| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA, Australia, Singapore, India, Canada |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Kornél Mundruczó |
| Attori | Taika Waititi, Murray Bartlett, David Wenham, Pamela Anderson, Ellen Burstyn Edgar Ramirez. |
| MYmonetro | 2,84 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 10 settembre 2026
Un'anziana e un uomo viaggiano da Chicago a New York, stringendo un legame mentre aiutano un piccione smarrito a tornare a casa. In Italia al Box Office Place To Be ha incassato 154 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Brooke è una donna di Chicago ormai anziana, che dopo aver perso il marito tiene in apprensione i due figli con il suo stato di salute. Ron e Molly la vorrebbero in una casa di riposo, ma Brooke è testarda e indipendente e preferisce continuare a salire le scale di casa per conto suo aiutandosi con una stampella. Nel farlo, trova un giorno un piccione in salotto: l'uccello viene accompagnato alla finestra ma poi torna, e Brooke si convince di doverlo restituire di persona al proprietario, che grazie all'etichetta sulla zampa si scopre essere a New York. La donna si mette in viaggio e sul treno incontra Nelson, agente immobiliare di mezza età con il quale nascerà un'improbabile amicizia.
Cambio di genere per il sempre imponderabile Kornél Mundruczó, acclamato regista teatrale nonché ex-voce autoriale del cinema indipendente europeo, che ultimamente si è dedicato piuttosto alla media produzione statunitense.
Dopo il dimenticabile At the sea, è tempo di qualcosa di più leggero: una commedia on the road piacevolmente studiata a tavolino per esaltare il talento sempreverde di Ellen Burstyn.
Attorno a lei ci sono orde di piccioni e Taika Waititi nelle vesti di attore (meno macchiettistico rispetto al solito), il tutto animato da un trionfo di buoni sentimenti (scritto come sempre dalla moglie del regista, Kata Wéber) che non ha timore né di accattivarsi lo spettatore, né di apparire melenso. Affilata dalla gravitas di Burstyn, la bonaria ruvidità di Brooke fa attrito con il materiale narrativo quel tanto che basta da scombinarne il diffuso senso di artificialità, dovuto a un'America astratta ricreata in Australia e a dei personaggi tagliati con l'accetta.
Tra una sequenza contemplativa e l'altra di uccelli in volo, Brooke e Nelson passano dal fastidio reciproco a un rapporto profondo dai contorni sfumati; chiusi assieme in un lussuoso appartamento di Tribeca, con un piccione appollaiato sulla testa e diverse altre avventure ancora davanti, parleranno di amore e di rimpianti e di lunghe vite già vissute. Mundruczó li dirige con tocco lieve, forse troppo, ma come omaggio alla carriera di Burstyn del film potrà rimanere un ricordo gentile.
Deliziosa commedia che ricorda un gustoso film degli anni Settanta del secolo scorso, "Harry e Tonto" (1974, di Paul Mazursky, con Art Carney e il suo gatto Tonto). Anche questo un road-movie, anche qui un anziano e un animale (la 93enne e bravissima Ellen Burstyn e il piccione Intruder), anche qui un'amicizia inaspettata fra l'anziana signora che deve affrontare le paure della sua [...] Vai alla recensione »
Essere vecchi è brutto. I figli non lo capiscono, fanno di tutto affinché lo si dimentichi, fanno finta di trattarti bene ma sotto sotto vogliono solo togliersi la preoccupazione. Brooke Graham (Ellen Burstyn) in Place to Be vive a Chicago, è vedova con due figli adulti che la vanno a trovare saltuariamente, suo marito ha fatto tutta la vita il pittore, lei ha adorato ogni suo quadro (che ha appeso [...] Vai alla recensione »
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