Carnera - The Walking Mountain

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Un film di Renzo Martinelli. Con Andrea Iaia, Anna Valle, Paolo Seganti, Burt Young, Paul Sorvino.
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Biografico, durata 123 min. - Italia 2007. - Medusa uscita venerdì 9 maggio 2008. MYMONETRO Carnera - The Walking Mountain * * - - - valutazione media: 2,33 su 63 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,33/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * 1/2 - - -
 critica * * - - -
 pubblico * * * 1/2 -
Trailer Carnera - The Walking Mountain
Il film: Carnera - The Walking Mountain
Uscita: venerdì 9 maggio 2008
Anno produzione: 2007
   
   
   
Vita, amori e soprattutto pugni - dati e presi - di una leggenda del pugilato, Primo Carnera.
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primo piano
Il Carnera di Martinelli racconta con propensione retorica l'ascesa e la caduta del campione gigante del ventennio fascista
Marzia Gandolfi     * - - - -

Primo Carnera pesa alla nascita otto chili e a dieci anni il banco di scuola è già troppo piccolo per contenere la mole e le proporzioni del campione che sarebbe diventato nel Nuovo Mondo. Nato sulle montagne del Friuli, Primo conosce la fame ed è costretto ad emigrare in Francia per sopravvivere. Approdata sulla pista polverosa di un circo, l'imponenza fisica del gigante friulano, due metri per centoventi chili, colpisce l'immaginazione dell'ex campione di pesi massimi Paul Journèe. Costruita una vincente carriera da professionista, Primo Carnera attraversa in prima classe l'oceano e si guadagna il titolo di campione del mondo dei pesi massimi contro Jack Sharkey nell'arena del Madison Square Garden gremita di italiani esultanti. Era il 1933 e il regime fascista si impadronì del mito, esibendone le virtù fisiche e morali e sollecitando l'orgoglio patriottico.
Con Primo Carnera l'Italia fece la vera scoperta di massa del pugilato ad altissimo livello. Correvano gli anni '30 quando l'imponente fenomeno friulano, affamato e squattrinato, conquistò a suon di pugni il Sogno Americano offrendo una speranza al suo pubblico prevalentemente italiano. Dopo il Mercante di pietre e la rivendicazione dei valori cristiani dell'Occidente davanti al mondo islamico, Renzo Martinelli vorrebbe, ma non può, tratteggiare il profilo di un'epoca attraverso la storia di un singolo. Vorrebbe, ma non può, narrare l'ascesa, la caduta e la seconda opportunità di un pugile italiano attraverso un racconto morale all'ombra nera dell'era fascista.
Totalmente alieno al mondo dello sport e del pugilato in particolare, Martinelli gira un prodotto televisivo artificioso e retorico con una propensione moralista e consolatoria, raccontando con ipocrisia e facili sentimentalismi l'Italia del primo ventennio fascista. Carnera non brilla nemmeno per originalità narrativa e visionaria novità, possiede piuttosto una disonestà di fondo, che inganna e ricatta lo spettatore ricorrendo a facili scorciatoie melodrammatiche. Al Carnera di Martinelli non riesce neppure l'indagine sociologica di una nazione obnubilata dalle "spacconate" di regime e non c'è traccia, se non in qualche graffiata e veloce inserzione di repertorio, dei nostri emigranti e dell'umiliante trafila a cui venivano sottoposti al loro arrivo.
Martinelli, che si dichiara da sempre alla stampa ultimo baluardo della cultura europea contro quella onnivora e fagocitante degli States, finisce per girare un film dagli evidenti risvolti nazionalistici e tutto sommato "americano", non tanto per l'ambientazione quanto per il suo iscriversi nell'universo codificato del film pugilistico hollywoodiano. Il risultato è un apologo della virtù che persevera e non si arrende, dalla caduta all'happy end con giro di valzer: il pugilato come occasione di riscatto sociale, il ritiro e la rentrée dell'eroe nel recinto quadrato, la rivelazione casuale del suo talento, la carriera pugilistica sintetizzata col montaggio di titoli e foto sui giornali, il pathos delle scene madri davanti agli affetti familiari, le mogli fabbriche di eroi relegate oltre le corde del ring e dentro le camere d'albergo.
L'unica stella è per Primo Carnera, fenomeno fisico e pugile genuino che il cinema di Alessandro Blasetti e di Carmine Gallone, tra gli altri, immortalò facendolo esordire corpo-attore nel film di genere. I campioni come Carnera sapevano battersi con umiltà e incassare con eleganza. Come diceva Artaud, il pugile è un "atleta del cuore".

