La bola negra

Film 2026 | Drammatico, Musical,

Regia di Javier Ambrossi, Javier Calvo. Un film Da vedere 2026 con Glenn Close, Penélope Cruz, Julio Torres, Miguel Bernardeau, Lorenzo Zurzolo. Cast completo Genere Drammatico, Musical, - Spagna, Francia, 2026, distribuito da Movies Inspired. - MYmonetro 3,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 22 maggio 2026

La storia di tre uomini, le cui vite sono intimamente intrecciate attraverso la sessualità e il desiderio, il dolore e l'eredità, in tre epoche diverse: 1932, 1937 e 2017. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Tonante, espansivo, esorbitante, un affresco epico di quasi tre ore sull'amore e l'arte in tempo di guerra.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 9 aprile 2026
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 9 aprile 2026

Tre uomini, tre epoche, tre vite diversamente legate al destino immaginario del seguito di un romanzo incompiuto di Federico García Lorca, fucilato nell'agosto del '36 al debutto della guerra di Spagna. Una storia di desiderio, amore, dolore e poesia che comincia da Sebastian (1937), giovane trombettista e simpatizzante fascista che scampa per un pelo a un bombardamento italiano sul suo villaggio cantabrico.
Arruolato nelle milizie falangiste locali, stringe amicizia con un soldato repubblicano ferito in combattimento, Rafael Rodríguez Rapún. È lui a consegnargli il romanzo di Lorca, la cui trama si intreccia con la narrazione del film, raccontando la tragedia sociale di Carlos (1932), un giovane uomo della borghesia spagnola che vorrebbe diventare membro di un prestigioso casinò di Granada ma la sua domanda viene respinta a causa della sua omosessualità. Diversi anni dopo a Madrid, Alberto (2017), nipote di Sebastian e drammaturgo frustrato, eredita dal nonno una confessione d'amore e il prezioso manoscritto di Lorca. Il passato fa il suo giro e guarisce il presente.

Con esuberanza formale e consumata crudezza, Javier Ambrossi e Javier Calvo rendono omaggio al poeta Federico García Lorca, giustiziato dai nazionalisti spagnoli nell'estate del '36. Tonante, espansivo, esorbitante, La bola negra è un affresco epico di quasi tre ore sull'amore e l'arte in tempo di guerra, un melodramma barocco e smisurato che rivisita con audacia la storia spagnola alla luce della violenza contro gli omosessuali.

Il film mostra l'omofobia crassa della Spagna patriarcale degli anni Trenta, terreno fertile per il franchismo. Ispirato al romanzo omonimo e incompiuto di Federico García Lorca, l'unico libro in cui rivela apertamente l'omosessualità del suo personaggio, il film debutta con una dichiarazione di forza: una sequenza di crudele ironia contrappone gli abitanti del villaggio in festa agli aerei militari che finiranno per falciare le loro vite. Segue più avanti una scena d'orrore, un camion carico di cadaveri ancora caldi e feriti agonizzanti, mentre le suore infermiere 'fanno il triage' senza pietas, quasi fossero in pausa caffè. La disumanizzazione della guerra in tutta la sua oscenità ordinaria. Ma è solo una falsa speranza perché La bola negra perde di intensità nel cercare di spiegare troppe cose che avrebbe potuto semplicemente mostrare.

E dire che nessuno come i Javis è capace di manipolare la materia filmica dando forma a un altro Paese, dove immaginare i loro protagonisti, che rimangono curiosamente incompiuti, proprio come il romanzo alla base del film. Carlos, il personaggio ispirato a Lorca, è ridotto a un'espressione imbronciata sotto i capelli corvini. Meglio fanno Sebastian e Alberto che incarnano la condizione omosessuale su due generazioni nella turbolenta storia della Spagna dagli anni Trenta ad oggi. Se gli occhi lucidi di Sebastian soffiano un erotismo ardente, e ovviamente proibito, negli ospedali militari, Alberto, il gay più contemporaneo della storia, assume un aspetto per nulla convenzionale al cinema, il suo sovrappeso non gli pone alcun problema, nessun limite, soprattutto quello di amare. Los Javis, icone queer del cinema spagnolo, celebri per la loro abilità nel fondere kitsch e sacro (La Mesías) si (e ci) perdono dentro archi narrativi instabili che non trovano il loro baricentro e inciampano in qualche goffaggine, soprattutto nel capitolo contemporaneo e quando il romanzo incompiuto di García Lorca prende vita in scene oniriche, che vorrebbero forse concretizzare il desiderio del poeta di scrivere il suo primo testo "senza poesia".

Con le spiegazioni delle zone d'ombra della narrazione, il racconto guadagna in chiarezza ma si rivela didattico, come l'improbabile conferenza della studiosa americana (Glenn Close) venuta a esporre il suo lavoro su Lorca. Ma ai nostri non difetta certo la vena romanzesca e la poesia che svolge un ruolo importante e muove i protagonisti. Epico, intimo, comico, tragico, La bola negra compone con la memoria degli spagnoli sul franchismo, che è arrivato finalmente a una svolta significativa, dopo decenni di compromessi e di relativo oblio in nome dell'unità nazionale sancita dopo la morte del dittatore e l'instaurazione della democrazia, e lavora plasticamente sull'immaginario omoerotico, la luce accarezza magnificamente la pelle dei marinai al sole, dei soldati in canottiera o dei corpi nudi su una spiaggia. Le scene più intime, quelle più vicine ai volti e ai corpi, sono le più belle in questo manifesto di una generazione determinata a spalancare gli armadi della storia, a scavare la terra e diseppellire storie d'amore e di resistenza.

Istanti silenziosi che parlano con eloquenza e disegnano la guerra interiore di due uomini, due soldati che hanno combattuto su fronti diversi una guerra civile e una battaglia esistenziale per poter vivere la propria vita (e morire liberi). Il film beneficia di un cast magnetico, che affianca alle star internazionali (Penélope Cruz, Glenn Close) attori spagnoli iconici come Lola Dueñas, presenza fissa nei film di Almodóvar, e stelle emergenti come Guitarricadelafuente, davvero febbrile nel ruolo di Sebastian e Carlos González nei panni di Alberto, giovane uomo di oggi che viaggia indietro nel tempo e dipana i nodi di questo dramma, scoprendo al contempo la storia tragica della propria famiglia. I due temerari autori rischiano tutto, quasi ci perdono, ma alla fine ci riprendono sempre come il loro trascinante flamenco, dove i corpi sembrano agiti da una forza estranea. Ambrossi e Calvo hanno appena compiuto un passo da gigante, che riconcilia le due Spagne, dimostrando chiaramente di aver trovato la loro strada. Contiamo su di loro per gli anni a venire.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 22 maggio 2026
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

L'identità omossessuale, la sua "scoperta" e la sua discriminazione attraverso il tempo, la storia e le generazioni di Spagna. Tre personaggi maschili in tre epoche diverse: 1932, 1937, 2017. A legarli il ritrovamento di La bola negra, l'opera incompiuta del 1936 del poeta e drammaturgo Federico Garcia Lorca, in cui l'autore per la prima e unica volta parla esplicitamente di omosessualità, un'opera [...] Vai alla recensione »

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CANNES FILM FESTIVAL
sabato 23 maggio 2026
 

Si aggiudicano il premio Los Javis - Javier Calvo e Javier Ambrossi - e Pawel Pawlikowski.   Vai all'articolo »

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