempo e nello spazio, di mutanti senza amore. » |
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