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Premi e nomination Carnera - The Walking Mountain MYmovies
il MORANDINI
Carnera - The Walking Mountain recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Carnera - The Walking Mountain
Primo Weekend Italia: € 138.000
Incasso Totale* Italia: € 260.000
Ultima rilevazione:
Box Office di lunedì 9 giugno 2008
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Carn..era meglio starsene a casa...

domenica 18 maggio 2008 di Gordon Cole

Per uno di Sequals, Carnera non è solo un nome. E' un segno di riconoscimento. "Sequals" suona strano, ma quando lo dici - e parli con persone che non sono magari giovanissime, non importa da dove arrivino. Ti dicono: "ah, il paese di Carnera!". E tu sei a posto, ti sei giocato con successo un ottimo biglietto da visita. Per uno di Sequals, Carnera è un concentrato di verità, fantasia, leggenda, epica. Di centinaia di episodi o leggende "metropolitane" che lo accompagnano da sempre. E' il simbolo continua »

* * * * *

Carnera: il mito italiano

sabato 10 maggio 2008 di iris

Biografia romanzata di un uomo eccezionale per i suoi tempi e diventato leggenda che ci viene mostrato nella sua umanità. E' questo l'intento, riuscito, di Martinelli il quale sfruttando appieno il considerevole budget a sua disposizione "gioca" col tempo antichizzandolo (attraverso momenti in bianco e nero), usando filmati d'epoca e tramite il digitale ricrea l'atmosfera infiammata di una platea in fermento. Un tripudio di bandiere e persone accalorate, grandioso e imponente. Quello che colpisce continua »

"La vita è merda, pugni e sangue. Nessuno ti regala niente!"
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Andrea Iaia
Sono un gigante buono e cerco il mio posto nel mondo.
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SOUNDTRACK | Carnera - The Walking Mountain

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 16 maggio 2008

Cover CD Carnera - The Walking Mountain A partire da venerdì 16 maggio 2008 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Carnera - The Walking Mountain del regista. Renzo Martinelli Distribuita da RTI.

Carnera: una storia di mafia, fascismo e cuore

di Marco Cicala Il Venerdì di Repubblica

Il regista Renzo Martinelli racconta le imprese dei gigante italiano (due metri per 126 chili) amato da Mussolini. Che divenne campione dei mondo anche grazie agli incontri combinati dalla malavita, ma che sul ring dava tutto. Fu il primo gigante dell'Italia. Nacque che pesava dieci chili, a Sequals, quaranta chilometri da Udine, e non smise mai di crescere: 2,05 metri di altezza, 126 chili dì peso, 52 di scarpe, 50 centimetri di collo. Primo Carnera sarà il primo pugile italiano a diventare campione del mondo, il 29 giugno 1933, in America. »

Primo Carnera, il film. Ma sembra tutto fiction

di Antonello Catacchio Il Manifesto

L'anteprima italiana di Carnera, the Walking Mountain, è iniziata da circa mezz'ora quando dal fondo della sala si intravede un turbinio di luci in movimento, un brusio indistinto. In un primo momento sembra un happening, un'iniziativa del marketing per creare l'evento. Il gruppo luminoso avanza tra le file di sedie, un po' alla volta si distingue di cosa si tratti: telecamere con faretto che si muovono in branco attorno ad altre persone con microfono spianato. Infine un urlo e un applauso. «Bossi, Bossi!». »

Carnera, un bel kolossal sul colosso italiano

di Cinzia Romani Il Giornale

In piena globalizzazione, spunta il mito nostrano di Primo Carnera, campione dei pesi massimi nel 1933, descritto (con licenza) in questa cinebiografia kolossal. Andrea Iaia, due metri d'altezza come il boxeur friulano, funziona come ingenuo eroe, che recita Dante a memoria e conosce l'opera. Svelando il senso d'appartenenza al proprio paese, che trasformò Carnera in un simbolo, il regista conduce lo spettatore a riviverne l'infanzia problematica (da bimbo aveva una fame spropositata), la gioventù discriminata (troppo alto per andare con le ragazze), l'incontro con la moglie Pina Kovacic (Anna Valle). »

Carnera, un mito in un pugno

di Valerio Caprara Il Mattino

L'ammirevole tema del film è senz'altro la sfida: quella pura e dura della fiction che si consuma tra le quattro corde del ring e quella produttiva che vede il nostro cinema competere sul suo terreno col gigante Usa. «Carnera - The Walking Mountain» rievoca infatti con il piglio del kolossal la veritiera mitografia di un eroe sportivo della storia italiana, quel Primo Carnera che da patetica attrazione da circo riuscì a trasformarsi in campione mondiale dei pesi massimi. L'eclettico Renzo Martinelli ha il merito di non cincischiare con le pretensioni d'autore e di spingere a fondo il pedale sui meccanismi cari al grande pubblico: identificazioni scrupolose, rapsodie dei sentimenti, senso d'appartenza patriottica e uno schermo sempre teso a sembrare «più grande della vita». »

Carnera - The Walking Mountain | Indice

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