|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
Boccaccio '70
Un film di Federico Fellini, Mario Monicelli, Luchino Visconti, Vittorio De Sica.
Con Peppino De Filippo, Sophia Loren, Tomas Milian, Romy Schneider, Germano Giglioli.
continua»
Commedia,
durata 225 min.
- Italia 1962.
|
Accedi
|
Registrati
|
||||||||
|
|||||||||
|
|
|
|
|||
|
|
|
|
|||||
|
| Coretto, diretto da Dante Maggio, mentre viene montato un gigantesco manifesto pubblicitario con Anita Ekberg e un bicchiere di latte | |
| Bevete più latte/ il latte fa bene/ il latte conviene/ a tutte le età!/ Bevete più latte/ prodotto italiano/ rimedio sovrano/ di tutte le età./ Bevete più la .../ bevete più la .../ Bevete più latte! | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| Aggiungi una frase | |
|
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Quali favole si racconterebbero dei gaudenti di oggi (o del 70 che fa lo stesso) se volessero alleggerirsi il tedio di una segregazione in un rifugio antiatomico: come fecero, in un rifugio anti-peste, i loro celebri avi dei tempi di Boccaccio? Non certo le gesta di Calandrino, non cento gli scherzi di Buffalmacco, ma, forse, questi raccontini che quattro fra i nostri più noti registi ci propongono con il film di oggi, Renzo e Luciana (di Mario Monicelli), Le tentazioni del dottor Antonio (di Federico Fellini), Il lavoro (di Luchino Visconti), La riffa (di Vittorio De Sica), tutti più o meno ispirati a quei giochi d’amore e di sesso che, per antica tradizione, si è soliti definire “boccacceschi”. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Un film di Federico Fellini, Mario Monicelli, Luchino Visconti, Vittorio De Sica Col titolo a crescenza, perché possa restare sul mercato, senza dar segni di arteriosclerosi, per almeno un decennio, il Quattro-novelle del cinema italiano salpa per il mondo a rinnovare il vieto cliché di un Boccaccio tutto amoroso, piccante e grassoccio. Ma i titoli dei film seguono i loro destini. Teniamoci al sottotitolo, per dire che questo “scherzo in quattro atti” è svolto con quattro movimenti: con sentimento Renzo e Luciana di Monicelli, capriccioso Le tentazioni del dottor Antonio di Fellini, amaro Il lavoro di Visconti, allegro La riffa di De Sica. » |
|
|
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Nato dall’esigenza polemica di schierare le grandi firme della regia italiana contro la censura, il film è diventato troppo grosso e composito per potersi assumere un qualsiasi fardello ideologico. L’incontrollato estro creativo (e magari l’ansia di superarsi a vicenda) ha indotto i quattro registi a espandersi senza limitazioni di metraggio, dando vita a uno spettacolo interminabile (quasi quattro ore di proiezione). Sbarazziamoci subito dell’episodio Renzo e Luciana, nel quale Monicelli rifà malamente il verso a Olmi avvalendosi della collaborazione di ottimi scrittori come Arpino e Calvino; ma a parte il colore e il grande schermo, questa Milano del miracolo è sempre la città di Gli uomini che mascalzoni! di Camerini, con un pizzico di gags americane alla Capra. » |
di Filippo Sacchi Il Corriere della Sera
Candido o l’ottimismo del XX secolo, Don Giovanni 62, Boccaccio 70: ma è una epidemia! Non è il caso, naturalmente, di prendere alla lettera questi trapianti cronologici. Voltaire ha tanto poco da fare col Candido di Carbonneaux, come Tirso de Molina col Don Giovanni di philippe de Broca, o Giovanni Boccaccio coi racconti cinematografici di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica. Qui, se mai, la firma di Ser Giovanni andrebbe presa nella sua accezione più semplicista e banale, come dire “boccaccesco” o “boccaccevole” per significare una situazione piccante e grassoccia. » |
|