| Titolo internazionale | The Electric Kiss |
| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Francia |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Pierre Salvadori |
| Attori | Pio Marmaï, Anaïs Demoustier, Gilles Lellouche, Vimala Pons, Gustave Kervern Patrice Tepasso, Madeleine Baudot, Toma Robinot, Edwin Gillet, Caroline Gay, Jean-Paul Muel, Sandrine Mallick, Arthur Choisnet, Geoffroy De La Taille, Jean-Michel Balthazar, Luc Bernard, Vincent Overath, Monia Douieb, Brahim Takioullah, Christophe Fluder, Nathalie Devaux, André Pasquasy, Julien De Broeyer, Gianni La Rocca, Jean-Mathias Pondant, Yann Dufeu, Alexandre David Lejuez, Pierre Gonneau. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | 3,22 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 maggio 2026
Una commedia romantica deliziosamente burlesque.
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CONSIGLIATO SÌ
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Parigi 1928. Antoine Balestro, un pittore in crisi dopo la morte della moglie Irene, va a cercare in un luna park una spiritista che lo aiuti a contattarla. Incappa in Suzanne che si esibisce come Venere elettrica ma che, per bisogno di denaro, finge con lui doti che non possiede. Inizia così una serie di incontri dall'esito inatteso.
Pierre Salvadori si cimenta con il film in costume e realizza una commedia con personaggi che aderiscono al loro tempo.
Salvadori per la prima volta si misura con un film ambientato nel passato dopo aver valutato che il suo protagonista, collocato ai nostri giorni, non sarebbe risultato credibile. Lo è invece, con un esito positivo, nella Parigi degli Anni Venti e nel suo credere a uno spiritismo 'acquistato' in quello che oggi chiameremmo un Luna Park.
Ma è il personaggio di Suzanne quello attorno a cui ruota tutta la narrazione. Impegnata come fenomeno da baraccone nell'offrire a pagamento l'occasione di un bacio fuori dal comune (mentre le labbra si toccano viene caricata di energia elettrica) il suo principale desiderio è quello di affrancarsi da quella situazione. Quando Antoine la incontra, nel carrozzone della spiritista Claudia, finisce con il fingere doti che non ha pur di poter guadagnare qualcosa.
Cambierà anche il nome e darà inizio a una serie di sedute in cui fingerà di parlare a nome di Irene con la complicità del gallerista Armand che vuole che Antoine torni a dipingere. Se si aggiunge che Suzanne/Claudia trova anche i diari della scomparsa e quindi viene a conoscenza di dettagli della vita della coppia, il gioco sembra fatto.
Da qui prende il via una vicenda complessa che il mood da commedia rende leggera. Perché, con tutto il dovuto rispetto, la memoria va a La donna che visse due volte. Qui è Antoine che ha bisogno di far 'rivivere' la moglie morta in circostanze tragiche e della cui scomparsa si ritiene responsabile e Suzanne/Claudia è colei che inizia un processo in cui 'diventa' Irene. Inizialmente solo per bisogno di denaro ma mutando progressivamente il proprio atteggiamento.
"L'essere umano ha bisogno di illusioni come dell'aria che respira" diceva il mago del circo in Ombre e nebbia di Woody Allen. Antoine ne ha un bisogno disperato mentre Armand ne ha una necessità motivata da esigenze di mercato. Claudia/Suzanne finisce con il far tornare in vita surrettiziamente una scomparsa ridando al contempo vitalità a chi l'aveva persa. Tutto ciò con la consapevolezza, da parte dello spettatore, del fatto che si tratta di finzione.
È in questo gioco che Salvadori si mostra abile nello sviluppare il carattere della protagonista che passa dall'improvvisazione iniziale dettata dal bisogno a una progressiva 'immersione' nella vita e nei sentimenti di un'altra donna alla quale progressivamente finisce con il sostituirsi.
Nella iniziale presentazione dei baracconi con i relativi imbonitori, quello che esibisce due sorelle siamesi afferma che, quando dormono, una inizia i sogni che l'altra finisce. È ciò che Suzanne (che già vive una doppia esistenza spacciandosi per Claudia) finisce con il fare nei confronti di Irene non accorgendosi che, come dirà qualche decennio dopo John Lennon, "La vita è ciò che ti accade mentre fai altri progetti".
Parigi, anni 20. Alla fiera delle illusioni circense, una fanciulla (Demoustier) bacia sconosciuti sul palco, mentre è attraversata dall'elettricità: mise en scène letterale del colpo di fulmine, con cui non guadagna granché. Quando si sostituisce accidentalmente alla medium della combriccola, fa credere a un pittore (Marmaï) di poter interagire con l'amata recentemente scomparsa (Pons): e il business, [...] Vai alla recensione »