In nome della Legge

Film 1949 | Drammatico +16 99 min.

Anno1949
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata99 minuti
Regia diPietro Germi
AttoriMassimo Girotti, Jone Solinas, Camillo Mastrocinque, Charles Vanel, Turi Pandolfini Peppino Spadaro, Jone Salinas, Saro Urzì, Ignazio Balsamo, Saro Arcidiacono.
TagDa vedere 1949
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,01 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pietro Germi. Un film Da vedere 1949 con Massimo Girotti, Jone Solinas, Camillo Mastrocinque, Charles Vanel, Turi Pandolfini. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1949, durata 99 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,01 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un giovane pretore si trova in un piccolo centro della Sicilia dominato dalla mafia; tutti lo avversano tranne Paolino, un giovane e onesto lavoratore. Ha vinto 3 Nastri d'Argento.

Consigliato assolutamente sì!
4,01/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,02
CONSIGLIATO SÌ
Scheda Home
Cinema
Trailer

Un giovane pretore si trova in un piccolo centro della Sicilia dominato dalla mafia; tutti lo avversano tranne Paolino, un giovane e onesto lavoratore. Le ingiustizie e i soprusi sono all'ordine del giorno. Quando, deluso e amareggiato, il pretore decide di andarsene, è l'omicidio di Paolino che lo induce a restare per combattere la mafia con tutti i mezzi.

winner
premio speciale
Nastri d'Argento
1949
winner
miglior attore
Nastri d'Argento
1949
winner
miglior attore non protag.
Nastri d'Argento
1949
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 4 agosto 2014
Luca Scialo

Primo film di spessore di un giovane Pietro Germi, all'epoca 45enne, coadiuvato nella sceneggiatura da due futuri grandi registi: Mario Monicelli e Federcio Fellini. Il film risente sia di una certa influenza western, sia di una certà ingenuita del regista (e degli altri che hanno scritto la sceneggiatura), sia del fatto che il fenomeno Mafia era allora ancora a un primo stadio di consocenza [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 maggio 2012
gianleo67

Giovane e integerrimo  pretore palermitano viene inviato in un piccolo e desolato villaggio dell'entroterra per sostituire il dimissionario e pavido collega. Dovrà ristabilire la Legge e l'ordine contro lo strapotere della Mafia e del Signorotto locale. Finale a sorpresa. Curioso western di ambientazione sicula che ricalca fedelmente i classici del genere declinandone gli stereotipi [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 maggio 2012
gianleo67

Giovane e integerrimo  pretore palermitano viene inviato in un piccolo e desolato villaggio dell'entroterra per sostituire il dimissionario e pavido collega. Dovrà ristabilire la Legge e l'ordine contro lo strapotere della Mafia e del Signorotto locale. Finale a sorpresa. Curioso western di ambientazione sicula che ricalca fedelmente i classici del genere declinandone gli stereotipi [...] Vai alla recensione »

sabato 27 febbraio 2010
mtom83

Un film che mi ha decisamente emozionato, e di cui consiglio la visione a tutti. Ci vuole coraggio per trattare un tema così delicato come può essere una maternità sospesa, senza mai scadere in pietismi di sorta  e senza  mai accentuare la drammaticità dell'azione: ma la vicenda che si sviluppa della nascita prematura apre uno spaccato di vita vera e vissuta, [...] Vai alla recensione »

Frasi
Dite pure a Massaro Turi che la mafia è finita e che da queste parti comanda la delinquenza.
Una frase di Il barone Lo Vasto (Camillo Mastrocinque)
dal film In nome della Legge
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

La Sicilia continua ad essere uno dei temi preferiti del cinema italiano. Questa in cui si svolge il nuovo film di Pietro Germi, In nome della legge, nella assolata immobilità dei suoi paesaggi desertici, nell’abbagliante candore delle sue lande sassose, dei suoi muri tirati a calce, delle sue chiese accigliate e quasi messicane, si rifà a quell’aspra e nuda verità che la nostra maggiore letteratura [...] Vai alla recensione »

Gian Piero dell'Acqua

Inviato in un paese siciliano oppresso dal signorotto locale e taglieggiato dalla mafia, un giovane pretore fa il suo mestiere, fra diffidenze e omertà. Noto come uno dei migliori film di Germi, e da molti considerato un esempio di ‘western all’italiana’, In nome della legge risultò abilmente costruito a mezza via fra il film di denuncia sociale e il racconto d’avventure.

Mario Gromo
La Stampa

Pietro Germi si affermò con Il testimone (1945), asciutto e pungente. Poi, con Gioventù perduta (1947), spesso dimenticò quei toni che ora felicemente ritrova per quasi tutte le sequenze di In nome della legge dal romanzo «Piccola pretura» di G. Lo Schiavo. La vicenda è quella di un giovane pretore che giunge alla sua prima «sede», un paesetto della Sicilia.

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