| Anno | 2026 |
| Genere | Animazione |
| Produzione | Regno Unito |
| Durata | 15 minuti |
| Regia di | Elliot Dear, Ricky Gervais |
| Attori | Ricky Gervais, Diane Morgan, Kerry Godliman, Tom Basden, David Earl Jo Hartley, Tony Way, Andrew Brooke, Natalie Cassidy. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 8 settembre 2026
Animazione adulta di Ricky Gervais su una banda di gatti randagi: satira sociale mascherata da comicità nera.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un improbabile gruppetto di gatti e gatte, chi randagi e chi no, vive la propria vita di strada discutendo su tutti i temi della vita senza mezzi termini, tra disillusione e speranze. La loro vita, con tutte le divergenze, è segnata e animata da momenti di incontro e di amicizia, da alcune abitudini condivise nonostante le differenze, e infine dalla comune volontà di aiutare una gattina neonata che ha perso la strada di casa.
Questa serie animata Netflix sembra ricordare il cinema neo realista italiano e quello della commedia all'italiana degli albori, con un mix di crudezza derivante dalla vita stessa e un'insieme di pigre o al contrario illuminate disquisizioni su tutti i macro temi dell'esistenza, da un punto di vista che è contemporaneamente molto umano e molto animale.
Infatti il senso della storia sembra proprio essere la difficile convivenza metaforica nell'uomo di bassezze, istinti, cattiveria, egoismo e grande pessimismo, ma anche di speranza, altruismo, intelligenza, empatia e amicizia.
Ricky Gervais non risparmia il suo tocco, a costo di risultare un po' brutale a tratti e un po' retorico in altre occasioni, per mostrare un essere animale, come il gatto o come l'uomo, in tutte le sue sfaccettature e dinamiche di gruppo. Ma anche nei suoi dubbi individuali. Ci sono continue digressioni e aneddoti disgustosi su morte, sesso, perversioni, mancanze, violenza, ma anche tanta solidarietà ed empatia in situazioni che inspiegabilmente, a volte, ci muovono gli uni verso gli altri e non contro.
Gli sfondi sembrano fatti alla vecchia maniera, quando si dipingeva a mano e c'era uno stacco netto dalle animazioni dei personaggi in primo piano, per un effetto nostalgico che si sposa bene con queste strade decadenti e con il poco valore che sembra avere la vita di un gatto, tra sporcizia, fame e pericoli. Ma soprattutto che riflette quel senso di angoscia, più tipicamente umano (per quel che ne sappiamo) derivante dal riconoscere questa decadenza e tristezza non solo nell'ambiente circostante, ma anche nel proprio animo consapevole. É per questo interessante il continuo passaggio dal divano davanti alla tv dell'inizio della giornata dei protagonisti, che vogliono solo insultare chiunque ci sia sullo schermo e mostrare le loro bruttezze viscerali e caratteriali, al prosieguo della giornata, con qualcosa da scoprire sull'esistenza tramite un'avventura legata però strettamente alla quotidianità.
Se non bastasse, c'è anche il conflitto sociale legato alle enormi divergenze sociali e anche di classe, tra un gatto randagio e uno ben accudito, tra uno più erudito e uno più ignorante e violento, tra uno più stupido ma emotivamente sensibile e uno costantemente concentrato sui suoi istinti.
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