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Tutte le mattine del mondo
Un film di Alain Corneau.
Con Gérard Depardieu, Jean-Pierre Marielle, Anne Brochet, Guillaume Depardieu.
continua»
Titolo originale Tous les matins du monde.
Drammatico,
durata 114 min.
- Francia 1991.
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Storia dei tormentati rapporti tra l'austero e schivo Sieur de Sainte-Colombe, compositore e virtuoso della viola da gamba, vissuto nella seconda metà del Seicento, e Marin Marais (1656-1728), suo allievo e musicista di successo a corte, ma anche delle due figlie di Sainte-Colombe, la maggiore delle quali, sedotta da Marais, si ammala e si uccide. Frutto della collaborazione tra lo scrittore Pascal Quignard che ha adattato un suo romanzo (1991), il regista e il musicista Jordi Savall, è un film di incanto severo e raffinato, di esterna immobilità aristocratica e di sconvolgenti burrasche interiori che cerca di dire l'indicibile attraverso la musica. Ha la bellezza metafisica della natura morta di Lubin Baugin Le desert de gaufrettes che si vede nella casa di Sainte-Colombe e che sta al Louvre. Premio Delluc, 7 premi Césars – tra cui film e regia – e Efebo d'oro 1992. |
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premi nomination |
Golden Globes 0 1 |
SOUNDTRACK | Tutte le mattine del mondoLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 9 novembre 2004
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Tutte le mattine del mondo semplicemente incanta: è pacato, profondo, curato. Ha immagini bellissime e la sua colonna sonora, curata da Jordi Savall, è da sola un motivo sufficiente per consigliarne la visione. Qual è il fine della musica? La dolcezza, risponde una voce fuori campo all'inizio dello splendido Tutte le mattine del mondo. Su questa parola, dolcezza, la voce affaticata di Marin Marais ne fa scivolare un'altra. L'ombra, dice con disperata esitazione, datemi l'ombra. La macchina da presa è catturata dal suo viso, dai vecchi occhi che non sanno se decidersi a piangere, da quel che vi resta di un'antica gioia del corpo (bravissimo, Gérard Depardieu). » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Delle due l'una: o il pubblico francese è più maturo, oppure la distribuzione transalpina è tanto brava da riuscire a decretare il successo anche di film «difficili», destinati da noi a una esigua fetta di spettatori. Tutte le mattine del mondo, di Alain Corneau, ci fa fremere d'invidia. È una pellicola raffinata, deliziosa, quasi naturalmente portata a rifuggire le grandi sale e le resse. E invece, in Francia ha raggiunto incassi formidabili. Qual è dunque la «formula» del suo successo? C'è innanzi tutto la presenza di un grande Gérard Depardieu, attore-simbolo del cinema francese contemporaneo. » |
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I due Depardieu nel Seicento
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Incontro a Roma con Alain Corneau, regista di "Tutte le mattine del mondo", vincitore di 7 Cesar. Padre e figlio, Gerard e Guillame Depardieu, per la vita di un musicista alla corte reale di Versailles. Pensieroso e partecipe, il regista Alain Corneau si confessa in controluce nel presentare "Tutte le mattine del mondo". Il film ha vinto sette César contro il favorito "Van Gogh" di Maurice Pialat ed è interpretato da Gérard Depardieu negli abiti di corte del musicista del XVII Secolo Marin Marais (un personaggio che da ragazzo viene incarnato dal figlio dell’attore, Guillame) e da Jean-Pierre Marielle in quelli dell’austero giansenista e grande maestro della viola da gamba Sainte. » |
Così è (la musica) se vi pare
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Prime film. "Tutte le mattine del mondo" regia di Alain Corneau, interpreti: Jean Pierre Marielle, Gerard Depardieu, Anne Brochet, Guillaume Depardieu. C'è da scommettere che ben pochi fino a ieri avevano sentito parlare del musicista barocco Sainte Colombe, virtuoso della viola da gamba, del quale non si conoscono né il nome proprio né le date di nascita e morte né granché d'altro. Ma anche per veder apparire un libro su "Marin Marais" (di Sylvette Milliot e Jèrome de La Gorce, edizione Fayard, 1991), allievo e successore di Sainte Colombe, si è dovuto aspettare il romanzo "Tutte le mattine del mondo" (Frassinelli) di Pascal Guignard, immediatamente tradotto nel film omonimo di Alain Corneau, campione francese degli incassi e vincitore di sette César. » |
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