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Rassegna stampa di Frank McCourt

Frank McCourt è un attore statunitense, scrittore, è nato il 19 agosto 1930 a New York City, New York (USA) ed è morto il 20 luglio 2009 all'età di 78 anni a New York City, New York (USA).

ANTONIO MONDA
La Repubblica

Frank McCourt avrebbe compiuto 79 anni il prossimo 19 agosto, e come ogni anno avrebbe ricordato i primi quattro compleanni in America e quindi l'immigrazione a rovescio, voluta dal padre Malachy, che portò la moglie Angela, il piccolo Frank, e i suoi sei fratelli a Limerick, la città irlandese dalla quale provenivano in origine. Avevano tentato di sfuggire alla povertà e si erano trovati ad affrontare una miseria ancora più grande in un paese nel pieno della grande depressione.
A Brooklyn i McCourt avevano conosciuto lo squallore, la violenza e la discriminazione, ma il problema principale era rappresentato dal carattere del capo famiglia, un burbero alcolizzato che spendeva i pochi guadagni nei pub, come raccontò nelle Ceneri di Angela il suo romanzo più bello e celebre, con il quale vinse nel 1997 il premio Pulitzer.

ROBERTO BERTINETTI
Il Messaggero

Lo scrittore americano Frank McCourt è morto questa notte a New York. Aveva 78 anni e da tempo era malato di cancro. McCourt era nato a New York il 19 agosto 1930 da una poverissima famiglia irlandese emigrata negli Stati Uniti in cerca di fortuna ma costretta nel 1934 a riattraversare l’Atlantico a causa dei problemi di salute del padre del narratore.
A lungo insegnante nelle scuole pubbliche, McCourt era arrivato al successo internazionale nel 1996 con il volume autobiografico Le ceneri di Angela, che gli fece vincere negli Stati Uniti un Pulitzer e il National Book Critics Circe Arward, restò per mesi ai vertici delle classifiche, vendette dieci milioni di copie e nel 1999 divenne un film per la regia di Alan Parker.
«Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora». Con queste parole inizia Le ceneri di Angela, il libro in cui McCourt incanala i suoi ricordi a partire dall’età di quattro anni in una narrazione dal sapore dickensiano, privilegiando il tono eroicomico per raccontare una storia ad alto tasso di drammaticità che vede protagonisti un padre alcolizzato, chiacchierone e buono a nulla, la madre Angela, pia e derelitta, che geme accanto al fuoco nella loro disadorna casa di Limerick, maestri arroganti, sacerdoti maneschi.

LUIGI SAMPIETRO
Il Sole-24 Ore

Morto come muoiono molti. Aveva 78 anni ed era malato. Ma, alle spalle, aveva una vita che aveva raccontato in vari modi, in forma di romanzo più che di vero e proprio memoir , e che presentava qualcosa di insolito, almeno per i nostri tempi. Si chiamava Frank McCourt ed era uno scrittore famoso. Aveva vinto all'esordio - nel 1997, all'età di 67 anni! - il premio Pulitzer per la biografia con Le ceneri di Angela,
dal quale fu tratto un famoso film interpretato da Emily Watson e Robert Carlyle.

JENNIFER SCHUESSLER
The Neww York Times

When Frank McCourt died last weekend at age 78, we were momentarily transported, it seemed, to a more innocent age of the American memoir.
For once, public discussion of a best-selling memoirist didn’t involve the words “fabrication,” “apologize” or “James Frey.” Instead, publishing insiders and ordinary readers alike recalled being captivated by the poetic intensity and rueful humanity of Mr. McCourt’s “Angela’s Ashes,” while former students fondly recalled the brilliant New York City public school teacher who waited until his mid-60s to finally grow up into a world-famous, Pulitzer Prize-winning author by writing down the amazing stories of his hardscrabble Irish childhood he’d been spinning out loud for years.
The memoir genre has taken plenty of hits from moralists, fact checkers and freelance scolds in the 13 years since “Angela’s Ashes” sold four million copies in hardcover and spent more than two years on the best-seller lists. But it endures as perhaps the dominant genre of contemporary literature — and an easier route to fame and fortune than the novel (as Mr. Frey, who has said he originally submitted the discredited “A Million Little Pieces” to his publisher as fiction, has surely come to appreciate).

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